
Il 28 agosto, incidente al confine tra Serbia e Ungheria, dove un gruppo di migranti afghani ha cercato di attraversare illegalmente la frontiera. Gas lacrimogeni ungheresi contro qualche sasso dei profughi respinti. Dopo la drammatica crisi migratoria del 2015, il flusso di profughi lungo la cosiddetta rotta balcanica non si è mai arrestato, e a migliaia provenienti in prevalenza da Afghanistan, Pakistan, Bangladesh, Siria, Iraq, Iran continuano ad attraversare i Paesi della regione nel tentativo di raggiungere l’Europa occidentale.
L’itinerario abituale è quello che dalla Turchia porta in Grecia. Bulgaria, Macedonia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Slovenia.
L’Albania ha invece aperto le porte a migliaia di afghani in fuga. Tradizione culturale e storia. L’unico paese d’Europa con più ebrei dopo la Seconda guerra mondiale che prima. Mezzo milione di profughi di guerra in fuga dal Kosovo. «Perché gli albanesi erano gli afgani di 30 anni fa, affacciati sulle coste italiane» dichiara il premier Rama. «Fino a pochi giorni fa noi tutti lì, come Nato, a fare gli angeli custodi. Non possiamo trasformarci in ombre, svanendo insieme agli ideali e alla promessa stessa di libertà e democrazia».
A Sofia, terzo e ultimo tentativo di formare un governo. Al Partito socialista il terzo e ultimo mandato esplorativo. La costituzione prevede solo tre tentativi politici per arrivare ad un nuovo esecutivo, e i socialisti chiudono la catena degli insuccessi dopo i populisti antisistema e il partito conservatore Gerb da quasi dieci anni al governo. Esaurita anche questa possibilità, in Bulgaria dovrebbero svolgersi di nuovo elezioni anticipate, le terze quest’anno.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si aspetta che i paesi dell’UE riconoscano la prospettiva europea di Ucraina, Georgia e Moldavia. O almeno così dichiara. Da luglio Ucraina, Moldova e Georgia hanno lanciato la Tripla Associazione, che dovrebbe portare quei Paesi più vicini alla piena adesione all’UE. «Ci aspettiamo il sostegno dalla Polonia, dalla Romania». Sparate politiche in trasferta, a Chisinau, Moldavia. «L’Ucraina ha già iniziato il lavoro con ogni stato dell’UE separatamente», ha aggiunto Zelensky, citato da Interfax.
Ma forse sta facendo confusione tra Unione europea e Nato, come molti altri prima di lui, Stati Uniti per primi.