• 25 Giugno 2021

Vaccini per tutti, la battaglia sui brevetti. Paesi poveri crack da 9mila miliardi

Vaccini per tutti, la battaglia sui brevetti. Paesi poveri crack da 9mila miliardi

Oms ai Grandi: vaccini per tutti. «La battaglia sui brevetti non è finita». I Nobel Yunus e Stiglitz con India e Sudafrica per lo stop temporaneo ai diritti. E gli Usa a sorpresa aprono. L’appello della Ong Oxfam: «Cruciale accettare la proposta di 100 paesi per sospendere proprietà intellettuale sui brevetti».

Vaccini simbolo delle diseguaglianze nel mondo

«A meno di quattro mesi dall’inizio della più imponente campagna d’immunizzazione della storia, nel pianeta sono state già distribuite poco più di 600 milioni di dosi. In media, 7,7 ogni cento abitanti». Dati dell’organizzazione mondiale della sanità che non dicono tutto. Vaccini anti Covid sintesi delle enormi diseguaglianze esistenti nel mondo. Mentre in America del Nord ed Europa il vaccino ha raggiunto il 27,5 e il 20,2 per cento della popolazione, in Africa è arrivato ad appena l’1,78 per cento e in America Latina al 6,16 per cento.

Difficoltà di approvvigionamento da parte dei Paesi a basso reddito: 55 di questi non hanno ancora ricevuto nemmeno una fiala.

Vaccini per tutti o catastrofe economica

«I paesi ricchi devono trovare una strada che porti a una produzione di massa di vaccini a basso costo per proteggere dal Covid-19 ogni persona, in ogni parte del mondo e scongiurare una catastrofe economica globale, con perdite stimate fino a oltre 9.000 miliardi di dollari nel 2021». È il monito lanciato da Oxfam, della People’s Vaccine Alliance, che chiede ai leader delle nazioni più ricche di affrontare il problema della cronica scarsità dei vaccini, che sta innescando accese dispute tra paesi e shock economici ovunque e di non tergiversare con una nuova emissione di diritti speciali di prelievo (Dsp) per 650 miliardi di dollari, fornendo liquidità extra ai paesi a basso e medio reddito che ne hanno disperato bisogno.

Salute privilegio ma il virus è nemico planetario

Degli 8,6 miliardi di ordinazioni di vaccini già confermate, sei miliardi sono destinati a nazioni a medio o alto reddito, dove risiede il 20 per cento della popolazione mondiale. L’immunità di popolazione globale da cui dipende la sconfitta del virus presume invece l’immunizzazione del 70 per cento degli esseri umani, con undici miliardi di dosi. Ma di questo passo, rischiano di volerci anni. Nel frattempo, i focolai attivi in qualunque punto del planisfero possono compromettere i risultati raggiunti altrove. «I vaccini costituiscono uno strumento essenziale» nella lotta alla pandemia, ha detto, durante la benedizione pasquale Urbi et orbi, papa Francesco. E, di nuovo, ha rivolto un appello per un “internazionalismo dei vaccini”.

Il monopolio vaccinale dei Big Pharma

«Il monopolio vaccinale dei Big Pharma con Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Giappone che insieme potrebbero perdere fino a 2.300 miliardi di dollari quest’anno, se non smetteranno presto di tutelare i monopoli farmaceutici sui vaccini», denuncia Oxfam. Ma sono i paesi poveri o emergenti a rischiare di pagare il prezzo più alto. L’India potrebbe subire una contrazione dell’economia fino al 27 % del Pil nazionale, mentre il Sudafrica potrebbe assistere a una riduzione del 24%. Secondo Oxfam i 12 miliardi promessi dalla Banca mondiale per consentire anche ai paesi poveri di acquistare e distribuire vaccini “non solo sono misure insufficienti, ma rischiano anche di aumentare il debito di nazioni già indebitate e in difficoltà economica”.

OMS: sospendere i brevetti o vince il virus

I ‘Grandi’, patria dei giganti di Big Pharma, hanno bloccato la richiesta di India e Sudafrica all’Organizzazione mondiale del commercio per sospendere i brevetti su farmaci e vaccini anti-Covid fino alla fine della pandemia. Sostenute da oltre un centinaio di nazioni del Sud del pianeta, da numerose organizzazioni umanitarie e movimenti della società civile, la stessa Organizzazione del commercio mondiale  prevede il congelamento temporaneo delle licenze in casi di particolare gravità. Come una pandemia, appunto.Tanto più che per sviluppare gli antidoti, le grandi case farmaceutiche hanno ricevuto 83,5 miliardi di fondi pubblici.

A sorpresa uno spiraglio dagli Stati Uniti

A sorprendere  è stato lo spiraglio aperto da Joe Biden il quale ha invitato a considerare la questione. E, ieri, il segretario al Tesoro, Janet Yellen, ha invitato a rendere «il più possibile disponibili» vaccini, test e cure nel mondo. Proprio Washington – secondo il New York Times – potrebbe essere la chiave della svolta. Numerosi antidoti – inclusi quelli di Moderna, Johnson & Johnson, Novavax, CureVac e Pfizer-BioNTech – si basano sulle ricerche – brevettate – sulla Mers condotte nel 2016 dal governo Usa insieme al Dartmouth college e l’Istituto Scripps.

Finora, però, solo BioNTech avrebbe pagato l’Amministrazione per l’utilizzo dei risultati. Biden, dunque, avrebbe una potente arma di pressione su Big Pharma. Nei prossimi mesi si vedrà se e come deciderà di impiegarla.

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