Il deputato inglese ucciso in chiesa e il terrorismo dei ‘lupi solitari’

Torna l’incubo sinistro dell’omicidio politico nel Regno Unito. Stavolta a cadere vittima dell’odio di un aggressore 25enne è stato sir David Amess, deputato della maggioranza Tory che sostiene il governo di Boris Johnson e veterano della Camera dei Comuni con ben 38 anni di vita parlamentare alle spalle.
Amess è stato accoltellato a morte all’interno d’una chiesa metodista della tranquilla località costiera di Leigh-on-Sea, in Essex, nel sud dell’Inghilterra, mentre teneva una delle ricorrenti riunioni faccia a faccia con elettori del suo collegio.
Sul crimine indaga l’antiterrorismo, ha annunciato stasera Ben-Julian Harrington, comandante della Essex Police, senza tuttavia confermare alcuna possibile matrice.

Chi e come ‘lupi solitari’

Li chiamano “lupi solitari”. Sono i terroristi islamici “fai-da-te”, non meno sanguinari e mortali di quelli organizzati, che si attivano all’improvviso senza una logica apparente. Così, i tragici “blitz” che compiono sono, praticamente, impossibili da prevedere. E loro, ovviamente, non facendo mai parte di qualche lista di potenziali sospettati, risultano incontrollabili. Per questo sarebbe morto, accoltellato davanti a una chiesa metodista di Leigh-on-Sea, nell’Essex, vicino Londra, il deputato conservatore inglese Sir David Amess. Il condizionale è ancora d’obbligo, anche se la BBC è stata chiarissima: Scotland Yard e i Servizi britannici, assieme agli altri investigatori, parlano apertamente di “terrorismo”. Amess è stato ucciso da un venticinquenne britannico, di origine somala.

Il terrorista invisibile

Riferisce la televisione inglese, si stanno monitorando tutti canali di comunicazione (principalmente messaggistica), che il jihadismo internazionale usa solitamente per le rivendicazioni degli attentati. È stata diffusa la notizia, ma senza alcun commento. Che però, avvertono gli specialisti, potrebbe anche arrivare nelle prossime ore. D’altro canto, è vero che si propende per i motivi religiosi prima che politici. Il terrorismo “individuale” è, spesso, la catastrofica risultante di un algoritmo psico-sociale molto complesso. Dove si incrociano e si sovrappongono diversi elementi, che vanno dalla diversità culturale al deficit di integrazione, e dall’emarginazione al basso livello di qualità della vita.

La religione sintesi della sfida

Così, la religione può diventare la “colla”, che mette assieme questi fattori, nella mente di una persona senza equilibrio e in guerra col mondo. Un mondo che, molte volte, nel caso di un musulmano, non è genuinamente il suo. Perché la cultura occidentale, sia lui “immigrato” anche di seconda o terza generazione, non è la sua. Per carità, non è né meglio, né peggio. Semplicemente è diversa. Ecco perché il terrorismo dei “lupi solitari”, in Europa, spesso interessa le periferie, più o meno degradate, dei grandi centri urbani: le “banlieue” di Parigi, Edgware Road a Londra, Molenbeek a Bruxelles, Neokoelln a Berlino.

L’intelligence poco intelligente sull’Islam

Secondo noi l’Intelligence occidentale conosce poco l’Islam e ne dà spesso un’interpretazione deformata. Lo tratta come un universo monolitico. E invece è un mosaico di tessere più o meno traballanti, quasi sempre scollegate fra di loro. Applicare un unico metro di giudizio è sbagliato. Esistono mille terrorismi jihadistici, che vanno affrontati secondo le loro specificità, magari adottando la vecchia tattica latina del “divide et impera”.

Al Qaida non è lo Stato Islamico, i talebani della Rete Haqqani si scontrano con quelli del Mullah Baradar; così come Boko Haram in Nigeria o gli Shaabab in Somalia hanno obiettivi diversi dai terroristi caucasici, dalla Cecenia al Daghestan; o da quelli del Kashmir o delle Filippine.

‘Scala di durezza’ del terrorismo

Nel mazzo mettiamoci anche i “foreign fighters”, che hanno combattuto col Califfato in Siria e il quadro è pressoché completo. Ma in tal modo torniamo al punto di partenza. Secondo gli esperti, esiste una sorta di “scala di durezza” del terrorismo, che va dal “lupo solitario della porta accanto” fino ai grandi gruppi organizzati, passando per “cellule” e “cluster” intermedi. E’ chiaro, poi, che la pianificazione degli assalti è double face: da un lato la militarizza che rende precisa l’azione, il bersaglio e la sua portata politica, ma assieme espone la catena di comando jihadista a possibili infiltrazioni di agenti avversari. Ed ecco il terrorismo fai da te a personalizzare i tutti la stessa paura per la sua imprevedibilità.

‘Lupi solitari’ in sonno

Esistono “lupi in sonno”, cioè individui che stanno fermi per anni e che si attivano con un semplice segnale lanciato in codice, via telefonino o, perfino, via etere. Grazie a programmi radio o televisivi di certe emittenti, da ascoltare e guardare a orari fissi. Questi soggetti, avendo un pur minimo legame con le centrali terroristiche, in teoria, sarebbero meno difficili da schedare. Come invece risulta per i terroristi che si improvvisano “lupi solitari”, mossi da un caleidoscopio di motivi, dove il Corano c’entra solo con un’abbondante forzatura. Cioè, con quel “Principio di abrogazione”, che cancella le “sure” della pace e le sostituisce con quelle che potremmo definire “della guerra”. Quali sono state scritte prima?

La formazioni del ‘lupo solitario’

I terroristi “fai-da-te” la maggior parte delle volte non sono “indottrinati” nelle Madrase (scuole coraniche), o dai sermoni di qualche imam ultra fondamentalista. No, spesso agiscono “per sentito dire”. Col passaparola, maturano il loro odio verso una società, le istituzioni e gli uomini che le rappresentano, che percepiscono come discriminatorie. La loro cultura originaria era quella dei grandi spazi, dei grandi silenzi e del tempo che scorreva lento. Nessuna frenesia produttiva, nessuna foia consumistica e la “zakat”, la carità araba come principio universale del welfare islamico.

La Costituzione? “E’ tutta nel Corano”, ti diranno. E la libertà? “Te la concede Dio. Quella che ti danno gli uomini finisce presto. Quella di Allah dura per sempre”. Ecco, una parte ancora consistente del pianeta-Islam è questa.

Pianeta Islam

Cambierà? Forse. Ma ci vorrà tempo. La democrazia “tutta e subito” non funziona. Le Primavere arabe sono appassite. con la stessa velocità con la quale erano fiorite. Diciamocelo francamente: il modello politico e culturale occidentale è in crisi. Mentre quello islamico non riesce ad adattarsi alla modernità. Non siamo più ciò che eravamo e non siamo ancora quello che vorremmo essere: una società planetaria multiculturale e multireligiosa, dove le differenze sono motivo di ricchezza e non ragioni di conflitto. Fino a quando non saremo in grado di costruire questo mondo ideale, allora esisterà ancora la logica distruttiva dei “lupi solitari”. A fabbricare disperazione, che porterà altro distruzione. In un mantra tragico e senza fine.

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