
«Il pericolo-tempesta sarebbe dunque scampato, in ogni caso è un’altra mina sul clima alle Olimpiadi, avvolto da una patina di tensione», annota Nicola Sellitti sul Manifesto.
«Uno stato di allerta permanente: è l’effetto pandemia, che ha imposto la bolla al Villaggio Olimpico e impianti vuoti costati decine di milioni all’organizzazione e che ha portato al 34% il consenso per il governo del premier Yoshihide Suga, causa gestione sanitaria e mancato rinvio dei Giochi».
I contagi tra gli atleti sembrano rallentare (ma i casi sono oltre 130) ma l’atmosfera non decolla, anche se i giapponesi che erano contrari al via dell’evento si sono comunque piazzati in oltre 70 milioni davanti alla tv per la cerimonia d’apertura.
Il fenomeno gallese dei tuffi Tom Daley non ha seguito certo la linea ipocrita del Cio. Dopo l’oro in coppia con Matty Lee nei tuffi sincronizzati da dieci metri, ha spiegato di essere «orgoglioso di dire che sono un uomo gay e anche un campione olimpico», ricordando che «ci sono più atleti dichiarati in questi Giochi rispetto a qualsiasi altra edizione. Spero che qualsiasi giovane Lgbt là fuori possa vedere che non importa quanto ti senti solo in questo momento. Non sei solo, puoi ottenere qualsiasi cosa».
Manifesto lgbt anche dalle ginnaste tedesche: niente body in pedana, ma tute a gamba lunga, un segnale contro «la sessualizzazione della ginnastica», un tema sentito dopo la condanna a 176 anni di carcere per l’ex medico della nazionale statunitense, Larry Nassar, per abusi sessuali su centinaia di atlete. E quindi, la mobilitazione, che coinvolge anche la star della ginnastica, l’americana Simone Biles, tra le vittime di Nasser.
Il primo ministro Yoshihide Suga, erede di Abe, sperava nel successo dei Giochi per vincere le elezioni di autunno, ma nei sondaggi del quotidiano Asahi Shimbun sta andando molto male. E sono in molti ad avere , non solo in Giappone, d’segnala Gianni Riotta sull’HuffPost. «Per contenere l’egemonia cinese nel Mar Cinese Meridionale, il presidente USA Joe Biden ha bisogno del Giappone».
«Sotto Trump, quando l’America dissennatamente abbandonò i patti commerciali TPP, fu Tokyo a tessere con saggezza l’alleanza con i paesi amici, piano capace di creare ricchezza per 145 miliardi di euro, con intese su proprietà intellettuale, dazi, regole nel mercato dei dati».
«Investendo 100 miliardi di euro nelle infrastrutture di India, Indonesia e Filippine, il Giappone crea alternative al potere cinese, osserva su Foreign Affairs l’analista Chang Che».
I Giochi dovevano essere vetrina della nuova stagione, appuntamento è rinviato, «ma presto Pechino e Unione Europea saranno sorpresi dal protagonismo giapponese in coppia con gli Usa, vera grande novità democratica, nascosta, fin qui, in Asia», sostiene Riotta.
«La grande offensiva per l’egemonia mondiale, a partire dal Pacifico che, nel centenario della fondazione del Partito comunista, ha lanciato il presidente cinese Xi Jinping ha il Giappone come prima sponda e Tokyo ne è ben consapevole».
«Suga non ha rinviato le Olimpiadi perché cosciente che, nel 2022, Pechino farà grande sfoggio di propaganda dei Giochi Invernali, nella capitale e nella provincia di Hebei e non voleva cedere il vantaggio di immagine».
Il Giappone in cerca di alleanze, intese, rapporti culturali e economici, per non finire schiacciato tra Usa e Cina