
La Spagna è inequivocabilmente alle prese con la quinta ondata della pandemia, dopo aver cercato di addolcire la vita ai turisti, oltre che ai propri cittadini. Ma la variante Delta si è rivelata più pericolosa del previsto, ribadisce Elisabetta Rosaspina sul Corriere della Sera. L’estate ha reso evidente il ringiovanimento del ricoverato in terapia intensiva: «più incoscienza di comportamenti, più stupidità anti vaccini, più contagi anche con rischio di vita altrui».
In un solo giorno oltre 32 mila casi e 104 decessi. Fra le cause gli esperti indicano la fine delle restrizioni e l’effetto delle semifinali e finale degli Europei di calcio. Gli esperti: «Non dobbiamo distrarci, potremmo distruggere il lavoro fatto finora». Ma ‘Azzardo Boris’ decide che negozi e ristoranti siano aperti senza l’obbligo di mascherine, musei, sale da concerto e teatri pieni e nessun limite sugli assembramenti, solo l’invito ad adottare un atteggiamento «ragionevole». L’irragionevole, per tutti gli scienziati britannici è Johnson. Intanto uno studio dell’università di Oxford ha rilevato che 12 settimane dopo il completamento del ciclo vaccinale l’efficacia scende al 75% nel caso del Pfizer e dal 68% al 61% per AstraZeneca.
L’anno scorso di questi tempi l’epidemia sembrava finita. Oggi i numeri di contagi e decessi sono più alti ma pesano il lockdown non ripetuto e la variante Delta, ormai ampiamente prevalente nel nostro Paese (l’ultimo bollettino parla di una diffusione del 90%). Delta ha una elevata trasmissibilità: si stima che un positivo possa infettare fino a 7-8 persone rispetto a 2,5 del ceppo che ha circolato in Europa a inizio pandemia e che circolava la scorsa estate.
L’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità il 14 agosto riporta di un’età media di 27 anni tra i contagiati. Nelle ultime due settimane il 29,3% dei casi totali ha un’età inferiore a 19 anni. Proprio i ragazzi in questa estate più libera trascorrono molto tempo insieme, hanno molti contatti sociali dopo tanta clausura, gli episodi di assembramento sono sotto gli occhi di tutti.
Ma i vaccini sono altamente efficaci a prevenire le forme gravi e la morte. Ed effetto paradosso, il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi è quasi simile tra vaccinati e non vaccinati, proprio per via della progressiva diminuzione nel numero di non vaccinati. Tuttavia, a partire da questi dati, il tasso di ospedalizzazione dei non vaccinati oltre sette volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo (52 contro 7 ricoveri per 100.000 abitanti).
Si è parlato molto di dati provenienti da Israele che sembravano suggerire un calo dell’efficacia del vaccino contro i casi gravi dovuti alla variante Delta. «Paradosso israeliano» conosciuto in statistica come «paradosso di Simpson». L’equivoco dipende da come è composto l’insieme di partenza. Esempio, l’età delle persone (perché il rischio di ricovero è direttamente proporzionale all’anzianità). La percentuale di popolazione vaccinata con due dosi, e come si distribuiscono le vaccinazioni nelle classi di età. Ed ecco che rischio di finire in ospedale per Covid è nuovamente «allineata» con quanto ci aspetteremmo dai vaccini, con quasi tutti i valori intorno al 90% di efficacia nel prevenire i casi gravi tra gli anziani vaccinati.
In Spagna, torniamo alla notizia di partenza (ma i dati esprimono tendenze generali): calo di ricoverati settantenni, dal 27 all’11%; e quasi assenti gli ottantenni. Quasi raddoppiati invece i ventenni (dal 10 al 19%) e quadruplicati i trentenni (dal 4 al 15%). I minori di 30 anni sono aumentati dal 2 al 10%.
Il ministero della Salute spagnolo non pubblica dati sulla percentuale di già vaccinati tra i ricoverati. Secondo stime ricavate dai giornali negli ospedali, tra il 70% e il 90% dei pazienti non sono vaccinati.