Guardian: come Putin sostenne l’elezione di Trump «mentalmente instabile» a vantaggio di Mosca
Guardian: come Putin sostenne l’elezione di Trump «mentalmente instabile» a vantaggio di Mosca

Scoop del Guardian con documenti che si ritiene siano usciti dal Cremlino e di cui esperti indipendenti ne hanno verificato l’autenticità, afferma che Vladimir Putin autorizzò personalmente un’operazione segreta delle sue agenzie di spionaggio per appoggiare Trump nel 2016.
Documenti in cui The Donald viene definito come un insicuro e «mentalmente instabile» e che la sua elezione avrebbe aiutato lo «scenario politico auspicato da Mosca, in cui le spaccature interne alla società americana si sarebbero acuite provocando una esplosione sociale».
Trump ha sempre negato definendo l’indagine del Russiagate «una bufala e una caccia alle streghe», ma i documenti pubblicati dal Guardian dicono tutt’altro.

Tutto lo spionaggio russo all’opera

Alle tre agenzie di intelligence russe, Fsb, Svr e Gru, era stato chiesto di sostenere Trump già quando era solo uno dei 17 candidati alle primarie del Gop, e il Guardian cita un rapporto firmato dal responsabile per le analisi del Cremlino in cui si raccomanda che la Russia usi «tutta la forza possibile per fare eleggere Trump». Conferma di un diffuso sospetto che il Cremlino possieda del materiale compromettente, raccolto, dice il documento, «durante dalle precedenti visite non ufficiali di Trump nel territorio della Federazione Russa».

Bomba ’prudente’

Il Guardian scrive ‘i documenti sembrano mostrare’, ma in realtà, ritenuti autentici dagli esperti, son o una oggettiva bomba politica che torna ad esplodere negli Stati Uniti. Dunque, questi documenti del Cremlino finora emersi si riferivano a Trump semplice miliardario reazionario donnaiolo e mondano, descrivendolo «mentalmente instabile e per questo più facile da manipolare». L’operazione Fsb, Svr e Gru andò a buon fine, visto che il tycoon vinse le elezioni presidenziali nonostante l’ex segretaria di Stato Hillary Clinton avesse trionfato nel voto popolare.

Putin, ex spia tra le spie

Il disco verde di Putin, racconta il Guardian, sarebbe arrivato nel Consiglio di sicurezza nazionale russo del 22 gennaio del 2016. Putin, i membri più autorevoli del governo e tutti i responsabili dei servizi segreti russi, dal Svr che si occupa dello spionaggio civile all’estero all’intelligence militare del Gru, scrive La Stampa. Una Casa Bianca in mano a Donald Trump, fu concordato, avrebbe aiutato Mosca ad assicurarsi i suoi obiettivi strategici, tra i quali la diffusione del “disordine sociale” negli Stati Uniti e nei Paesi alleati, compresa l’Europa, ed un indebolimento della posizione negoziale del presidente americano.

Non solo Guardian

Altre rivelazioni allarmanti sull’ex presidente Usa arrivano anche da un libro di due reporter del Washington Post intitolato «I Alone Can Fix It», “io solo posso aggiustarlo”. Gli autori, Carol Leonnig e Philip Rucker, scrivono come nelle ultime settimane del tycoon alla Casa Bianca il capo dello stato maggiore delle forze armate Usa, Mark Milley, era così scosso dall’idea di un golpe o di altre pericolose misure illegali, che aveva pianificato con altri alti ufficiali varie strategie per fermarli.

Sconfitta elettorale negata e quasi-golpe

Milley e gli altri generali a capo delle forze Usa valutarono anche un piano che prevedeva le dimissioni – annunciate separatamente – di ciascuno di loro pur di non seguire ordini provenienti dalla Casa Bianca che avessero giudicato illegali, pericolosi o imprudenti. E la minaccia sembrò sempre più incombente dopo la decisione di Trump di silurare il ministro della Difesa Mark Esper e quello della Giustizia William Barr.

Non solo spie russe ma anche Usa

Tornando alla rivelazioni bomba del Guardian. Cautela, almeno fino ad ora, dalla maggior parte dei politici Usa che non si è espressa sull’argomento ma, anche se potrà essere difficile confermare la storia del Guardian, bisogna ricordare quanto aveva concluso l’intelligence americana (non l’ex KGB o gli attuali, Fsb, Svr e Gru), «ovvero che Putin aveva ordinato un’operazione segreta per aiutare Trump a vincere nel 2016 per danneggiare e destabilizzare gli Stati Uniti».

Direttamente dal The Guardian

https://www.theguardian.com/world/2021/jul/15/the-person-to-weaken-america-what-the-kremlin-papers-said-about-trump
«Trump ha visitato Mosca e Leningrado nell’estate 1987 su invito dell’inviato sovietico a New York. Trump è tornato negli anni ’90 e all’inizio degli anni 2000, in cerca di affari, e ha votato per il concorso di bellezza Miss Universo 2013, quando ha soggiornato all’hotel Ritz-Carlton di Mosca. L’agenzia FSB di Putin aveva telecamere spia nelle stanze degli ospiti e un ufficiale a tempo pieno nei locali», ha scoperto in seguito il comitato di intelligence del Senato.
Il rapporto sembra confermare che Trump fosse sotto osservazione, anche se non vengono fornite date o luoghi. “Considerando alcuni eventi accaduti durante la sua permanenza sul territorio della Federazione Russa (Appendice 5 – caratteristiche personali Donald J Trump, paragrafo 5), è urgentemente necessario usare tutti i mezzi per promuovere la sua elezione alla carica di presidente degli Stati Uniti”, si afferma.

Tags: Mosca Putin Trump
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