• 10 Aprile 2021

Per una volta Erdogan innocente. L’ex ambasciatore: «lnciampo del protocollo Ue»

Per una volta l’Erdogan innocente. L’ex ambasciatore: «lnciampo del protocollo Ue»

Carlo Marsili, ambasciatore di grado e di carriera, ha rappresentato l’Italia in Turchia per molti anni, tutti nel periodo di potere di Erdogan. Diciamo che conosce molto bene il presidente turco e conosce altrettanto bene il protocollo diplomatico. Ora Carlo Marsili, autore di Remocontro, ci evita di cadere in un clamoroso equivoco, con la stampa di mezzo mondo, in un contenzioso di genere con non esisterebbe proprio.
Erdogan, colpevole di tante pessime cose, non c’entra con questa scemenza. E cerchiamo di andare avanti su questioni Turchia-Unione Europea rimaste aperte, molto più importanti del posto che Ursola certamente occuperà con tutti gli onori la prossima volta.

‘Sofa gate’

Visite di Stato e scenario

È un peccato che la visita di Michel e von der Leyen ad Ankara sia andata così male. Si, perché purtroppo le visite di Stato, paradossalmente, vanno bene quando lo scenario funziona perfettamente e male quando non funziona. Quindi la sostanza, che pure c’è stata anche se non straordinaria, cade nel dimenticatoio e resta la poltrona che non c’era per la Presidente della Commissione Europea. Ma perché la poltrona non c’era ?

Se anche maschilista perché lo sgarbo?

Ora , è facile dire che il Presidente turco sia maschilista , sessista e abbia voluto farle uno sgarbo. Che sia maschilista sarà anche possibile , ma in questo caso il sesso non c’entra nulla. Fare uno sgarbo ad una visitatrice che rispondeva al suo pressante invito a dialogare, mi parrebbe strano. Come chi di noi si sia dovuto occupare tutta la vita di visite di delegazioni ufficiali sa bene, ogni minuto e ogni passo degli ospiti viene concordato tra il protocollo del Paese che riceve e l’ambasciata di quello che invia la delegazione d’intesa con il protocollo del proprio Ministero degli Esteri.

Doppio protocollo in casa Ue

Nella fattispecie, una piccola complicazione è stata introdotta dal fatto che sia Michel che von der Leyen dispongono di propri protocolli distinti, e a quel che sembra solo quello del primo si è peritato di effettuare la visita ad Ankara. Tuttavia esiste l’ambasciata dell’Unione Europea in loco cui spettava comunque di coordinare la visita d’intesa con la parte turca.

Prima Michel dopo Ursula e il mancato pareggio

Secondo il protocollo europeo, il Presidente del Consiglio Europeo precede il Presidente della Commissione. Quindi, correttamente a Michel è toccato il posto alla destra di Erdogan. Tuttavia, dato qualche precedente in materia e alla luce del rango comunque ricoperto da von der Leyen, non sarebbe stato difficile “imporre“ al protocollo turco una sedia alla sinistra del Presidente destinata a quest’ultima. Magari a costo di minacciare di far saltare la visita, ma di sicuro non ce ne sarebbe stato bisogno. Chi avrebbe dovuto dirlo, evidentemente, non l’ha fatto.

Un inciampo non utile a nessuno

Per il resto, la prospettiva dell’ammodernamento dell’Unione Doganale, il rilancio dei rapporti economici, l’intesa sui migranti e l’impulso ai contatti tra le rispettive società civili, in particolare studenti, beninteso condizionati al rispetto dei diritti umani e dei valori democratici da parte turca, sono stati un buon risultato, offuscato tuttavia da quel che dicevamo. Con conseguenze cui non sarà impossibile ma certamente faticoso porre rimedio.

Carlo Marsili

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