• 22 Giugno 2021

Funivia del lago di Stresa, tragedia tutta di casa anche se la memoria corre al Cermis

Funivia del lago di Stresa, tragedia tutta di casa anche se la memoria corre al Cermis

Tragedia a Stresa: salgono a 14 i morti della cabina della funivia precipitata. Sopravvissuto solo un bimbo di 5 anni ferito grave. Notizia e immagini delle tragedia fanno il giro del mondo. La memoria alla tragedia del Cermis e al bullismo del pilota americani che trancia il cavo della funivia ma resta di fatto impunito.

14 vite spezzate assieme a un cavo

Il cavo della funivia ha ceduto nel punto più alto del tragitto, o forse ha ‘scarrucolato’, è uscito dai carrelli che lo ancorano ai piloni. La cabina precipitando verso il basso ha sbattuto prima contro un pilone ed è poi si è schiantata nel bosco, in uno dei punti più impervi del percorso che dal versante piemontese del lago Maggiore collega Stresa al monte Mottarone. Cause tutte da chiarire, sola certezza tragica la morte di 14 persone. Due bambini di 9 e 5 anni, gli unici sopravvissuti all’impatto, ma il più grande non ce l’ha fatta.

Nell’incidente, avvenuto intorno alle 12, hanno perso la vita quattro famiglie in una delle prime domeniche di riaperture dopo le limitazioni per il Covid.

Manutenzioni e sicurezza

Dalle rive del lago di Stresa, di fronte all’Isola Bella, la funivia in 20 minuti raggiunge la postazione sul Mottarone, splendida vista sul lago e sulla Alpi, a 1491 metri. Chiusa nel 2014 per una revisione generale, e 4 milioni di lavori dopo, il 13 agosto 2016 la funivia è stata riaperta. In realtà era rimasta ferma per più di un anno causa Covid. Dopo il lockdown la funivia è riaperta dal il 24 aprile, e questa era una delle prime domeniche con tanti turisti che dal lago salivano in vetta per godersi il panorama.

Una tragedia che ha colpito il mondo

La tragedia della funivia precipitata in Piemonte sta avendo una imprevedibile eco nel mondo. Molti a sottolineare come la tragedia abbia segnato di fatto la prima domenica di uscita dalla reclusione Covid.  Il sito del britannico GUARDIAN gli dedica l’apertura. Apertura anche per la BBC: “Una funivia crolla vicino al Lago Maggiore”. Attenzioni stampa in tutta Europa e oltre. Spazio per l’incidente anche sui media americani, Washington Post, CNN e molti altri, loro con qualche molto timido cenno alla massacro della funivia del Cermis per mano americana.

I precedenti in Italia e attorno

L’incidente della funivia di Stresa ha una lunga serie di precedenti che purtroppo hanno avuto un bilancio tragico in vite umane. In Italia, in particolare, le due tragedie del Cermis, quella del marzo 1976 quando per un incidente tecnico la cabina della funivia precipitò causando 42 morti e l’altra del febbraio 1998, quando un aereo militare statunitense tranciò i cavi dell’impianto uccidendo 20 persone. Il 13 luglio 1972 la cabina di una teleferica precipita a Betten-Bettmeralp, nelle Alpi svizzere provocando 13 morti. Il 13 febbraio 1983: a Champoluc (Valle d’Aosta), precipitano tre cabine dell’ovovia che porta al Crest: 11 morti.

Cermis, irresponsabilità impunita

Il 3 febbraio 1998, un aereo militare statunitense dei Marine Corps, volando a una quota inferiore a quanto concesso e in violazione dei regolamenti, trancia il cavo della funivia del Cermis, facendo precipitare la cabina e provocando la morte dei venti occupanti.

Accade vicino a Cavalese, in Val di Fiemme, per permettere ai piloti Usa di “riprendere filmati del panorama”. Joseph Schweitzer, uno dei due piloti coinvolti, confessa di aver distrutto, al suo ritorno alla base, il nastro video che avrebbe svelato la verità nascosta sull’incidente. Il capitano Richard J. Ashby, pilota, e il suo navigatore sono sottoposti a processo negli Stati Uniti, omicidio preterintenzionale e omicidio colposo, ma poi assolti. Solo in appello sono riconosciuti colpevoli di ostruzione alla giustizia per aver distrutto il nastro video registrato sull’aereo e congedati con disonore dal corpo dei Marines. Ma il disonore non era solo il loro.

Per 20 morti 19 settimane di carcere

Il pilota assassino ha scontato 19 settimane di carcere per aver ucciso 20 persone. Il marine che li consigliò di bruciare le prove videoregistrate fu promosso colonnello. Dunque, la corte marziale di Camp Lejeune, negli Stati uniti, dichiara il capitano  Richard Ashby, il pilota dei marines che era alla guida del jet che tranciò i cavi della funivia, “non colpevole per la strage del Cermis”. Sentenza non appellabile -altra vergogna del codice militare Usa- e le motivazioni non sono state rese note. La lettura del verdetto viene salutata da un urlo di gioia dei parenti dei marines indagati.

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assolvono l’aviatore bullo e assassino

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