Un esercito di bambini continua a combattere nel mondo

Un esercito di 250mila ragazzini vittime di rapimenti e abusi sessuali e costretti a imbracciare le armi da guerriglie o reclutati da eserciti. Il fenomeno resta drammatico soprattutto in Africa. «Ogni anno, il 12 febbraio ci si ricorda di loro. Altrimenti nascosti alle cronache, ai media, alla gente. Tanti bambini non vanno a scuola e non giocano, ma sono costretti a combattere nelle guerre senza fine, rapiti da scuole e villaggi»

Bambini e kalashnikov 

Gli ultimi dati disponibili risalgono a due anni fa: 250mila bambini soldato. Minori utilizzati da decine fra guerriglie ed eserciti regolari in ogni parte del mondo, denuncia il rapporto del Segretario generale dell’Onu. I Paesi più interessati sono stati: Afghanistan, Colombia, Repubblica democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Iraq, Mali, Sudan, Sudan del Sud, Somalia, Siria, Yemen, Myanmar, Nigeria, Filippine.

La mappa dell’orrore

La Somalia è fra i Paesi più coinvolti con 1.500 ragazzini, per lo più rapiti da al-Shabaab. Ma anche esercito e polizia, li hanno utilizzati in quasi 200 casi. Nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) oltre 2.500 minori sono stati reclutati dal 2008 e utilizzati da decine di guerriglie. L’aberrante fenomeno interessa anche il Sahel, nella Repubblica Centrafricana l’Onu ha accertato almeno 200 nuovi casi di minorenni utilizzati come soldati e altrettanti nel Mali, elenca Luciano Bertoli su Avvenire.

Uso abuso e orrore

Il compito di questi piccoli non è ‘solo’ di combattere, ma anche di fare i cuochi, i facchini, i messaggeri. Le ragazzine, invece, ‘schiave del sesso’ sono destinate da Boko Haram in Nigeria ad attentati suicidi. Le violenze sessuali sono comunemente usate dalle guerriglie e dagli eserciti, nel Congo, Somalia, Repubblica Centrafricana, Somalia, Sudan e Sud Sudan. I minori trasformati in soldati sono sottoposti a violenze di ogni tipo: uccisioni, torture, mutiliazioni, violenze sessuali e uso di droghe, somministrate per eliminare dolore e paura, gravidanze indesiderate e Aids.

Spietate macchine belliche

«I bambini, spiegava un rapporto Onu, non sono ancora pienamente coscienti delle loro azioni: possono essere facilmente indottrinati e trasformati in spietate macchine belliche». I fanciulli, inoltre, non disertano, non chiedono stipendi e per loro l’esercito rappresenta l’unico modo per potersi nutrire. Le attività belliche, inoltre, privilegiano la distruzione di ospedali e scuole, calpestando le convenzioni internazionali.

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