• 10 Aprile 2021

Quel brutto No dell’Italia all’Onu contro le sanzioni Usa a Cuba

Quel brutto No dell’Italia all’Onu contro le sanzioni Usa a Cuba

La settimana scorsa a Vienna lo strano voto della nostra diplomazia al Consiglio dei diritti umani dell’Onu contro una risoluzione di condanna degli embarghi unilaterali. Di fatto, No alla condanna delle sanzioni Usa su Cuba o a cosa decida un qualsiasi presidente statunitense, ad esempio un Donald Trump,  a prescindere da Nazioni unite e comunità internazionale.

La Cuba di quei dottori venuti ad aiutarci durante il Covid”

Polemiche politiche e non soltanto. Anche contraddizioni di buon gusto e buon senso. La decisione dell’Italia (chi e perché?) di votare a Vienna, ad Consiglio dei diritti umani dell’Onu, contro una risoluzione di condanna degli embarghi unilaterali. Al centro della polemica, il fatto che fra i Paesi toccati da embarghi unilaterali c’è Cuba, da anni sottoposta a sanzioni da parte degli Stati Uniti. La stessa Cuba che, ricordano molti italiani stupefatti, lo scorso anno aveva inviato suoi dottori e specialisti nel pieno della prima crisi micidiale Covid in Italia.

Da sinistra ma non solo

Polemica politica di casa, con qualche resa dei conti interna, ma non soltanto. Cuba subisce le sanzioni unilaterali da parte degli Stati uniti da più di sessant’anni. Un ‘bloqueo’ rinnovato da dodici presidenti ( Obama, pur criticandolo non lo ha potuto scalfire). Il penultimo, Donald Trump, lo ha reso ancor più duro con l’aggiunta di 242 sanzioni, tra le quali un blocco navale per impedire le forniture di petrolio. Bloccati di fatto anche aiuti di materiali sanitari perché poche navi osano sfidare l’embargo Usa.

Affamano persone da 60 anni

«Queste misure sono illegali e immorali. Affamano le persone da più di 60 anni», aveva denunciato il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez. La risoluzione contro gli embarghi unilaterali fa parte di un’iniziativa con cui Cina, Russia, Corea del Nord, Iran e altri Paesi, stanno formando all’interno delle Nazioni Unite per  respingere l’uso o la minaccia di sanzioni troppo spesso usate a fini politici di parte dal un Paese più potente contro i bisogni di un altro. Riferimenti possibili molti e tutti noti, con Cuba emblema.

L’Italia sulla scia trumpiana

Il documento del gruppo era stato pubblicano due settimane fa dall’agenzia Reuters, a disposizione per tempo a qualsiasi valutazione di ordine politico o morale anche fuori dalle segrete stanze. La mossa di 16 Paesi e dei rappresentanti palestinesi –rilevano molti- arriva mentre negli Stati Uniti la nuova amministrazione del presidente Joe Biden aumenta il suo impegno multilaterale, invertendo l’approccio unilaterale favorito dell’ex presidente Donald Trump che si concentrava su una politica «America First».

Mozione comunque passata

Presentata da Cina, Stato di Palestina e Azerbaigian, a nome del Movimento dei Paesi non allineati, la mozione è comunque passata con 30 voti a favore, 15 contrari e due astenuti. Tra le sanzioni condannate vi sono quelle che vengono imposte a Stati come Cuba, Venezuela, Siria, Iran. Paesi che si oppongono a ragione o torto alla politica degli Stati Uniti e come tali, bersaglio di uno strangolamento economico che in questa fase acuisce gli effetti della pandemia di Covid-19 in termini di vite umane e crisi economica.

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