• 25 Giugno 2021

Morte di George Floyd, processo al razzismo. Giustizia americana sotto esame

'Big Floyd', processo al razzismo e giustizia americana sotto esame

Prima udienza in diretta tv del processo all’ex agente Chauvin per l’omicidio di George Floyd. Alla sbarra il razzismo diffuso che ha portato in piazzala protesta di ‘Black Lives Matter’. Ma l’attacco ai diritti dei non bianchi prosegue in Georgia, con la legge che “arresta” il voto afroamericano.
L’agente di polizia Derek Chauvin sul banco degli imputati per la morte dell’afroamericano. Rischia fino a 40 anni di carcere. La famiglia della vittima: «Abbiamo bisogno di una condanna»

Minneapolis blindata e tante diverse paure

L’agente Derek Chauvin sul banco degli imputati, assieme ad un pezzo d’America. Giustizia per il 46enne afroamericano ucciso brutalmente e l’irrisolto problema dell’eccesso di violenza da parte della polizia soprattutto verso le minoranze, con l’accusa frequente di razzismo.

Sistema giudiziario uguale per bianchi e neri?

E alla vigilia la famiglia ha invocato giustizia, ricordando che il sistema giudiziario negli Stati Uniti è lo stesso per i bianchi e gli afroamericani. «Non dovrebbero esserci due sistemi di giustizia. Non dovrebbe esserci un sistema gli Stati Uniti bianchi e un altro per gli Stati Uniti neri». Non dovrebbe, ma non tutti sono sicuri che sia. Ed ecco che il processo ha alla sbarra la polizia violenta, e alla prova il sistema giudiziario americano

‘Big Floyd’ e il Black Lives Matter

Il video della morte di George Floyd, a terra per 9 minuti con il ginocchio di Chauvin sul collo a toglierli il respiro sino ad ucciderlo, ha esposto clamorosamente il volto sporco dell’America, a prendere atto e a denunciare il razzismo anche violento che ancora segna il Paese più inter razziale nel mondo. Ed ecco il movimento Black Lives Matter, di cui “Big Floyd” è divenuto un simbolo, una bandiera di rivendicazioni.

Processo all’America stessa

Per scegliere la giuria ci sono volute settimane, a cercare imparzialità e oggettività nei giurati. Tutti anonimi, per rispetto della segretezza, e le telecamere non potranno inquadrarli. Su di loro una responsabilità enorme. Non solo la vita dell’agente di polizia accusato di omicidio. Ma è un processo all’America stessa. Questa volta i fatti sui cui giudicare sono stati visti da tutti, e tutti alla fine, giudicheranno il giudizio.

Poca fiducia nella giustizia

Nei 10 mesi trascorsi dalI’uccisione Floyd, dati raccontano di un’escalation di violenza in tutti gli Stati Uniti, in un anno in cui la crisi economica e sanitaria sono piombate su un contesto sociale già difficile. E nel quartiere Near North, il cuore storico di Black Minneapolis e intorno a George Floyd Square, dove l’uomo ha smesso di respirare, la gente non ha molta fiducia che Chauvin sarà condannato. Sfiducia prima della rabbia.

Intanto razzismo di Stato

Nuova legge elettorale della Georgia, dove resiste il mito trumpiano del “vote fraud”, la frode elettorale. E i repubblicani reagiscono all’alta affluenza, è costata loro la sconfitta. Addirittura la galera se disseti chi sta in coda, meno voto postale e altre proposte di restrizioni nei vari parlamenti statali. Le code alle ultime presidenziali sono state epiche, ma anche le file normali sono divise per colore:

nei quartieri bianchi attesa media 6 minuti, in quelli neri 51, hanno cronometrato gli estensori della causa subito presentata contro la nuova legge.

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