
L’economia mondiale viaggia a una velocità superiore alle attese dopo essersi contratta nel 2020 del 3,5%, meno del 4,4% previsto in ottobre. Il Pil crescerà nel 2021 del 5,5%, 0,3 punti percentuali in più rispetto alle stime precedenti. Per il 2022 il Fondo conferma una crescita del 4,2% (invariata rispetto alle stime precedenti). La ripresa, avverte comunque il Fmi, è “incompleta” con l’attività economia che “resta ben al di sotto dei livelli pre-pandemia” e soggetta a una forte “incertezza”.
Il Pil di Eurolandia crescerà nel 2021 meno delle attese, segnando un +4,2%, un punto percentuale in meno rispetto alle previsioni di ottobre. Per il 2022 la crescita è stata invece rivista al rialzo di 0,5 punti al 3,6%. Riviste al ribasso le stime di crescita per il 2021 di Germania, Francia e Spagna. La locomotiva tedesca è attesa a crescere del 3,5% quest’anno (-0,7 punti percentuali rispetto alle stime di ottobre) e del 3,1% nel 2022. Crescerà di più il Pil francese, previsto del 5,5% nel 2021, per segnare un +4,1% nel 2022. Per la Spagna il Fmi stima un Pil in crescita quest’anno del 5,9% (-1,3 punti) e del 4,7% nel 2022 (+0,2).
L’Fmi prevede per gli Stati Uniti un Pil in aumento quest’anno del 5,1%, ovvero 2 punti percentuali in più rispetto alle stime di ottobre, pre elezioni presidenziali, e alta possibilità di riconferma dell’amministrazione Trump. Biden governante, oltre il più 5% per stabilizzarsi nel 2022 ed emergenza virus superata.
Le perdite complessive per la produzione mondiale a causa del coronavirus, confronto con le previsioni pre-pandemia, sono -come già detto- a 22.000 miliardi di dollari nel periodo 2020-2025. Lo afferma il capo economista del Fmi, Gita Gopinath, sottolineando che la contrazione economica mondiale del 2020, anche se inferiore alle attese (-3,5% invece del -4,4% previsto in precedenza) resta la peggiore dalla Grande Recessione.
«150 paesi nel 2021 avranno redditi pro capite inferiori ai livelli del 2019», aggiunge Gopinath, stimando che nel 2020-2021 circa 90 milioni di persone scivoleranno nella povertà estrema.
Gli Stati Uniti e il Giappone dovrebbero tornare ai livelli di attività economica di fine del 2019 nella seconda parte del 2021, mentre nell’area euro e in Gran Bretagna l’attività è prevista possa tornare ai livelli di fine 2019 nel 2022, afferma il Fmi. «Resta molto da fare sul fronte della sanità e delle politiche economiche per limitare un danno persistente dalla severa contrazione del 2020 e assicurare una sostenuta ripresa».
«La priorità è assicurare che i sistemi sanitari abbiano le adeguate risorse per battere la pandemia a livello globale», spiega il Fmi invitando a ridurre le disuguaglianze. Quasi a risentire un certo filosofo ed economista tedesco di metà ‘800.