• 12 Maggio 2021

Brasile 400mila morti, commissione d’inchiesta sulla gestione Bolsonaro della pandemia

Brasile 400mila morti, commissione d’inchiesta sulla gestione Bolsonaro della pandemia. Irresponsabilità e negazionismo nazionalista

14 milioni di casi e quasi 400.000 morti: la risposta del Brasile alla minaccia Covid è stata inadeguata oltre che minimale. Il presidente Jair Bolsonaro è travolto dalle polemiche: lento a comprare i vaccini, improvvido nella promozione di farmaci scientificamente non provati, contrario a blocchi e chiusure.
Risultato, secondo Paese del pianeta che uccide più persone per Covid-19, e di fronte alla catastrofe che non accenna ad attenuarsi, parte la Commissione parlamentare d’inchiesta sull’operato del governo. Bolsonaro prima tenta di bloccare e poi ironizza, ma a capo della commissione d’inchiesta trova un suo dichiarato oppositore.
E ora il Senato brasiliano ha avviato un’inchiesta sulla gestione della pandemia.

Presidente ora a rischio

Bolsonaro da subito contro, ha tentato di ostacolare l’iniziativa parlamentare provando ad imporre come relatore dell’indagine uno dei suoi alleati, ma gli è andata male: «L’incarico è rimasto a un oppositore dichiarato, il senatore Renan Calheiros, il quale ha sì assicurato che non ci saranno power point (non prove di convinzioni) –riferisce Claudia Fanti sul manifesto- ma annunciando al tempo stesso un’offensiva ‘contro l’agenda della morte e il negazionismo’».

Agenda della morte e negazionismo

«Ci sono colpevoli – per azione, omissione, negligenza o incompetenza – e ne dovranno dar conto: sarà la risposta per recuperare il nostro legame con il pianeta», ha dichiarato Calheiros.
Contro di lui i senatori bolsonaristi si sono già rivolti alla Corte suprema per destituirlo, ma Calheiros ricordando che «i crimini contro l’umanità non sono soggetti a prescrizione» e denunciando la militarizzazione del Ministero della Salute: «militari nelle caserme, medici nella sanità», non è sembrato affatto spaventato: «Le intimidazioni, in qualunque modalità verranno, non raggiungeranno il loro scopo».

Senatori impiccioni scatenati

Agenda dei lavori agguerrita, partendo dalla convocazione del ministro della Salute Queiroga e dei tre che lo hanno preceduto, sino alla puntigliosa richiesta di informazioni sulla fornitura di respiratori artificiali, mascherine o materiali protettivi, ossigeno e kit per intubazione, sulla disponibilità di letti, sull’acquisizione di vaccini e siringhe, sulla promozione e distribuzione di farmaci dall’efficacia non comprovata, come l’idrossiclorochina, sulle misure di isolamento sociale.

Tutti i conti in tasca

Tutti i punti su cui il governo è stato al centro di feroci polemiche che verranno trattati da una maggioranza decisamente sfavorevole al presidente (sette oppositori o non allineati alla maggioranza e solo quattro ‘bolsonaristi’).

«Não dará em pizza»

Commissione d’inchiesta storica, l’ha definita il suo presidente Omar Aziz, coscienti che «i 400mila decessi attuali, nel corso delle indagini, diventeranno 500mila», ma la commissione –promette- «não dará em pizza» (l’equivalente del nostro finire a tarallucci e vino), per quante manovre possa tentare il governo. Risvolto comico nel clan presidenziale: Flávio Bolsonaro, il figlio numero uno, lo «zero 1», ha contestato l’apertura della Commissione evocando il rischio di contagio. «E’ la prima volta che si preoccupa degli assembramenti superando il suo atteggiamento negazionista».

In Brasile 92 varianti Covid: negazionismo criminale

Oltre 200 accademici, tra cui premi Nobel, puntano il dito contro il presidente, accusato di “condotte inaccettabili” che hanno favorito l’epidemia, che ha mietuto nel Paese oltre 390mila morti. «Il Brasile è diventata una gigantesca fabbrica di varianti, dove ora circolano 92 ceppi di coronavirus», si legge nel documento. «In un contesto di pandemia, aggravamento delle disuguaglianze e cambiamento climatico, questo tipo di condotta è inaccettabile e il suo autore deve assumersene le responsabilità», spiegano gli scienziati.

EURONEWS

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