Klára e l’Ungheria tornata sorridente. L’avversaria che Orban preferisce (per colpa del marito)

Nel momento in cui i militanti dell’opposizione in Ungheria stanno votando nel secondo turno delle primarie per scegliere chi sfiderà Viktor Orbán alle elezioni della primavera 2022, uno dei quotidiani più fedeli al Fidesz, l’ex partito Popolare di Orban, il Magyar Nemzet, ha scritto un lungo articolo per elogiare la candidata  più a sinistra, la socialdemocratica Klára Dobrev, invitando di fatto gli elettori a sostenerla.

L’economista conservatore indipendente Péter Márki-Zay temuto da Orban

Il volto più gradevole del dopo Orban, se verrà

La stranezza o se preferite ma contraddizione molto sospetta, rilevata da David Carretta sul Foglio, portatrice di chi sa quale trame per imporre ancora all’Unione l’urticante e dispotico Orban. Alla fine del racconto lo scopriremo anche noi. Lei, vicepresidente del Parlamento europeo, esponente della Coalizione democratica, Dobrev è arrivata in testa nel primo turno delle primarie con il 34,8 per cento dei voti a fine settembre.

Il suo europeismo convinto e i princìpi progressisti la collocano all’opposto di tutto ciò che incarna Orbán. Eppure i media orbaniani stanno cercando i gonfiare la sua candidatura.

L’avversario preferito da Orban

«La ragione sta nel suo avversario al ballottaggio: l’economista conservatore indipendente, Péter Márki-Zay», sostiene Carretta. Il sindaco di Budapest, l’ecologista Gergely Karácsony, che era arrivato al secondo posto al primo turno con il 27,3 per cento dei voti, ha deciso di ritirarsi e sostenere Márki-Zay che aveva ottenuto appena il 20,4 per cento.

L’astuto Orban sperando nell’inciampo

Il fatto è che, se Dobrev appare nettamente favorita per il ballottaggio che si concluderà sabato 16 ottobre, Márki-Zay ha più possibilità di sconfiggere Orbán alle elezioni legislative. Un po’ più a destra aiuta a prendere voti agli elettori potenziali dell’orco Orban.

L’handicap di Klára è il marito

«Klára Dobrev  ha dalla sua la macchina organizzativa della Coalizione democratica, ma ha anche un handicap serio in un’eventuale sfida diretta con Orbán. E’ la moglie dell’ex primo ministro socialista, Ferenc Gyurcsány, che ha lasciato un pessimo ricordo di sé in Ungheria dopo che il suo mandato era stato macchiato da crisi economica e scandali».

E Fidesz carogna ha già speso milioni in una campagna per descrivere la coalizione di opposizione come una farsa controllata da Gyurcsány.

Meglio Márki-Zay per battere il pessimo O

«Se Márki-Zay vince, Fidesz si troverà in una posizione scomoda, a fare una campagna contro un outsider conservatore senza precedenti collegamenti con l’élite politica postsocialista ungherese. Sarà molto più difficile screditarlo attaccandolo per il malgoverno del passato», spiega il giornalista dell’Ap, Justin Spike.

Personalità comunque controversa

«Márki-Zay è una personalità per molti aspetti controversa», spiega David Carretta. «Alcuni lo potrebbero classificare come populista». Cattolico (ha sette figli), conservatore di destra, sostenitore dell’euro e del libero mercato, è anche ex elettore deluso di Fidesz, di cui denuncia ora l’autoritarismo e la corruzione. Nel 2018 aveva sorpreso tutti riuscendo a diventare sindaco della città di Hódmezovásárhely, uno dei bastioni storici di Fidesz, «la stessa strategia di unione dei partiti di opposizione che viene usata ora per le legislative del 2022».

Populista conservatore per battere Orco

Márki-Zay è estremamente popolare tra l’elettorato conservatore fuori dalle città, il bacino elettorale chiava di Fidesz e Orban. Certo, il fascino anche personale di Klára Dobrev, è molto maggiore, soprattutto in Europa, «Ma rischia di essere il modo migliore per mantenere Orbán al potere», l’avvertimento  degli osservatori politici più smaliziati. Non sempre il meglio coincide con il possibile. Comunque, sino a dopodomani, resta tutto ancora da vedere.

Condividi:
Altri Articoli