Catastrofe India, metà dei casi Covid del mondo. 4500 morti ufficiali giorno da moltiplicare. Cadaveri nel Gange. Vergogna del regime Modi
Catastrofe India, metà dei casi Covid del mondo

Per l’Organizzazione mondiale della sanità, nelle ultime due settimane le infezioni da coronavirus in India sono state quasi la metà del numero complessivo dei casi mondiali. Record di 4.529 morti in 24 ore, mai così tanti nel mondo e sono dati falsi, sino a cinque volte il reale. I cadaveri non inumati abbandonati nelle acque del Gange.
La catastrofe politica del regime di Modi, destra autoritaria incapace di far fronte con un minimo di efficienza alla tragedia.

Dati ufficiali da moltiplicare

In India sono 4.529 le persone che hanno perso la vita a causa di complicanze riconducibili al coronavirus nelle ultime 24 ore. Lo denuncia il ministero della Salute di Nuova Delhi. Il dato segna un record a livello mondiale. In precedenza erano gli Stati Uniti ad avere registrato il numero più alto di vittime in un giorno, ovvero 4.475. Inoltre per l’India è la prima volta che conferma più di 4.500 morti dall’inizio della pandemia in 24 ore. E sono numeri ritenuti da tutti gli analisti di cose indiane (situazione territoriale e strutture sanitarie esistenti), assolutamente lontani da una molto più terribile realtà. Dieci, ventimila morti Covid al giorno Secondo la Johns Hopkins University (e sempre dati ufficiali), sono 283.248 le persone morte in India dopo aver contratto il Covid-19. Sono invece 25.496.330 coloro che hanno contratto il coronavirus.

Fallimento della ‘democrazia dei privilegi’

«Mentre il governo di Narendra Modi pensa a rifare il look alla capitale, i contagi sono fuori controllo e le persone muoiono in attesa di medicine e ossigeno», denuncia Carlo Buldrini sul Foglio. E’ lui che ci ricorda la terribile sentenza dell’Oms, con le infezioni da coronavirus nelle ultime due settimane che sono state quasi la metà del numero complessivo dei casi mondiali. L’epicentro della pandemia si è spostato dallo stato del Maharashtra a Delhi. Una cappa di dolore sovrasta la capitale indiana, come il fumo che esce dai suoi crematori. La città è sgomenta. «Mancano i posti letto negli ospedali, manca l’ossigeno per uso medico, mancano i medicinali. La gente muore nelle case, nei parcheggi degli ospedali, per strada. Un filmato che gira sui social network mostra la folla che si accalca per poter ammettere un parente in ospedale».

‘Variante indiana’ che spaventa il mondo

Oltre 1,3 miliardi di abitanti e scarse capacità di test soprattutto nelle zone periferiche e rurali, e quindi dati largamente sottostimati. In totale, L’India ha registrato il secondo maggior numero di casi al mondo dopo gli Stati Uniti ma forse nella realtà li ha superati. E la campagna vaccinale iniziata da poco più di due mesi, ritardo incredibile nel Paese delle maggiori aziende produttrici di vaccini venduti nel mondo, proprio negli ultimi giorni ha subito una brusca frenata a causa del mancato rifornimento dei sieri. Si è passati da un massimo di 4 milioni al giorno degli inizi di aprile ai soli 2 milioni di questa settimana, ed è un nulla per la dimensione del Paese. Timori planetari, e il premier britannico Boris Johnson a cancellare la visita a Delhi e frena sulle riaperture propagandate.

Tags: Covid India
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