
È probabile che lo stallo politico della Bulgaria continui dopo che non è emerso un chiaro vincitore dalle elezioni nazionali di domenica, le seconde del paese in tre mesi. Il partito GERB di centrodestra dell’ex primo ministro Boyko Borissov è in concorrenza con il partito anti-establishment There Is Such a People (ITN), rispettivamente al 23,69% e al 23,91%, secondo risultati parziali con circa il 99% dei voti contati dalla commissione elettorale centrale bulgara.
Trifonov è in testa annuncia il canale televisivo pubblico Bnt, in base ai primi exit poll dopo la chiusura dei seggi alle ore 20 locali. Secondo l’agenzia Gallup, Itn avrebbe ottenuto il 21,5% dei voti, seguito dal partito conservatore Gerb (al 21,1%), il cui leader Boyko Borissov ha governato il Paese per quasi dieci anni. Terzo il partito socialista Bsp al 15,1%.
Elezioni a raffica, le precedenti si erano tenute ad aprile e si erano risolte con un nulla di fatto: nessun partito era riuscito a ottenere abbastanza voti parlamentari per assicurarsi la fiducia. Già le precedenti elezioni avevano in gran parte rivoluzionato la politica bulgara.
Fino ad aprile, infatti, i due principali contendenti per la maggioranza in parlamento erano il partito di centrodestra di Borisov e il Partito Socialista, di centrosinistra e filorusso, seguiti da tutta una serie di partiti più piccoli, alcuni presenti da molti anni nella politica bulgara e altri nati dopo le grandi proteste anti-corruzione del 2020, che portarono alla nascita di numerosi partiti populisti sia di destra sia di sinistra.
Uno di questi partiti populisti, “C’è un tale popolo”, e – precisa il Post- «è stato fondato dal popolare presentatore televisivo, cantante e comico Slavi Trifonov, chiamato Slavi dai suoi fan». Versione politica ultima: benché avesse goduto per vent’anni di un’eccezionale esposizione mediatica, si rifiutò di parlare in pubblico, dicendo di essere malato di COVID-19. Durante la campagna elettorale Trifonov si è rifiutato di parlare con i media e ha comunicato con il suo elettorato esclusivamente tramite il suo canale televisivo, fondato nel 2019.
«54 anni, alto circa due metri, con la testa rasata e un grande anello all’orecchio sinistro, Trifonov è un personaggio notissimo nel mondo dello spettacolo bulgaro. È famoso principalmente come presentatore e comico di un programma serale basato sui late night talk show statunitensi, ma è anche un cantante prolifico di musica folk e satirica, che ha pubblicato oltre 30 album con titoli come ‘Taglia la testa all’anatra’.
Negli ultimi anni Trifonov si è avvicinato alla politica usando toni populisti. È stato il principale promotore di alcuni referendum, tra cui uno sul finanziamento dei partiti, che si sono tenuti nel 2016, e infine ha creato il suo partito, il cui nome è ispirato a una delle sue canzoni».
La maggior parte dei bulgari, specie i più giovani, lo considera come un attivista contro la corruzione della politica tradizionale, che lui definisce «una mafia», ma il resto del suo programma risulta decisamente confuso. Si dice europeista, e nel passato ha criticato le discriminazioni contro i gruppi LGBT+ dell’Ungheria, anche se al tempo stesso ha detto che la Bulgaria non dovrebbe ratificare la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Tra i suoi modelli politici ha indicato Margaret Thatcher, Ronald Reagan ed Emmanuel Macron. Trifonov pochi giorni fa ha ritirato la sua candidatura dal parlamento, e ha fatto sapere che non intende diventare primo ministro.
Boyko Borissov, premier per tre mandati e politico di lungo corso, coinvolto in diversi scandali di corruzione, in inarrestabile discesa. Il 26 per cento ottenuto ad aprile, che già era un risultato deludente, secondo i sondaggi si sarebbe ridotto ulteriormente a un risicato 21 per cento. Dopo il fallimento delle elezioni di aprile il presidente Rumen Radev ha nominato un governo tecnico che negli scorsi mesi ha rivelato molte irregolarità compiute dal governo precedente guidato proprio da Borisov, che di recente è stato accusato di estorsione, corruzione e di atti di spionaggio contro esponenti dell’opposizione.
Secondo i dati che stanno emergendo nessun partito avrà abbastanza consensi per formare un governo da solo, e dovrà cercare alleanze per creare una coalizione. Numerosi esperti di politica bulgara, non escludono che anche queste elezioni porteranno a un nulla di fatto, e che sarà necessario ripetere il voto prima della fine dell’anno.
Per i report Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite e Global Happiness Council, è al centesimo posto (su 156) nella classifica della felicità dei Paesi del mondo, dietro a Nigeria e Somalia e appena davanti al Venezuela. Ancora più preoccupante è il confronto con i partner dell’Unione europea di cui la Bulgaria fa parte dal primo gennaio del 2007: è il peggiore tra tutti e gli allora 28 Paesi, con un punteggio di 4,9 su 10.