
Il peschereccio “Aliseo” della flotta di Mazara del Vallo, impegnato con altre due imbarcazioni al largo delle coste di Bengasi, è stato mitragliato da una motovedetta militare libica. I colpi d’arma da fuoco hanno ferito il comandante, Giuseppe Giacalone. La Marina libica, che controlla la Guardia costiera, ha smentito di aver sparato “contro” pescherecci italiani ma ammesso che sono stati esplosi “colpi di avvertimento in aria” per fermare imbarcazioni da pesca che, a suo dire, avevano sconfinato in acque territoriali libiche. Circostanza smentita dai rilievi satellitari e ‘colpi per aria’, con la curva.
Nella zona, 35 miglia a nord della costa di Al Khums -acque internazionali- è intervenuta la fregata italiana Libeccio, e iI motopesca “Aliseo” è stato liberato. Lo ha confermato Alessandro Giacalone, armatore del mezzo e figlio di Giuseppe, il comandante rimasto ferito lievemente. Il comandante medicato a bordo da nostri ufficiali medici, ha invertito la rotta e si sta dirigendo verso Mazara del Vallo. Probabile intento di sequestro per successivo tentativo di riscatto da parte di Haftar, generale sempre meno militare e sempre più gruppo armato, capobanda senza sostegno politico neppure in Cirenaica.

E’ rientrata nel pomeriggio la protesta dei pescherecci francesi, che da stamattina stazionavano nelle acque dell’isola britannica di Jersey, nella Manica, per contestare le condizioni imposte nel dopo-Brexit alla pesca francese. Sia Londra sia Parigi avevano inviato navi da guerra sul posto. Il ritiro delle imbarcazioni francesi, scrive Ansa, è avvenuto sotto l’occhio delle due navi militari britanniche che tuttora stazionano di fronte a Jersey, territorio dipendente della corona di Londra assieme alle altre Isole anglo-normanne del Canale situate a poca distanza dalle coste del nord della Francia.
Prima di qualsiasi incidente, colloqui negoziali nelle ultime ore fra autorità locali e rappresentanti dei pescatori. Cosa stava accedendo? Quelle due navi da guerra inviate ieri sera su decisione del premier Boris Johnson per pattugliare l’area di fronte all’Isola di Jersey, a scoraggiare il tentativo di blocco ingaggiato nei suoi confronti da alcune decine di pescherecci francesi. Muscoli spropositati, con la Francia a rincorrere con due motovedette. Poi, se non il buon senso, ha prevalso il secondo del ridicolo, ad evitare la guerra del salmone o della sogliola.
Ma secondo una portavoce della Commissione Ue, le nuove condizioni che limitano le attività dei pescherecci europei nelle acque britanniche imposte dal Regno Unito “non rispettano l’accordo post Brexit sulla pesca”. La protesta dei pescatori, giustificata dal governo di Parigi, nasce dal rifiuto del governo locale di Jersey – autonomo, ma forte della tutela di Londra – di consentire l’accesso a molti di loro nelle proprie acque di pesca sullo sfondo di un’interpretazione restrittiva del capito sulla pesca dell’accordo sul dopo Brexit sottoscritto nei mesi scorsi fra Regno Unito e Ue. Interpretazione che ha limitato drasticamente dalla settimana scorsa il numero di licenze rilasciate da Jersey – che si trova a 22 chilometri dalle coste della Normandia.