• 25 Giugno 2021

Salk, Sabin e i vaccini prima di Big Pharma

Salk, Sabin e i vaccini prima di Big Pharma

Salk, Sabin e il vaccino antipolio.
Jonas Salk, nel 1943, in piena guerra mondiale, aveva realizzato per l’esercito un vaccino antiinfluenzale e dal 1947 lavorava come ricercatore nei laboratori dell’università di Pittsburgh, arrivando al primo vaccino contro la poliomelite. Salk, figlio di emigrati di origine russa, scianziato per vocazione umanitaria, non brevettò il vaccino rinunciando allo sfruttamento economico della scoperta che era stata valutata sin dal suo apparire in svariati milioni di dollari.
Negli stessi anni un altro ricercatore, Albert Bruce Sabin, aveva condotto ricerche sulla poliomielite giungendo a realizzare un secondo vaccino, ma ebbe problemi di sperimentazione. Allora, 1957, in piena guerra fredda, si rivolse all’Unione Sovietica provocando una tempesta geopolitica. Ma il suo vaccino fu decisivo per cancellare la poliomelite tra le malattie sul pianeta.

Un incubo americano e non solo

Nei primi anni Cinquanta del secolo scorso solo negli Stati Uniti si verificarono cinquantamila casi di poliomielite, malattia che colpiva soprattutto bambini o adolescenti provocando la deformazione o la paralisi di gambe o braccia, spesso anche danni polmonari permanenti, o – nel peggiore dei casi – anche la morte. La malattia, tra l’altro, era molto nota e temuta proprio negli Stati Uniti perché il presidente Franklin Delano Roosevelt, avendola contratta già in età adulta e nonostante i suoi sforzi personali per dimostrare il contrario, era costretto a camminare reggendosi su dolorose protesi metalliche. Fu allora che – riconosciuto il carattere di emergenza sanitaria – si iniziò a studiare la realizzazione di in vaccino e comparve sulla scena Jonas Salk, che già nel 1943, in piena guerra mondiale, aveva realizzato per l’esercito un vaccino antiinfluenzale e dal 1947 lavorava come ricercatore nei laboratori dell’università di Pittsburgh. Tra il 1952 e il 1954 fu avviata una sperimentazione di massa che coinvolse due milioni di bambini e finalmente nell’aprile 1955 fu annunciato il vaccino antipoliomelite nel corso di un’affollata e memorabile conferenza stampa tenuta all’università del Michigan da Thomas Francis, altro scienziato coinvolto nel progetto.

Jonas Salk

La scelta di Salk

In brevissimo tempo Salk, figlio di emigrati di origine russa, assurse a grande popolarità: conteso tra gli intervistatori delle principali reti televisive e radiofoniche, fu anche sul punto di diventare ispiratore di un film di Hollywood. Nello stesso tempo però Salk, che aveva intrapreso la propria carriera di scienziato per migliorare la vita degli uomini, fece anche un’altra scelta molto discussa: coerentemente con le sue convinzioni umanitarie, Salk non brevettò il vaccino rinunciando allo sfruttamento economico della scoperta che era stata valutata sin dal suo apparire in svariati milioni di dollari. In una memorabile intervista dichiarò candidamente che, come non era possibile ‘brevettare’ il sole, il vaccino apparteneva all’intera umanità. Il vantaggio immediato fu che dai cinquanta mila casi della prima metà degli anni Cinquanta, un decennio dopo in tutti gli Stati Uniti se ne contarono meno di un centinaio. Purtroppo, a causa di un errore nel confezionamento di un lotto avvenuto nei laboratori Cutter, si verificò anche un doloroso incidente che produsse delle vittime, ma le vaccinazioni continuarono lo stesso e si estesero ben presto anche fuori dagli Stati Uniti.

Albert Bruce Sabin

Salk e Sabin

Salk aveva realizzato il primo vaccino, ma negli stessi anni un altro ricercatore, Albert Bruce Sabin, aveva condotto ricerche sulla poliomielite giungendo a realizzare un secondo vaccino al quale mancava tuttavia la fase della sperimentazione per essere diffuso. Le differenze fondamentali tra i due vaccini si basavano sulla somministrazione (inoculazione o assunzione orale) e sul fatto che Sabin aveva utilizzato una forma attenuata di virus, mentre Salk un virus inattivato. Dall’altra parte la grande popolarità del vaccino Salk faceva considerare come non strettamente necessaria la sperimentazione di un secondo tipo di vaccino. Fu allora che Sabin, provocando una tempesta geopolitica, si rivolse nel 1957 all’Unione Sovietica per la sperimentazione. A partire dal 1961 fu disponibile quindi un secondo vaccino di più semplice somministrazione che scalzò quello di Salk anche negli Stati Uniti. A questo si aggiunse il fatto che il vaccino Salk, per ottenere il massimo dell’efficacia, avrebbe dovuto essere somministrato anche dopo la prima inoculazione. Nonostante si sia cercato in varie occasioni di dimostrare una rivalità tra i due scienziati, Salk – che morì nel 1995 – precisò che le discussioni non furono mai personali, ma nell’esclusivo interesse dell’umanità di beneficiare di un migliore e più efficace vaccino.

Giovanni Punzo

Giovanni Punzo

Giovanni Punzo di mestiere dovrebbe aggiustare ciò che scrivono gli altri -fa l'editor- ma ha preso il vizio. Scrive di storia militare, altro 'contagio' per aver fatto l'ufficiale degli alpini. Da lui le guerre 'dei nonni' all'origine di quelle di oggi.

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