Facebook nemico: «Va trattato come una potenza straniera ostile»

L’Atlantic, il mensile che pubblica analisi, ha appena definito Facebook «Una potenza straniera ostile e come tale va trattata». E’ il segnale di una sollevazione generale, sottolinea Daniele Raineri sul Foglio. Dagli Stati Uniti al resto del mondo, da destra e da sinistra. Rivelazioni (ieri la denuncia di Frances Haugen), le inefficienze, la trascuratezze interessate.

Troppi ‘inciampi’ non tutti casuali

L’azienda tech (ieri non funzionante per tantissimi utenti negli Stati Uniti e in Europa) ha superato molte crisi nel corso della sua esistenza ma questa è diversa dalle altre e porta i segni di una svolta che potrebbe infliggere danni definitivi, la premessa di Raineri.

Emergenza Facebook Files

I giornali americani parlano di riunioni d’emergenza dei vertici dell’azienda, incluso il fondatore Mark Zuckerberg, cominciati dieci giorni fa per tentare di arginare gli effetti dei Facebook Files https://www.remocontro.it/2021/10/04/facebook-files-le-rivelazioni-che-fanno-tremare-il-social-miliardario-cosi-lodio-crea-profitti/), una serie di documenti interni dell’azienda trafugati da una dipendente e consegnati al quotidiano Wall Street Journal.

Zuckerberg

Zuckerberg e la direttrice operativa Sheryl Sandberg, per non esporsi di persona, ora lasciano che a occuparsi della difesa sia un settore specifico dell’azienda, lo “strategic response”, risposta strategica. Ma la loro assenza non rende meno grave la portata dell’attacco in corso, sottolinea il Foglio.

Accuse che lasciano il segno

«Prima di tutto c’è la qualità delle accuse, che riguardano rischi per bambini e adolescenti. Quando la piattaforma è stata incolpata di avere facilitato stragi etniche nel Myanmar perché non sorvegliava cosa succedeva sulle pagine di quel paese oppure di essere vulnerabile alla propaganda russa a favore di Donald Trump nel 2016 le reazioni erano state più blande, al limite dell’irrilevante».

Dem, repubblicani e media tutti contro

Qui temi, accusa più o meno provate, non erano dossier capaci di eccitare il pubblico. «Adesso invece le accuse sono più generiche e a fil di ipotesi, ma hanno un impatto maggiore. I dati scoperti dai ricercatori dell’azienda che dimostrano che Instagram, controllata da Facebook, crea malessere psicologico in una percentuale rilevante di adolescenti femmine. Dati che non erano destinati al pubblico che ora stanno diventando un problema così importante che l’azienda ha sospeso molti progetti interni per concentrarsi sulla difesa».

Perché contro Facebook

«L’altro grande motivo per il quale sentiamo e sentiremo parlare molto di Facebook e che questa volta c’è un allineamento potente contro Zuckerberg». Negli Stati Uniti –azienda Usa e magistratura di controllo di casa-  «democratici e repubblicani sono d’accordo in modo trasversale sulla necessità di colpire Facebook».

Dem e Rep tutti contro

  • I democratici rimproverano all’azienda di avere estremizzato gli avversari politici e di avere facilitato –«sintesi brutale ma non lontana dal vero» – la trasformazione del Partito repubblicano nel partito di QAnon, la setta di maniaci che vede complotti in ogni notizia. Con l’aiuto decisivo di Trump.
  • I democratici contestano a Facebook la sua natura di gigante tecnologico monopolista, che dev’essere smembrato e ridotto in pezzi più piccoli per essere riportato sotto controllo. «Almeno due candidati presidenziali democratici, Elizabeth Warren e Amy Klobuchar, dicevano queste cose in campagna elettorale e questo pezzo del loro programma è rimasto nell’agenda del partito».
  • I repubblicani rimproverano a Facebook l’opposto: l’azienda ha censurato il presidente Trump, blocca la propaganda dei repubblicani ma non quella dei democratici, è uno strumento ideologico che ha capitolato alle richieste degli avversari politici e del politicamente corretto.
  • Il giovane senatore repubblicano del Missouri, Josh Hawley, che durante i giorni dell’insurrezione a gennaio si era schierato con la folla trumpiana, è uno dei principali nemici di Facebook da almeno tre anni e ha creato una serie di dossier contro l’azienda argomentati e documentati.
  • «E poi c’è il terzo lato del triangolo: giornali e media, che picchiano duro».

Il troppo che deve far paura

Dati pericolosi usati incautamente come auto promozione. Facebook ha 2,80 miliardi di utenti mensili attivi (2021). E gli utenti visitano almeno una volta al giorno Facebook, WhatsApp, Instagram o Messenger. Fb il social con il 59% degli utenti di internet. Nel 2021 (ad anno ancora incompleto), ha raccolto 27 miliardi di dollari con le inserzioni. Quanti italiani usano Facebook? Uno su 2, ovvero il 50% della popolazione, dichiara Facebook. Tra gli utenti, il 65% ha meno di 35 anni. Secondo i dati AGCOM, gli utenti italiani trascorrono circa 50 minuti al giorno su Facebook. Preoccupante.

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AVEVAMO DETTO

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