migliaia in fuga dai combattimenti a Kandahar e gli Usa tornano a bombardare
Migliaia in fuga dai combattimenti a Kandahar e gli Usa tornano a bombardare

Oltre 22mila famiglie in fuga da Kandahar sotto attacco talebano. Dall’inizio di maggio, ritirata delle forze Usa e Nato, gli insorti hanno lanciato una vasta offensiva conquistando decine di distretti e valichi di frontiera.
I combattimenti sono continuati alla periferia della città di Kandahar, che con 650.000 abitanti è la seconda città più grande dell’Afghanistan dopo Kabul.
Sempre ieri l’aeronautica Usa ha compiuto una serie di raid contro i talebani, per rallentarne l’offensiva o forse solo per salvare le apparenze col governo di Kabul.

In fuga da Kandahar

«Nell’ultimo mese a Kandahar i combattimenti hanno provocato lo sfollamento di 22.000 famiglie», denuncia il dipartimento provinciale per i rifugiati. I combattimenti si stanno svolgendo ormai alla periferia della città. Kandahar, con 650.000 abitanti è la seconda città più grande dell’Afghanistan dopo Kabul e la sua caduta in mano talebana, data da tutti come ormai certa e vicina, rappresenterebbe un durissimo colpo per la residua capacità di resistenza militare da parte del governo ufficiale afghano.

Bombardamenti aerei salva faccia

Ed ecco che gli Stati Uniti, ancora presenti con un piccolo contingente a Kabul per tutelare ambasciata e la stessa capitale, devono cercare di salvare onore e faccia e anche un po’ il debole e discusso governo locale, l’Air Force ha colpito pesantemente. Raid aerei e bombardamenti nell’Helmand. I cacciabombardieri, scrive il New York Times, sono partiti da un aeroporto esterno al Paese, visto che la grande base di Bagram è stata abbandonata dalle truppe Usa le scorse settimane.

Secondo fonti del quotidiano americano, le operazioni dovrebbero essere state condotte da una base negli Emirati arabi uniti.

Una sconfitta troppo plateale

«L’avanzata dei fondamentalisti iniziata a maggio appare quasi travolgente», scrive Gianpaolo Cadalanu su Repubblica. «Hanno conquistato più della metà degli oltre 400 distretti del Paese, spesso senza nemmeno combattere, e sono ormai vicini a Kandahar». E proprio vicino alla città che fu il cuore dell’ascesa del mullah Omar, l’Air Force ha colpito pesantemente. «In realtà i bombardamenti dall’alto non possono influire gran che sulle sorti dello scontro, e semmai mettono in rilievo l’incapacità delle forze governative di difendere il Paese senza un congruo sostegno esterno. I militari spesso abbandonano le posizioni prima dell’inizio degli scontri, cedendo le armi ai talebani solo sulla base delle minacce».

La situazione sembra compromessa, al punto che ieri il governo di Kabul ha imposto il coprifuoco notturno su 31 delle 34 province afgane.

Raid esibizione e ancora soldi

Per il Nyt, i raid aerei dovrebbero ricostruire il morale delle forze governative. Come l’esibizione di potenza dell’enorme bombardiere B-52, di quelli basati in Qatar, sul cielo di Kabul nei giorni scorsi. Fiction. «Anche perché, dicono fonti del Pentagono citate dal giornale Usa, gli attacchi aerei saranno adoperati solo in particolari circostanze, e non come prassi abituale». I talebani che vogliono conquistarsi tutto, con buona pace degli accordi di Doha, e Biden che prova a rassicurare il governo di Kabul con una valanga di soldi. «3,3 miliardi di dollari per nuove armi, 266 milioni per aiuti umanitari, e 100 milioni per mettere in salvo i collaboratori afgani delle truppe occidentali».

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