
Ripetuto da più parti che il rapporto causa effetto tra somministrazione del vaccino e alcuni casi di morte resta ancora da verificare (domani la sentenza definitiva Ema), i numeri reali che hanno scatenato il caso. AstraZeneca in Germania: fino al 26 febbraio prima dose per 363.645 cittadini con 69 ‘casi avversi’, lo 0,02 del totale. Sulla carta e senza accertamenti specifici, il farmaco incriminato non sembra più insicuro dei concorrenti. Su 5.378.703 vaccinati con le fiale prodotte da BioNTech-Pfizer si sono osservati 1.705 «eventi avversi gravi» (0,03%) mentre su 168.189 con il siero di Moderna,107 (0,06%).
«Numeri perfetti per alimentare la polemica sullo stop ad AstraZeneca», sottolinea Canetta. E il giorno dopo tutti e cercare di capire chi ha preso veramente la decisione che ha investito Bruxelles e altri Paesi europei oltre alla Germania. Formalmente, il veto al vaccino è stato posto dal ministro Spahn, ma Die Welt si domanda se non sono stati coinvolti anche la cancelleria e il governo, da domenica già alle prese con risultati elettorali regionali molto negativi. «Cosa implica la sospensione al vaccino e che impatto avrà sulla campagna di immunizzazione?», la paura di tutti.
Merkel isolata, Spahn sotto accusa. E i paesi che non hanno sospeso il vaccino criticano la scelta di Germania, Francia e Italia.
Telefonata di Mario Draghi col presidente francese Emmanuel Macron, su come rimediare all’inciampo AstraZeneca, scrive Angela Mauro sull’HuffPost. «Il capo del governo italiano e il presidente francese preparano la via d’uscita dal tunnel in cui sono finiti per ‘amore di allineamento’ con i paesi più grandi dell’Unione». E Draghi e Macron annunciano con due giorni di anticipo che giovedì, se l’Ema darà l’ok, in Italia e Francia riprenderanno le vaccinazioni con le fiale anglo-svedesi.
Da giovedì bisognerà spiegare all’opinione pubblica che Astrazeneca può essere usato, dopo giorni di messaggi di sfiducia dai governi nazionali più importanti dell’Ue.
«La fiducia nei vaccini è una questione delicata, che diventa ancora più difficile da sostenere a fronte di decisioni senza coordinamento politico e non basate sui dati», l’accusa del ministro belga Frank Vandenbroucke. Più severa tra tutti la Polonia, destra sovranista e complottista che denuncia una “campagna di disinformazione” maliziosa. Dal governo di Varsavia: «è possibile che siamo di fronte a una campagna di disinformazione programmata e a una brutale lotta tra società farmaceutiche, forse sostenuta dai Paesi nei quali queste compagnie hanno sede». Insinuazioni pesanti.
L’altro ieri politica distratta e confusa rispetto ad una analisi di dati scientifici oggettivamente confusi