• 25 Giugno 2021

Navalny ricoverato in ospedale. Notizie incerte, sospetti di contrapposte strumentalità

Navalny ricoverato in ospedale. Notizie incerte e contrapposte strumentalità

Alexey Navalny trasferito nel reparto ospedaliero della colonia penale IK-3 del Servizio Penitenziario Federale russo nella regione di Vladimir, specializzato nell’osservazione medica dei detenuti. Secondo il servizio penitenziario «le condizioni di Navalny sono soddisfacenti. Viene visitato ogni giorno da un medico generico e con il consenso del paziente, gli è stata prescritta una terapia vitaminica».
L’altra verità, «Le condizioni di salute dell’oppositore russo Alexei Navalny, in carcere in Russia da inizio febbraio, starebbero peggiorando in modo preoccupante: per questo motivo, secondo quanto riferito dai suoi medici, potrebbe morire a giorni».

Colonia penale IK-3

L’ospedale della Colonia penale IK-3

Il trasferimento nell’ospedale dalla Colonia penale IK-3 (colonia di tortura dicono gli oppositori), segnale certo che le condizioni di Navalny sono peggiorate. Una sorta di ‘buona notizia’ sulle condizioni di Alexey prima della protesta promossa per mercoledì, denunciano i suoi avvocati. Il Cremlino respinge le preoccupazioni, soprattutto estere: «Non recepiamo in alcun modo le dichiarazioni fatte dai rappresentanti di altri Stati», dichiara dal Cremlino, Dmitry Peskov. Ognuno con una sua verità, e ogni parte sospettabile di strumentalità e di bugia utile., L’opposizione che si richiama al blogger detenuto che promuove una protesta di piazza, mentre il ministero dell’Interno già avverte che le forze dell’ordine «non permetteranno una destabilizzazione della situazione».

Navalny prigioniero ostaggio di più parti

Poi le prese di posizione esterne, umanitarie e politiche assieme, con dosi delle due componenti differenti. L’Unione europea chiede alla Russia la liberazione “immediata e senza condizioni” dell’oppositore russo che secondo il suo staff è a rischio imminente di morte a causa di uno sciopero della fame in carcere. Malattia o sciopero della fame? Il mistero rimane e ogni parte adotta la versione che più preoccupa o più conviene. Al momento pare indiscutibile la notizia di poche ore fa, sul trasferimento di Navalny, dalla zona di detenzione comune, alla struttura ospedaliera interna al carcere. Notizia buona, notizia cattiva? Abbiamo già visto le contrapposte letture del fatto. A inizio aprile Olga Mikhailova, una degli avvocati che lo seguono, aveva detto alla radio russa Ekho Moskvy che Navalny era «in condizioni piuttosto brutte».

Perché è in carcere

Navalny era stato condannato il 3 febbraio a 3 anni e mezzo di carcere per avere violato la libertà vigilata decisa a seguito di una precedente condanna, ma ne dovrà scontare solo due e mezzo, perché un anno lo aveva già trascorso agli arresti domiciliari. Situazione penale non drammatica, situazione politica tutta da decrittare. Come se qualcuno stesso cercasse di far diventare Navalny l’oppositore bandiera a Putin, dopo i trascorsi insuccessi elettorali. Crudeltà stupida o malizia perversa? E per quale obiettivo, salvo difendere l’odine e il consenso attorno al presidente ormai in carica certa per almeno i prossimi dieci anni, salute permettendo? Una analisi molto maliziosa ma documentata e interessante pochi giorni fa su Il Post italiano.

Opposizione politica vera e quella utile

Navaln oppositore vero noto soprattutto per le inchieste sulla corruzione del regime. E la malizia da ex KGB: creare un partito di opposizione “fasullo”, per attirare i voti degli scontenti del regime più moderati e ridurre il bacino dei consensi nei confronti di Navalny. In realtà e prassi politica antica persino in Italia (senza far nomi). Volete un nome russo? ‘Popolo Nuovo’, soggetto variabile (popolo, Paese, democrazia), con aggettivi quasi vincolanti dal nuovo al giusto al vivo al fututo. Il suo fondatore, l’imprenditore Aleksei Nechayev, in una recente intervista col New York Times ha spiegato che per partecipare alle elezioni in Russia «un partito deve rispettare tre regole: evitare di criticare Putin e la sua famiglia, non ricevere finanziamenti dall’estero, e non organizzare manifestazioni non autorizzate». Esattamente tutto quello che stanno facendo Navalny o per lui i suoi sostenitori.

«Opposizione sistemica», di facciata

2006 nacque Russia Giusta, partito che dopo essere stato leggermente critico verso Putin alle successive elezioni parlamentari appoggiò apertamente il presidente. In Russia «la vera opposizione è composta dai partiti che non riescono a registrarsi», ha detto al New York Times Andrei Kolesnikov, politologo del Moscow Carnegie Center. Capita molto spesso ai candidati del partito di Navalny, per esempio:

a meno di sorprese alle prossime elezioni parlamentari, previste per il 19 settembre 2021, ‘Russia del Futuro’ (regola dell’aggettivo: Russia [o Italia] o nuova, o giusta, o viva, o del futuro) otterrà soltanto pochi punti percentuali.

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