
Effetto domino, una richiesta danni tira l’altra, i Lloyd’s di Londra –la compagnia assicurativa principe nel mondo navale- sull’orlo di una crisi di nervi. Il via alla corda all’indennizzo l’ha dato l’Egitto, che prima dovrà pagare gli interventi di disincagliamento della gigantesca portacontainers, e poi i danni per carichi ritardati o persi da parte di centinaia dei navi bloccate da quel tappo con lite su chi paga tra Canale e portacontainer tappo. E per sicurezza, il Cairo, quella preziosa e ingombrante imbarcazione che ha ancora in casa, e se la tiene in ostaggio. Inchiesta giudiziaria e assicurazione sui rimborsi
Indagini sull’incidente ancora in corso: «Il capitano deve darci la scatola nera e collaborare alle indagini», dice il Cairo e riferisce su Repubblica Ettore Livini. «E’ un diritto del nostro paese vederci riconosciuti i disagi causati dall’arenamento della barca», ha detto in un’intervista Ossama Rabei, il presidente dell’autorità del Canale, quantificando appunto in un miliardo il risarcimento preteso dal Cairo. Tanto per cominciare.
Se si rifiuteranno di collaborare, Il Cairo potrebbe sequestrare la nave, i 20 mila containers con merci varie che ha a bordo, e avviare una causa civile. Ne sentiremo parlare ancora a lungo.