La Ever Given resta sequestrata nel Grande lago amaro al centro del Canale di Suez e l’Egitto chiede un miliardo di danni all’armatore giapponese della maxi-portacontainer che per sei giorni ha bloccato il traffico tra Mar Rosso e Mar Mediterraneo. Il passaggio dei 190 kilometri del Canale di acqua è ripreso ma restano in coda oltre 200 imbarcazioni. Un miliardo di dollari per iniziare Effetto domino, una richiesta danni tira l’altra, i Lloyd’s di Londra –la compagnia assicurativa principe nel mondo navale- sull’orlo di una crisi di nervi. Il via alla corda all’indennizzo l’ha dato l’Egitto, che prima dovrà pagare gli interventi di disincagliamento della gigantesca portacontainers, e poi i danni per carichi ritardati o persi da parte di centinaia dei navi bloccate da quel tappo con lite su chi paga tra Canale e portacontainer tappo. E per sicurezza, il Cairo, quella preziosa e ingombrante imbarcazione che ha ancora in casa, e se la tiene in ostaggio. Inchiesta giudiziaria e assicurazione sui rimborsi La nave è ancora sequestrata Indagini sull’incidente ancora in corso: «Il capitano deve darci la scatola nera e collaborare alle indagini», dice il Cairo e riferisce su Repubblica Ettore Livini. «E’ un diritto del nostro paese vederci riconosciuti i disagi causati dall’arenamento della barca», ha detto in un’intervista Ossama Rabei, il presidente dell’autorità del Canale, quantificando appunto in un miliardo il risarcimento preteso dal Cairo. Tanto per cominciare. Le colpe dell’incidente Il comandante della Ever Given deve ancora consegnare le scatole nere con la registrazione dei dati di bordo e rispondere a molte domande degli inquirenti incaricati dell’inchiesta, ribadiscono dal Canale. Comandante e i suoi 25 uomini di equipaggio bloccati a bordo. Il mostro di 400 metri con i suoi 20mila container potrà riprendere a navigare solo alla conclusione dell’inchiesta. O dopo congruo rimborso. Se si rifiuteranno di collaborare, Il Cairo potrebbe sequestrare la nave, i 20 mila containers con merci varie che ha a bordo, e avviare una causa civile. Ne sentiremo ancora parlare a lungo.
Canale di Suez bloccato: l’Egitto chiede un miliardo di danni agli armatori

La Ever Given resta sequestrata nel Grande lago amaro al centro del Canale di Suez e l’Egitto chiede un miliardo di danni all’armatore giapponese della maxi-portacontainer che per sei giorni ha bloccato il traffico tra Mar Rosso e Mar Mediterraneo. Il passaggio dei 190 kilometri del Canale è ripreso ma restano in coda oltre 200 imbarcazioni.

Un miliardo di dollari per cominciare

Effetto domino, una richiesta danni tira l’altra, i Lloyd’s di Londra –la compagnia assicurativa principe nel mondo navale- sull’orlo di una crisi di nervi. Il via alla corda all’indennizzo l’ha dato l’Egitto, che prima dovrà pagare gli interventi di disincagliamento della gigantesca portacontainers, e poi i danni per carichi ritardati o persi da parte di centinaia dei navi bloccate da quel tappo con lite su chi paga tra Canale e portacontainer tappo.  E per sicurezza, il Cairo, quella preziosa e ingombrante imbarcazione che ha ancora in casa, e se la tiene in ostaggio. Inchiesta giudiziaria e assicurazione sui rimborsi

La nave è ancora sequestrata

Indagini sull’incidente ancora in corso: «Il capitano deve darci la scatola nera e collaborare alle indagini», dice il Cairo e riferisce su Repubblica Ettore Livini. «E’ un diritto del nostro paese vederci riconosciuti i disagi causati dall’arenamento della barca», ha detto in un’intervista Ossama Rabei, il presidente dell’autorità del Canale, quantificando appunto in un miliardo il risarcimento preteso dal Cairo. Tanto per cominciare.

Le colpe dell’incidente

Il comandante della Ever Given deve ancora consegnare le scatole nere con la registrazione dei dati di bordo e rispondere a molte domande degli inquirenti incaricati dell’inchiesta, ribadiscono dal Canale. Comandante e i suoi 25 uomini di equipaggio bloccati a bordo.  Il mostro di 400 metri con i suoi 20mila container potrà riprendere a navigare solo alla conclusione dell’inchiesta. O dopo congruo rimborso.

Se si rifiuteranno di collaborare, Il Cairo potrebbe sequestrare la nave, i 20 mila containers con merci varie che ha a bordo, e avviare una causa civile. Ne sentiremo parlare ancora a lungo.

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