
«Il primo Motu Proprio, firmato il 26 aprile, è stato pubblicato proprio nelle stesse ore in cui il Comitato Moneyval, il comitato di esperti sulla valutazione delle misure antiriciclaggio e sul finanziamento del terrorismo del Consiglio d’Europa, ha adottato il suo Rapporto (ancora segreto) sul Vaticano», scrive Maria Antonietta Calabrò sull’HuffPost
Il secondo Motu Proprio il 30 aprile. «Con ogni evidenza si tratta di un provvedimento legislativo deciso nelle ultime ore, dopo la conclusione del lavoro di Moneyval e visto che gli esami internazionali per il Vaticano non sono ancora finiti».
Il Rapporto di Moneyval sarà infatti soggetto a ulteriore revisione della sua qualità e della sua coerenza da parte della rete globale Anti Money Laundering/Counter Terrorist Financing (AML/CFT) guidata dalla Financial Action Task Force (FATF/GAFI) e dovrebbe essere pubblicato a metà giugno. «La valutazione include sia la conformità tecnica che l’efficacia delle misure poste in essere. Per quanto riguarda la conformità tecnica, Moneyval ha valutato se le leggi, i regolamenti o altre misure richieste sono in vigore in Vaticano e se esiste il quadro istituzionale di supporto AML/CFT».
Terminologia burocratico finanziaria che aiuta comunque a capire il perché della successione dei due Motu Proprio papali.
«Evidentemente quanto fatto fino a ieri non è stato ritenuto sufficiente in relazione all’efficacia delle misure», annota Maria Antonietta Calabrò, visto che l’ultimo Motu proprio riguarda proprio «modifiche in tema di competenza degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano». Ora la legge vaticana è veramente uguale per tutti, consentendo al Tribunale di giudicare anche cardinali e vescovi accusati di reati. «A Moneyval insomma non è bastato quanto annunciato dal Papa in persona nell’apertura dell’anno giudiziario vaticano il 27 marzo 2021, e cioè che tutti in Vaticano devono essere uguali davanti alla legge».
Principi a vassalli. I cardinali che finora venivano giudicati dalla Cassazione vaticana, dopo nulla osta del Papa, e poi i giudici ordinari per tutti gli altri. Ora si cambia.