Il virus corre i vaccini no. Italia usate metà delle dosi disponibili. Guai in mezza Europa
Il virus corre i vaccini no. Italia usate metà delle dosi disponibili. Guai in mezza Europa

Vaccino Covid, in Italia usate metà delle dosi disponibili ma siamo secondi in Europa. Record contagi e ospedali sotto pressione in Gran Bretagna, e Johnson richiude tutto. Bruxelles si difende: le difficoltà nella distribuzione dei vaccini non dipendono dalle ordinazioni ma dalla produzione. In Francia, vaccinazioni a rilento modello Lombardia. Critiche anche sul governo tedesco, mentre fa scandalo la lotteria di priorità vaccino nelle case di riposo per anziani

Italia usate la metà delle dosi disponibili

Prima iniezione fatta a quasi 180 mila persone. Lazio modello, male la Lombardia con pessimo assessore. Oggi arriva in Italia il secondo carico di dosi settimanali del vaccino Pfizer/BioNTech (470 mila), distribuite direttamente ai 293 centri indicati dalle Regioni. Ma i ritardi sono innegabili e ingiustificabili. Le persone che hanno ricevuto la prima iniezione sono poco meno di 180mila (dato del 4 gennaio). Tra le Regioni virtuose svetta il Lazio con oltre 29 mila vaccinazioni (63,3% delle dosi consegnate), mentre tra le peggiori c’è la Lombardia con l’11,4% (9.167 su oltre 80 mila). Fanalino di coda il Molise, fermo all’1,7%.

Se Roma piange Bruxelles non ride

Nonostante tutto, l’Italia è ancora seconda dietro la Germania per numero di dosi somministrate e i risultati sono al di sopra della media mondiale. «Il Lazio e lo Spallanzani stanno facendo un ottimo lavoro. Le Regioni che sono più indietro cercheranno di seguire», provano a rassicurare i tecnici. Se arriverà la quantità di vaccini necessaria prima dell’estate, obiettivo proteggere 40 milioni di persone in 2-3 mesi.
Per raggiungere la cosiddetta ‘immunità di gregge’ in Italia servono almeno 84 milioni di vaccini, per proteggere il 70% della popolazione (42 milioni). Indagine Nomisma, sette italiani su dieci vogliono vaccinarsi, due su dieci hanno qualche dubbio. Uno contrario senza se e senza ma.

Nuovo lockdown in Gran Bretagna

Ieri 58.784 nuovi casi e ormai oltre le 75mila le vittime. La Gran Bretagna libera dall’Unione ma non dal Covid, è in crisi Ieri Boris Johnson ha dovuto imporre un nuovo lockdown totale. La Scozia aveva già chiuso tutto dalla mezzanotte di ieri. Le misure di contenimento delle ultime settimane battute dalla nuova variante, 70% più contagiosa. Il governo ha decretato il massimo livello di allerta, quello in cui gli ospedali rischiano di essere sopraffatti dai ricoveri. Fuori di casa solo per la spesa e scuole primarie e secondarie chiuse fino a febbraio.

Bruxelles si difende, Parigi fuoco di fila

Vaccino in Europa. La commissaria europea alla Sanità: le difficoltà nella distribuzione delle dosi non dipendono dalle ordinazioni ma dalla produzione. «Ma se tutti i vaccini in sviluppo saranno approvati la Ue avrà più di 2 miliardi di dosi disponibili per 450 milioni di europei e i loro vicini. La situazione migliorerà poco per volta, siamo di nuovo pronti ad aiutare per accrescere la capacità di produzione».
L’Ue, ad evitare una corsa ai vaccini concorrenziale tra paesi Ue come era successo all’inizio della pandemia con le mascherine, ha ordinato 2 miliardi di dosi a 6 laboratori farmaceutici. A Pfizer-BionTech 200 milioni di dosi nel 2020 e altri 100 milioni seguiranno a breve. Poi Moderna, che dovrebbe ricevere l’approvazione il 6 gennaio, Johnson & Johnson, Sanofi-Gsk, Curevac e, in preparazione, un accordo con Novavax.

Francia vaccinazioni lumaca

In Francia, governo accusato di lentezza eccessiva da tutte le opposizioni. Dal 27 dicembre, come in Italia, solo 516 persone sono state vaccinate, ultimi in Europa. Un burocrazia lenta sul consenso da scritto da ottenere, dicono. Sotto caricatura l’idea del «collettivo cittadino», 35 persone tirate a sorte ieri, incaricate di conciliare i francesi con i vaccini: «E dopo cosa facciamo, una corsa con il sacco, o chi tira la paglia più corta?», la facile ironia. Da azzardo in azzardo, si passa alla sempre zelante e virtuosa e sempre prima della classe Germania, che quando inciampa riesce a fare il tonfo più rumoroso di tutti.

Lotteria nelle case di riposo tedesche

L’incredibile «lotteria del vaccino nelle case di riposo per stabilire chi deve ricevere la dose per primo». E l’accusa al governo Merkel che «non ha comprato fiale sufficienti», comunque contratto a parte con più dosi per se stessa mentre era alla presidenza dell’Unione. 165 mila i tedeschi vaccinati, campioni d’Ue, ma «in forte ritardo rispetto a Israele» della parte ebraica. Mentre gli scienziati mettono paura e avvertono, «ci aspettano i tre mesi peggiori. La situazione potrà migliorare soltanto a partire da aprile, quando forse potremo vedere la luce in fondo al tunnel». E tutta la Germania resta chiusa sino al 31 gennaio.

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