India e variante delta, una strage nascosta che ora minaccia il mondo
India e variante delta, una strage nascosta che ora minaccia il mondo

Variante Delta, o per maggiore verità, si torna alla ‘Variante Indiana’. I dati dei contagi forniti dal governo Modi risultano clamorosamente sbagliati, a voler essere buoni, o criminalmente truccati, per avvicinarci ad una ipotesi reale ma folle.
Quattro milioni e mezzo di morti e forse tre o 400 milioni di contagiati.

‘Variante Delta’ per non colpevolizzare i bugiardi?

Uno dei think-tank più prestigiosi del mondo, il “Center for Global Development”, ha tirato fuori un report che documenta una crisi pandemica allucinante in India. Le cifre fornite dal governo di Dehli sono state elaborate per ingannare i minimizzare. I morti non sarebbero 420 mila, ma almeno 10 volte di più.
E i contagiati “ufficiali” di oltre 30 milioni, facendo quattro semplici operazioni di moltiplicazione scolastica, potrebbero toccare vertici da capogiro da 3-400 milioni.

Contagi nascosti e minaccia esterna potenziata

Contagi sottostimati, assieme alla capacità di esportarli trattata come una sorta di inevitabile “rischio sistemico”. Insomma, un azzardo da correre, magari per salvare le traballanti casse del Commonwealth britannico. Gli inglesi (quelli che ragionano) lo sanno e già altissimi si sono levati strepiti di protesta anche di prestigio, contro il premier Boris Johnson, che sembra una copia malriuscita di Donald Trump.

Commonwealth coronavirus

In effetti, l’Inghilterra rischia di diffondere, grazie ai suoi stretti legami commerciali, culturali ed etnici con l’India, la variante “delta” in tutto il pianeta. Gli aeroporti britannici sono degli “hub” capaci di veicolare milioni di passeggeri verso tutte le destinazioni. E i controlli, a quello che si dice, sono “questionable”. Una riprova? I Paesi più vicini al Regno Unito cominciano a entrare in fibrillazione.

India potenze economica onnipresente

Ma operai del subcontinente sono massicciamente presenti anche in Medio Oriente e nel Golfo Persico. Bisogna anche tenere conto dei legami che l’Inghilterra ha (molto stretti) con l’Australia, l’Oceania e i Caraibi. Nel nostro Paese, probabilmente, le aree più a rischio in questo momento sono quelle turistiche. Ma la vera sfida sarà quella proposta a settembre dalla riapertura delle scuole, dato che la “variante indiana” non fa sconti, soprattutto tra i più giovani

Il Delta ipocrita

Riflessione finale: non basta lavarsi le coscienze cambiando gli aggettivi. È solo una bella scusa. Frutto di un colonialismo culturale che cerca ancora di farsi perdonare le passate nefandezze, nascondendole dietro una cortina fumogena di chiacchiere da salotto. Certo, parlare di “variante indiana” non conviene. Soprattutto agli inglesi e a tutti quegli europei che hanno scoperto con due secoli di ritardo anche la libertà degli altri.

E intanto l’India muore. Mentre l’intero pianeta rischia di giocarsi il futuro

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AVEVAMO DETTO

Tags: Covid India
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