Israele, al via il governo anti Netanyahu. Unità nazionale con fiducia difficile in parlamento

Ieri rivoluzione politica in Israele. Nuovo presidente della repubblica, il laburista Isaac Herzog e via l’eterno premier divisivo Netanyahu con una accordo di governo che lo esclude.
Per la prima volta dalla nascita di Israele che un partito arabo israeliano firma un accordo per far parte di un governo israeliano.
L’analisi di Haaretz: «Come Netanyahu ha creato il nuovo governo israeliano che è pronto a sostituirlo».
Netanyahu rabbioso reazione alla Trump: «pressioni sui legislatori vacillanti nel partito di Naftali Bennett, utilizzando manifestanti per strada e mercanti di melma sui social media»

Presidente e premier uscenti

Governo di Unità nazionale

Con una telefonata a mezz’ora dalla scadenza del suo mandato, il leader centrista Yair Lapid ha avvisato in extremis il presidente Reuven Rivlin a fine mandato (eletto proprio ieri il suo successore da luglio), di essere riuscito a formare la coalizione di governo: la prima dopo oltre 12 anni senza Benyamin Netanyahu, né premier, né partecipe in qualsiasi forma: l’avversario da battere ma non ancora battuto, in attesa del voto parlamentare per una difficile maggioranza di ben otto partiti.

«Il nuovo governo – ha detto Lapid – farà tutto il possibile per unire tutte le componenti della società israeliana. Il nostro impegno è di metterci al servizio di tutti i cittadini di Israele, inclusi quanti non sostengono questo governo», esplicito riferimento ai forti attacchi provenienti dalla destra religiosa.

Di corsa contro la rabbia del perdente

Lapid, il presidente incaricato di formare il nuovo intende proporre la nuova coalizione all’ approvazione della Knesset il più presto possibile, sapendo tutti che la reazione del rabbioso Netanyahu già in parte iniziata, sarà estrema e forse persino pericolosa per le stesse istituzioni. E il servizio di sicurezza interna israeliano, Lo Shin Bet, ha deciso di fornire sicurezza personale al primo ministro designato Bennett. Un’uscita di scena di Netanyahu alla Trump contro un governo che si annuncia di unità e ricostruzione nazionale. Un governo di riconciliazione, dopo le lacerazioni, l’odio, gli attacchi personali di tutta l’era Netanyahu.

Trattative all’ultimo incarico

Al termine di una giornata convulsa che ha visto più volte tutto in pericolo, questa la cronaca da Israele, Lapid ha infine saldato l’alleanza che vedrà il partner di governo Naftali Bennett, premier per i primi due anni per poi salire lui alla guida nella seconda parte della legislatura. Un esecutivo che registra la prima volta di un partito arabo al governo: quello islamista moderato di Raam guidato da Mansour Abbas.

Il puzle del governo

I pezzi politici a difficile incastro. Partiti di centro – ‘C’è futuro’ e ‘Blu Bianco’ (Benny Gantz) . Partiti di destra: ‘Yamina’ (Naftali Bennett), ‘Nuova speranza’ (Gideon Saar), ‘Israele Casa Nostra’ (Avigdor Lieberman). Partuti di sinistra: Laburisti, Meretz e Raam. Alla fine, trattativa serrata con probabili ricatti incrociati, le otto formazioni politiche hanno firmato il documento che ha consentito a Lapid di dare l’annuncio a Rivlin.

Alla Knesset con numeri a rischio

Ora la palla passa al presidente della Knesset Yariv Levin che dovrà indicare la data in cui l’Aula dovrà votare la fiducia al nuovo governo. Servono almeno 61 seggi su 120. Un passaggio delicato che potrebbe anche riservare sorprese non gradite, visto che ci sono singoli deputati dei partiti della coalizione – soprattutto di Yamina – che hanno detto di essere in disaccordo.

Il suicidio politico di Netanyahu

«Come Netanyahu ha creato il nuovo governo israeliano che è pronto a sostituirlo», titola Haaretz, che subito avverte: «Il primo ministro intensificherà ora la pressione sui legislatori vacillanti nel partito di Naftali Bennett, utilizzando manifestanti per strada e mercanti di melma sui social media».

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