Francia delusa da Macron vota a destra ma punisce Le Pen. Eliseo prossima sfida Macron-neogollisti?

Elezioni regionali test per le presidenziali del prossimo anno. Vince la destra moderata alla De Gaulle, Le Pen sotto le attese e flop di Macron. Destra e il blocco di sinistra testa a testa. Astensione record.

Marine Le Pen non sfonda nelle regionali francesi come prevedevano tutti i sondaggi, soprattutto nella maxi regione del sud sulla quale il Rassemblement National aveva puntato tutto. L’estrema destra di Le Pen ha perso tra i 9 e i 10 punti rispetto al voto del 2015, quando l’allora Front National aveva incassato al primo turno il 27,73% dei consensi a livello nazionale.
Gli ultimi dati vedono Les Republicains primo partito al 27%. Seguono Rassemblement National (19,3%), Socialisti e alleati (17,6%), Verdi e alleati (12,5%), En Marche e alleati (11,2%), La France Insoumise e alleati (4,2%).

L’aggressività ‘salviniana’ non premia

La destra tradizionale francese, i Républicains, dati politicamente per moribondi rispetto alla nuova destra aggressiva di modi antichi, sono invece in testa e si affermano come il partito più votato a livello nazionale, poco avanti al blocco della gauche, una sinistra minoritaria che però tiene. Staccata, attorno al 19%, meno un pesante 9% rispetto al 2015, l’estrema destra lepenista. Non decolla, risultato previsto, ‘La République en Marche’ di Emmanuel Macron, che non era al governo di nessuna regione, dimostra che in 5 anni di governo nazionale, non è riuscita a radicarsi sul territorio.

A votato solo un francese su tre

Il dato più clamoroso del primo turno è però quello dell’astensione, che secondo i dati ancora incompleti ma indicativi, si impenna fra il 66,1% e il 68,6%. Ha votato un francese su 3, «un record negativo che ha stracciato il precedente, quello del 2010 che aveva visto alle urne nelle regionali il 53,67%», rileva La Stampa. Preoccupante, riconosce il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, mentre è tutto il governo a interrogarsi. Tutti a sperare in una rinnovata partecipazione domenica prossima, nei ballottaggi, voto gara a favore o contro

Elezioni già rinviate per pandemia

Elezioni regionali rinviate di tre mesi per pandemia, proprio per evitare un crollo della partecipazione, e l’astensione vincente non pare segnata dalla paura del virus ma dalla disaffezione politica. Alla prova dei fatti i francesi bocciano ancora una volta l’avventura lepenista e premiano la politica tradizionale: i partiti della destra neogollista e della gauche, la sinistra storica, che tornano a dominare il Paese. Macron, fenomeno politico generato soprattutto dalla paura Le Pen delle scorse presidenziali, sembra non aver seminato credibilità e consensi.

Per il presidente, ora la sfida è di rilanciare il suo progetto e quasi certamente di cambiare molti pezzi dell’attuale governo per sperare di rimanere all’Eliseo.

Marine Le Pen azzoppata, presidenziali a rischio

«Per Marine Le Pen, che era sembrata molto fiduciosa negli ultimi giorni, con accenti trionfalistici durante le sue visite sul territorio, si profilano momenti difficili se sarà confermato il crollo di consensi del partito, che prenderebbe addirittura 10 punti in meno rispetto alle regionali del 2015». In quasi tutte le regioni –dati AGI di questa mattina- sono in testa i candidati uscenti di un paese governato, a livello territoriale, da destra e sinistra tradizionale. Un risultato in totale controtendenza con quanto ripetuto in questi giorni dai sondaggi, ormai sempre meno credibili per malizia diffusa degli intervistati. E per La Stampa, i primi commenti degli analisti sono orientati verso il concetto di una «Le Pen non più inevitabile nella corsa all’Eliseo» e «un Macron azzoppato, che sarà probabilmente costretto a cominciare la lunga corsa per la rielezione con un consistente rimpasto di governo».

Destra e il blocco di sinistra testa a testa

Il Rassemblement National, exit poll molti vicini al risultato finale diffusi dall’ANSA, non è in testa nella maxi regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, dove il transfuga dei Républicains, Thierry Mariani, è secondo dietro al presidente della regione uscente, Renaud Muselier (Républicains), che ha avuto il sostegno del partito della maggioranza di governo, La République en Marche: votato meno di Marion Maréchal, la nipote di Marine, 5 anni fa. «A livello nazionale, secondo gli exit poll, la destra e il blocco di sinistra sono testa a testa, il partito di Marine Le Pen non andrebbe oltre il 19%». «I nostri elettori non sono andati a votare, chiedo una riscossa per il secondo turno», ha dichiarato Marine Le Pen.

E se per l’Eliseo fossa gara Macron neogollisti?

Il governatore uscente della regione di Marsiglia e Nizza, l’uscente Musélier, domenica al ballottaggio contro i lepenisti, e Xavier Bertrand, grande vincitore nelle Hauts-de-France, a nord di Parigi, dove ha letteralmente stracciato l’avversario del Rassemblement National (47% contro 23%) «sono i due uomini che sembrano destinati a guidare i destini della destra nei prossimi mesi». «Un anno durante il quale potrebbe a sorpresa emergere la possibilità di un duello per l’Eliseo diverso da quanto ritenuto finora». «Non un bis del Macron-Le Pen del 2017, ma una sfida fra il presidente uscente e il rappresentante dei neogollisti».

Sfida fra la «nuova politica del presidente» (molto tra virgolette), e la «vecchia dei neogollisti». E Marine Le Pen a casa.

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