
Dopo un incontro con l’ambasciatore russo, il cancelliere austriaco ha dichiarato che dalla prossima settimana comincerà a ordinare il vaccino Sputnik. «Un milione di dosi entro giugno» sbandiera Kurz.
Dopo aver denunciato presunti “accordi segreti” dei partner europei con le case farmaceutiche tradendo il principio di dosi in base alla popolazione, il cancelliere ha poi dovuto ammettere su twitter che “non è colpa della Ue”. Alcuni Paesi avevano deciso da soli di ordinare meno fiale di quante non spettassero loro.
Per la serie, la coerenza non è più una virtù, ora Kurz si è messo a capo di un gruppo di Paesi – Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia – per chiedere comunque dosi aggiuntive di vaccino. Oltre quelle dovute in base alla popolazione. Due o tre dei dieci milioni di dosi di Biontech-Pfizer aggiuntive che potrebbero arrivare alla Ue già nel secondo trimestre. Una solidarietà maggiore e una deroga al principio delle quote stabilite in base alla popolazione pretesa da Kurz con la clava della minaccia di veto.
L’Austria pronta a bloccare 100 milioni di dosi Pfizer. Al Consiglio Ue la richiesta di Kurz è stata brutalmente respinta anzitutto da Italia, Germania e Francia. Inoltre, come segnale Alberto D’Argenio, la minaccia di veto si è rivelata un bluff perché il meccanismo della distribuzione è stato già deciso dalla Ue e non server alcun voto ulteriore. Mediazione delle presidenza portoghese: tre milioni di dosi vengano date ai Paesi più bisognosi. Che sono sei: Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, Lettonia ed Estonia. E non c’è l’Austria.
Di fatto che l’Austria è stata messa tra i Paesi che procedono nella media europea con la campagna vaccinale e che non rientrano di diritto nella redistribuzione più generosa di dosi.
«Se Kurz non avesse insistito con una quota per i più bisognosi, gli sarebbero toccate dunque 200mila dosi. Invece, avendo fatto la crociata, gliene toccheranno 139mila».

Aprile di restrizioni in tutta la Francia e fine del tunnel sperato a metà maggio. Emmanuel Macron in diretta tv, massaggio alla nazione dopo giorni di polemiche e tensioni di fronte a una ripresa della pandemia e agli allarmi degli ospedali. La scuola, che in Francia è rimasta aperta più che altrove, avrà vacanze allungate per tre settimane. L’altro fronte della lotta al Covid è il vaccino: arriveranno dosi, assicura Macron, il calendario accelera per permettere a tutti di accedere al vaccino entro l’estate
«I vaccini rappresentano il nostro modo migliore per uscire da questa pandemia… Tuttavia, il lancio di questi vaccini è inaccettabilmente lento e sta prolungando la pandemia»