
Gli Stati Uniti, amici di Boris quanto vuoi, ma ora mettono in guardia i proprio cittadini dal viaggiare nel Regno Unito a causa della nuova impennata dei contagi da Covid dovuti soprattutto alla variante Delta. I Cdc, la massima autorità sanitaria federale statunitense, hanno alzato al massimo livello di rischio la Gran Bretagna, proprio nel momento in cui il governo del premier Boris Johnson è impegnato a revocare le ultime restrizioni.
Diciottomila nuovi casi di coronavirus in Francia nelle ultime 24 ore, un’impennata “mai vista”, secondo il ministro della Salute Olivier Véran, che attribuisce questo inquietante aumento alla variante Delta. La settimana scorsa, in Francia, si contavano meno di 7.000 casi ed ora siamo a 18.000. «Questo equivale ad un aumento della circolazione del virus dell’ordine del 150% in una settimana: non abbiamo mai visto una cosa del genere, né con il ceppo storico del virus né con la variante inglese, né con quella sudafricana né brasiliana».
In Germania i casi di Covid-19 rispetto alla settimana precedente quasi il doppio. Secondo l’istituto di salute pubblica Robert Koch i nuovi casi nelle ultime 24 ore sono 1183, mentre una settimana fa erano ancora 646. L’incidenza del virus continua a crescere in modo costante da due settimane, riferisce l’Rki, e ha raggiunto il valore di 10,9 mentre il 6 luglio era ancora a 6,4. Nelle ultime 24 ore la Germania ha registrato 34 nuovi decessi per coronavirus.
I Giochi si dovevano fare e si faranno, nonostante gran parte della popolazione giapponese sia contraria per la paura di nuove impennate di positività durante le Olimpiadi. Persiste lo stato d’emergenza prorogato fino a fine evento, possibilità di muoversi fuori dal circuito dei Giochi ridotta a zero per i primi 14 giorni e un meccanismo di ingresso nel Paese che tuttavia con il passare dei giorni diventa sempre più rodato. Ma a soli tre giorni dall’apertura ufficiale dei Giochi di Tokyo 2020, resta ancora un clima di incertezza dovuto all’evolversi della pandemia di Covid in tutto il Giappone
L’episodio in Francia. In questa ultima settimana sui social sono fioccate le offerte di compravendita di Green Pass falsi accompagnate da hashtag come #fauxpass, denuncia Danile Ceccarelli sull’HuffPost. «Di giorno vaccinatrice, di sera falsificatrice di green pass. Quando sono scattate le manette si è subito presentata agli agenti come una No Vax, sebbene sia laureata in farmacia e da giorni lavori in un centro vaccinale a l’Hay-le-Roses, nella banlieue parigina». Bella formazione professionale, eppure, la ragazza non si faceva problemi a rivendere sottobanco dei pass sanitari contraffatti su Snapchat a 250 euro l’uno. «Un “mercato nero” che in Francia è esploso subito dopo gli annunci fatti dal presidente Emanuel Macron la sera del 12 luglio, quando sono state presentate le nuove misure destinate ad accelerare la campagna vaccinale».
L’inchiesta è scattata dopo che venerdì scorso una pattuglia di polizia ha fermato per un normale controllo un ragazzo, che aveva con sé 46 pass sanitari e 2.600 euro in contanti. Dalle indagini è emerso che l’uomo fungeva da “spacciatore” di certificati, tutti firmati dalla sua complice fermata oggi. Ora la caccia ai “clienti”.
In questa ultima settimana sui social sono fioccate le offerte di compravendita accompagnate da hashtag come #fauxpass (falso pass). I falsari chiedono al cliente dati personali, numero di previdenza sociale e nel giro di qualche ora l’affare è fatto. Spesso le operazioni si effettuano grazie alla complicità di una “talpa” che lavora in un centro vaccinale, come dimostra l’episodio di oggi. I pagamenti avvengono attraverso i principali circuiti internazionali come Paypal, Moneygram o Western Union e vanno da 200 euro a circa 500 euro. La pena per questa truffa, che arriva fino ad una multa di 45 mila euro e 2 anni di prigione, non sembra scoraggiare chi di vaccino non ne vuole neanche sentir parlare.
Alcuni propongono riduzioni a gruppi di almeno cinque persone, mentre altri promettono un regalo di “10 euro se condividete la story su Instagram”.
Proprio nel passaggio finale di consegna del Green Pass si stanno intrufolando i malviventi del web anche in Italia. Come? Messaggio via Whatsapp: «A questo link puoi scaricare il certificato verde Green pass Covid-19 che ti permette liberamente di muoverti in tutta Italia senza mascherina». Cliccando sul link ecco che si finisce in una fittizia pagina istituzionale (con tanto di loghi che imitano quelli originali) e la richiesta di inserire i propri dati, tra cui quelli bancari. «E la frittata è fatta».
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