

«Abbiamo davanti a noi settimane difficili», ha detto la cancelliera Angela Merkel, invitando quanti non lo hanno ancora fatto a vaccinarsi. La cancelliera ha sottolineato che la situazione è grave quasi quanto quella di un anno fa, quando si rese necessario un lockdown parziale, durato mesi. E tuttavia, ha aggiunto, i tedeschi hanno ora a disposizione l’arma dei vaccini. «Dobbiamo trarne vantaggio in fretta. Vi chiedo, per favore, di partecipare e di convincere i vostri familiari e amici». E per gestire la situazione, la Germania si prepara a mobilitare 12mila soldati per aiutare i servizi sanitari. 45.081 nuovi casi, 277,4 positivi ogni 100mila abitanti e altri 228 morti, il nuovo campanello d’allarme.
Londra anticipa la terza dose di vaccino. Il governo permetterà ai cittadini di ricevere la dose booster a 5 mesi – e non a 6 – dalla conclusione del ciclo ordinario di vaccinazione. Obiettivo, scrive il Guardian, è ridurre la pressione sul servizio sanitario e sugli ospedali mentre si avvicina l’inverno. Non è chiaro se la nuova direttiva si applicherà solo all’Inghilterra o se verrà estesa a tutto il Regno Unito. Oltremanica –scrive AdnKronos- sono state già somministrate 12 milioni di terze dosi. Intanto, registrati 38.351 nuovi contagi nelle ultime 24 ore e 157 decessi.
A Vienna è scattato da oggi il lockdown per i non vaccinati. Secondo l’agenzia di stampa austriaca Apa, il lockdown riguarderà circa 2 milioni di persone in un Paese di 8,9 milioni di abitanti. Il giro di vite “per evitare il crollo del sistema sanitario” scrive la stampa austriaca. Le regole sono note: chi non è vaccinato o guarito dal Covid potrà uscire di casa, come per i precedenti lockdown, solo per lavorare, fare la spesa o in caso di urgenze, per stare all’aperto per necessità di salute fisica o mentale o praticare un culto religioso.
L’Europa dell’Est e i Balcani sono travolti dalla pandemia Coronavirus. Diagnosi politica, governi deboli e campagne No Vax. A Bucarest l’obitorio dell’ospedale non ha più posti. In Bulgaria i medici hanno sospeso le altre operazioni per dare la precedenza ai pazienti Covid. E in Bosnia è vaccinato solo il 21% della popolazione.
Il ministro Speranza: «Come sarà il Natale dipende da noi e dai vaccini. Serve accelerare sulla terza dose». «In Italia numeri migliori del resto d’Europa, ma è necessario mantenere alta l’attenzione». «E tutto dipende dall’andamento della campagna vaccinale e dai nostri comportamenti personali. È il momento di avere più cautela, di usare di più la mascherina e di vaccinarsi». La raccomandazione — ha ribadito — è quella di «usare la mascherina il più possibile: è uno strumento fondamentale perché la situazione delle prossime settimane è insidiosa». Il ministro ha, poi, chiarito come l’86,75% degli italiani sia vaccinata con la prima dose e l’84,12% con ciclo completo, sottolineando come «la vera differenza la fanno le vaccinazioni» e come la scelta dell’Italia in questo momento sia quella di «accelerare sui richiami al vaccino anti-Covid».
«L’Italia è uno dei Paesi che ha preso numerose misure precauzionali, regole di maggiore cautela» e non sono previste ulteriori restrizioni. Oggi il certificato dura 12 mesi ma è un tempo ritenuto troppo lungo e si pensa di ridurlo almeno a 9 mesi. Poi, i non vaccinati che invadono le terapie intensive: «Senza dubbio chi non si vaccina non aiuta se stesso, né gli altri né il Paese, ma chi non si vaccina e si ammala va curato. La nostra Costituzione ci dà un messaggio che non è negoziabile e non può essere messo in discussione. Il nostro è un sistema universalista: se una persona sta male si cura».
Ieri in Italia i nuovi contagiati da Covid-19 sono stati 7.569, gli ospedali hanno contato 36 vittime e il numero dei ricoverati in terapia intensiva è salito a 458. I numeri, se confrontati con quelli di gran parte d’Europa, dicono che la strategia di puntare sulla campagna vaccinale e la certificazione verde ha funzionato, tanto da essere presa a modello, sottolinea il Corriere della Sera. Ma vale la prudenza sollecitata da Speranza.
Dal primo dicembre si parte con i richiami per chi ha più di 40 anni, ma è soltanto una tappa del percorso con la terza dose per tutti. Gli studi dell’Istituto superiore di sanità dimostrano come l’efficacia del vaccino cominci a calare sei mesi dopo la seconda inoculazione, ma rivelano anche che una «copertura» in tre fasi sembra al momento sufficiente per sentirsi al sicuro.
È proprio il calo dell’efficacia della copertura vaccinale ad aver convinto gli scienziati a suggerire alla politica di valutare una riduzione dei tempi di validità del green pass. Oggi il certificato dura 12 mesi dall’ultima inoculazione, ma è un tempo ritenuto troppo lungo e si pensa di ridurlo almeno a 9 mesi. Una mediazione ritenuta valida dal ministro della Salute, che esclude si possa arrivare a 6 mesi.
Gli esperti sono scettici sull’attendibilità del tampone rapido, parlano di numerosi «falsi negativi» e per questo qualcuno vorrebbero escluderli per ottenere il green pass. L’alternativa è quella di ridurre la validità del test molecolare da 72 a 48 ore e di quello antigenico da 48 a 24 ore. Molti cittadini che decidono di non vaccinarsi ricorrono al tampone per ottenere il green pass che consente loro di andare al lavoro. Accorciare la durata del test rapido potrebbe servire per convincere i dubbiosi a iniziare il percorso di immunizzazione
Resta valido il sistema di divisione per fasce. L’Italia è ancora tutta in bianco, ma entro Natale alcune regioni come Lazio, Marche e Friuli-Venezia Giulia rischiano di passare in giallo. In questa zona di rischio, restrizioni rimosse dalla memoria, è obbligatoria la mascherina anche all’aperto e all’interno dei ristoranti si può stare seduti al tavolo solo in 4 persone, a meno che non si sia tutti conviventi. Saranno governatori e sindaci a dover prevedere misure più restrittive in quelle aree, anche limitate, dove più alto è il numero di positivi.
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