La flotta russa nel Mediterraneo ‘faccia a faccia’ con le forze Nato

Non solo imbarcazioni precarie di migranti disperati nel mare di Sicilia. Sei navi della flotta militare russa hanno varcato Gibilterra e stanno attraversando il Canale di Sicilia. Sono navi per il trasporto di truppe e mezzi corazzati. La squadra navale, partita dai porti del Baltico, è diretta molto probabilmente, verso il Mar Nero, anche se si fermerà nel Mediterraneo orientale, viste le convenzioni che regolano il passaggio del Bosforo.
Va detto che nel Mediterraneo insieme alla flotta russa c’è il gruppo d’attacco della portaerei americana Harry Truman.

Muscoli navali nel Canale di Sicilia

Nessuna sorpresa, salvo il voler fare scena e creare allarmi. Satelliti e sorvoli aerei praticamente continui. Da domenica voli Nato, nostra aviazione compresa, da Sigonella. Secondo alcune fonti, preoccuperebbe l’estrema vicinanza tra lo schieramento russo, in realtà, navi militari ma da carico e in transito, e le forze navali statunitensi, che proprio in questi giorni –stiamo scoprendolo adesso- stanno conducendo esercitazioni al largo della Calabria. La partenza delle navi russe era invece nota, annunciata addirittura dal sito Sputnik.

Sospettosi o allarmisti?

Repubblica: «Due giorni fa un satellite ha fotografato altri rinforzi, in arrivo addirittura dal Pacifico: il potente incrociatore Varyag, accompagnato da una fregata e da un rifornitore». Verso Suez per fare rotta sulle acque tra Siria e Cipro dove sarebbe previsto il raduno di una grande flotta russa, «come non si vedeva da decenni». In più, ma erano lì da tempo, le altre forze navali russe dislocate nel porto siriano di Tartous: un caccia, quattro fregate, tre sottomarini d’attacco, che lì sono e lì restano.

Nato, ‘Neptune Strike 2022’

Grazie all’allarme creato dalla navi russe di trasporto truppe russe dal Baltico, scopriamo che nel Canale di Sicilia e nel mare calabrese sono previste (o già si stanno svolgendo) anche le esercitazioni dell’Alleanza Atlantica “Neptune Strike 2022“. Manovre programmate da diverso tempo ma che arrivano in un momento di estrema tensione tra Mosca e blocco occidentale. E che si svolgono proprio da Mar Ionio e Mediterraneo orientale, rileva il sito ‘IsideOver’. C’è invece chi guarda con maggiore apprensione alla flotta russa, «sei navi “costruite per portare direttamente sulla spiaggia carri armati e fanti: sono in grado di creare una testa di ponte con 60 tank e 1.500 marines».

Nato in allerta confusa

Allarmi sospettabili di fonti di intelligence Nato e di analisti schiarati, come preludio a uno sbarco delle forze russe nei pressi della Crimea. Sono avvertimenti reali nei confronti di Kiev? O solo un modo per disturbare le esercitazioni nel Mediterraneo delle forze navali atlantiche (manovre in cui vi saranno anche la portaerei francese Charles de Gaulle e l’italiana Cavour)? «Nelle ultime 24 ore, come scrive Itamilradar, aerei da pattugliamento si sono già alzati in volo da Sigonella per avere un contatto visivo con la flottiglia e ora ci si chiede se la Russia stia mettendo in atto l’ennesimo bluff per confondere le forze Nato e mettere pressione verso Kiev e Washington».

Mediterraneo mare libero

Va detto subito che i transiti nel Mediterraneo non hanno limiti. Ed è costretto a precisarlo lo Stato Maggiore della Difesa: «la formazione sta effettuando un transito in acque internazionali e non viola la sovranità degli Stati rivieraschi. La Nato sta seguendo la navigazione del gruppo navale sin dalla partenza, avvenuta a metà gennaio dai porti di Severomorsk (Flotta del Nord) e da Baltijsk (Flotta del Baltico), e continuerà a monitorarne il transito. Né le Forze Nato e né la formazione navale russa hanno posto in essere comportamenti o volontà escalatorie».

Spiegazione tecnica che non risolve le sempre possibili dietrologie. Tempistiche e coincidenze comunque da valutare.

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AVEVAMO DETTO

https://www.remocontro.it/2020/09/04/mediterraneo-flotte-in-armi-arrivano-anche-le-navi-russe/

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