
L’euro spinta umanitaria ha radici quasi coloniali, gli spagnoli del Partito popolare e di Vox, coadiuvati soprattutto dai governi di Polonia e Ungheria, e qui viene il bello. Polonia e Ungheria, governi decisamente autoritari, sotto accusa della Corte di giustizia dell’Ue per violazione del rispetto della libertà dei media e dei diritti delle donne e dei migranti. Nessun paragone con Cuba, sia chiaro, ma su alcune attenzioni e garanzie sociali forse l’isola caraibica avrebbe qualcosa da suggerire anche a noi ricca Europa.
Con una mossa a sorpresa, il governo di Cuba ha deciso giovedì di sospendere temporaneamente l’accettazione di dollari statunitensi nel suo sistema bancario. «Hanno perso il loro valore d’uso» ha dichiarato Marta Sabina Wilson González, direttrice della Banca Centrale di Cuba. ‘Valore d’uso’, che significa. Vuole dire che nel circuito finanziario internazionale la maggioranza degli istituti bancari non accetta i dollari che vengono dall’isola. Non i dollari banconota, ma i dollari elettronici, quelli che si spostano figurativamente via web da banca a banca.
Temono infatti le pesanti misure extraterritoriali, multe anche miliardarie, imposte dall’ex presidente Trump e mantenute dall’amministrazione Biden.
Le sanzioni -un vero e proprio garrote economico-finanziario, denuncia Roberto Livi-, «verranno mantenute contro Venezuela e Cuba» ha annunciato nei giorno scorsi il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. Cosi giorni fa sono stati bloccati i fondi stanziati da Caracas -il pur pessimo Maduro-, per acquistare vaccini del programma Onu, Covax. L’accusa americana è più pragmatica di quella del parlamento europeo: Cuba inclusa nella lista nera dei paesi che «non collaborano alla lotta contro il terrorismo». Anche perché denunciare i Paesi che violano i diritti umani, dovrebbero rompere con una bella parte di loro alleati storici.
A cuba i dollari provenienti dalle rimesse dei cubanoamericani arrivano ormai mediante banconote portate – illegalmente – dalle cosiddette ‘mulas’, spiega il manifesto. «L’istituto finanziario che li tramutava a Cuba, il Fincimex, e quello che li usa all’estero, il Banco Financiero, sono stati sottoposti a «misure di restrizione» da parte degli Usa. Anche Western Union ha dovuto chiudere a Cuba. Nelle banche dell’isola si accumulano dunque banconote Usa che, di fatto, non possono essere usate all’estero».
«Detronizzano il re dollaro per incoronarne un altro», probabilmente l’Euro (sperando che all’Avana non badino troppo all’europarlamento), afferma l’economista Pedro Monreal. Il governo cubano cerca di dare un vantaggio a chi opera con altre monete, specialmente l’Euro, visto che l’Ue è il principale partner commerciale dell’isola. «Nei giorni scorsi il vice premier Ricardo Cabrisas si è recato in Francia dove -annuncio ufficiale ripreso da Roberto Livi- ha ottenuto di rinegoziare l’accordo per il pagamento dei debiti con il Club di Parigi, dopo due anni nei quali Cuba, causa pandemia e dell’aggravarsi dell’embargo Usa, non ha pagato le quote stabilite».
Uno dei temi di condanna dell’Eurocamera è «la condizione di moderni schiavi che patirebbero i medici delle brigate cubane impegnate all’estero. Gli stessi che hanno operato in Italia aiutandoci contro il Covid.