Vaccini, trasparenza sui contratti con i giganti del farmaco e più produzione
Vaccini, trasparenza sui contratti con i giganti del farmaco e più produzione

Gli eurodeputati vogliono vederci chiaro sugli accordi produttivi e finanziari. Vaccini che non arrivano nella quantità promessa, ‘piccolo ritardi  per questioni tecnico produttive’, dicono, ma l’europarlamento non si fida. La Commissione europea: abbiamo ordinato dosi sufficienti per vaccinare tutti i cittadini europei.

Chi si fida è perduto dicono gli euro onorevoli

Il Parlamento europeo chiede trasparenza e controlli sui contratti che l’Unione ha stipulato con le case farmaceutiche, visto che sono pubblici. E salute pubblica. L’Europarlamento, informa Anna Maria Merlo da Parigi, ha insistito per avere dati nazionali comparabili. Ed ha subito deplorato la mancanza di trasparenza nell’esame dei contratti, limitata alla sola autorizzazione, per alcuni deputati volontari, a consultare (senza telefonino e possibilità di foto), solo parte dell’accordo con il laboratorio Curevac, dove molti punti erano stati cancellati. Modello ‘omissis’ da servizi segreti. Per gli altri contratti (tra cui quelli con Pfizer e Moderna, i due soli vaccini autorizzati per il momento) in nome del segreto degli affari, l’opacità continua, denuncia il Manifesto.

Timori di penuria e legittimi sospetti

Di fronte ai timori sulla penuria di dosi di vaccino denunciata ormai in molti Stati ( in alcuni casi addirittura a rischio il ‘richiamo’, la seconda dose che deve essere somministrata entro un certo un dato periodo di tempo), la Commissione prova a rassicurare. «In un comunicato, ha ripetuto ieri di aver ordinato dosi sufficienti per vaccinare tutti i cittadini europei», precisa Anna Marisa Merlo. Inoltre la Commissione preme  per aumentare la capacità di produzione e ha sollecitato gli stati membri ad accelerare l’operazione per «immunizzare entro marzo almeno l’80% delle persone di più di 80 anni e l’80% del personale sanitario in ogni stato, per arrivare al 70% di adulti vaccinati nei 27 paesi Ue entro l’estate».

Vaccini privato a finanziamento pubblico?

La questione della proprietà intellettuale: i brevetti restano sotto controllo delle società della Big Pharma, anche se la ricerca è stata ampiamente finanziata da fondi pubblici. Poi, perché gli impianti industriali dei laboratori, come Sanofi, che non hanno ancora il vaccino non possono produrre dosi di Pfizer o Moderna? Nel maggio scorso, Emmanuel Macron aveva detto: «È necessario che il vaccino sia un bene pubblico mondiale, fuori dalle leggi di mercato». Ma questo impegno non è stato rispettato. Il Parlamento europeo ieri ha sottolineato la dimensione internazionale dei vaccini, che comportano «soluzioni mondiali».

Vaccini, chi non ha i soldi per comprarli

Dalla proprietà reale dei vaccini a chi non ha i soldi per pagarseli. E la Commissione Ue si è impegnata a fornire vaccini ai Balcani, ai paesi del Sud Mediterraneo e all’Africa. In settimana, c’è stata tensione con l’Albania, che ha protestato per la «mancanza di sostegno da parte della Ue» ma ha ricevuto una secca risposta di smentita dell’ambasciatore francese. Molte inefficienze sanitarie e governative locali, scaricate con menzogne su altri.

Passaporto vaccinale, e i NoVax a casa

Al Consiglio europeo di giovedì, la Commissione propone di affrontare la questione del cosiddetto «passaporto vaccinale», mentre sono già in via di elaborazione da parte della Commissione assieme agli stati membri, i «certificati vaccinali». Una attestazione pre eventuale ‘passaporto sanitario’ , «in conformità con la legislazione Ue sulla protezione dei dati». Una volta raggiunto il mutuo riconoscimento dei vaccini (e nell’immediato dei test), sarà più facile viaggiare, anche se per il momento di fronte all’offensiva delle varianti del virus Bruxelles invita i 27 a «coordinare le restrizioni di spostamento» delle persone.

Tags: Ue Vaccini
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