
Qualche giorno fa il senatore trumpiano Josh Hawley, già noto per aver incitato gli assaltatori del 6 gennaio a Capitol Hill, aveva affermato che l’Ucraina non doveva essere ammessa nella Nato per concentrarsi di più nel contrasto della Cina. L’ex collaboratore di Donald Trump, ancora di recente, aveva espresso la necessità di prendere le parti di Vladimir Putin per “non lasciarlo alla Cina”.
Sull’invasione ucraina tutti gli ex presidenti, tutte le maggiori cariche istituzionali, tutti gli attori politici Usa, meno uno. Da Jimmy Carter ai Democratic Socialists of America, da Nancy Pelosi al suo nemico diretto, il repubblicano Mitch McConnell. Durissimo Obama. Riprovazione anche da parte di Bush. E non per sostegno alla presidenza Biden decisamente in crisi.
Naturalmentem la crisi ucraina diventa per gli esponenti del partito repubblicano, nuova occasione di critica alla presidenza democratica, col il partito che continua ad incolpare Biden per questa crisi. Biden incapace ma Putin molto peggio, è il coro ufficiale del vecchio Gop. Ma adesso, l’eccezione.
L’unica voce fuori dal coro di condanna a Putin è quella di Donald Trump, sino ad oggi portabandiera de facto del partito repubblicano, che con Putin ha sempre avuto un rapporto idilliaco. È «molto intelligente», ha detto Trump riferendosi Putin durante una raccolta fondi in Florida, valutando invasione dell’Ucraina come un affare immobiliare, sottolinea sdegnata Marina Catucci dagli States:
«Ha preso il controllo di un Paese pagando 2 dollari di sanzioni, un gran pezzo di terra con molte persone, semplicemente entrandoci. È un genio».
I leader repubblicani, pur continuando a condannare l’invasione dell’Ucraina, sono rimasti in silenzio sugli elogi di Trump a Putin. Ovviamente hanno tuonato indignati i leaders democratici. Bernie Sanders su Twitter:
«È oltraggioso, anche se non sorprendente, che Trump lodi l’invasione assassina dell’Ucraina da parte di Putin come un atto di ’genialità’. Dovrebbe preoccuparci tutti che Putin sia esattamente il tipo di leader che Trump vorrebbe essere e che così pochi repubblicani abbiano il coraggio di dirlo ad alta voce».