Denuncia di Libera: il 13% della corruzione è nella sanità e la pandemia la favorisce
Denuncia di Libera: il 13% della corruzione è nella sanità e la pandemia la favorisce

Negli ultimi tre anni il 13% degli episodi corruttivi ha riguardato il settore della sanità. Ma ora con l’emergenza Covid-19 c’è il rischio che vada molto peggio. Nel dossier dell’associazione i dati preoccupanti dell’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, forze dell’ordine e magistratura. I rischi legati all’emergenza Covid.

Dossier ‘InSanità’: corruzione contro la sanità pubblica

Dall’inizio della pandemia al 17 novembre, secondo Autorità nazionale anticorruzione (Anac), sono stati messi a bando oltre 14 miliardi di euro.

«A fronte di questa enorme cifra le ‘stazioni appaltanti’ hanno comunicato soltanto importi aggiudicati per 5,55 miliardi. Per oltre il 60% non si sa nulla. Non si sa cioè se siano stati erogati o meno, in che forme, per farci che cosa. In poche parole, non se ne ha traccia, nonostante la normativa relativa alla trasparenza amministrativa». Sono alcuni dati presentati da Libera e lavialibera, la rivista dell’associazione in un dossier dal titolo “InSanità. Il dossier –scrive Antonio Maria Mira su Avvenire-, attraverso documenti istituzionali, forze dell’Ordine, inchieste giudiziarie.

I virus batteri e i virus umani spesso mortali

«Lo scenario offerto da questo dossier sull’impatto della corruzione in ambito sanitario – commenta il presidente di Libera, don Luigi Ciotti – cioè sul prezzo pagato in termini di vite non salvate a causa dell’idolatria del denaro e del profitto, non è che una conferma di come il Covid-19 abbia trovato terreno fertile in altri due virus storici di cui non ci si è mai abbastanza occupati in sede politica, economica e anche civile». Virus sociali a cui a cui troppi si sono assuefatti. «Parlo ovviamente della corruzione e delle mafie, i principali parassiti del bene comune, mali in combutta che da decenni, se non secoli, ledono il nostro tessuto sociale, la dignità, il lavoro e le speranze di tanti».

Corruzione, l’Anac e whistleblower

Secondo i dati dell’Anac la corruzione ha riguardato forniture di farmaci, apparecchiature mediche, strumenti medicali e servizi di pulizia. L’8% dei 430 illeciti segnalati all’Anac dai whistleblower ( i soggetti che volontariamente segnalano un illecito in particolare nel settore pubblico), nel settore sanitario.
Nomine irregolari, malagestione di reparti ospedalieri o strutture distaccate, appalti irregolari, malasanità, favori ai pazienti da parte dei medici, false invalidità, ospedalizzazioni irregolari, favori elettorali in cambio di prestazioni mediche.
«Il dilagare dell’illegalità nella filiera sanitaria si alimenta grazie alla connivenza della cosiddetta “zona grigia”, fatta di colletti bianchi, funzionari e tecnici compiacenti, imprenditori e politici corrotti».

Tanti soldi, tanti appalti, tanti posti lavoro

Ingenti risorse economiche, che si traducono anche in appalti per forniture di materiale sanitario e assunzioni. Quello sanitario è un settore sensibile a diverse forme di condizionamento esterno ed è uno strumento per mantenere il consenso e il controllo del territorio. Uno strumento di consenso di cui si serve molto anche la politica. Opportunità per creare rapporti corruttivi tra imprenditori, professionisti, cliniche private, centri diagnostici, farmacie, società farmaceutiche, in una rete di relazioni nelle quali molteplici attività irregolari, informali e illegali si saldano tra di loro.

L’emergenza pandemica aumenta i rischi

I dati di un’indagine conoscitiva condotta da Anac nel periodo marzo-aprile 2020 conferma le ‘criticità’, sprechi, inefficienze. Gli affidamenti di forniture di mascherine, tempi di consegna non rispettati, e nel 5% dei casi il non possesso dei requisiti da parte degli aggiudicatari.«Eppure l’emergenza sembra giustificare la tolleranza diffusa da parte degli enti pubblici e questo è “brodo di coltura di frodi e pratiche corruttive”», la considerazione amara di Libera.
«Così soltanto in 7 casi su 311 c’è stato il ricorso all’applicazione di penali o risoluzioni contrattuali e un solo caso di segnalazione all’Anac di esclusione. Ciò significa che nel 97,5% dei casi, pur in presenza di anomalie evidenti, gli enti pubblici non sono stati in grado di rilevarle o le hanno ignorate».

Percezione delle mafie e della corruzione

Libera e Demos su un campione di 995 persone. Per l’81 % degli intervistati «la corruzione in politica è lo specchio della società italiana», e solo il 17% non lo ritiene. Opinione prevalente del Nord Est (83%) e del Sud/isole (84%), tra gli elettori della Lega (95%) e del M5s (88%). Il 71% degli intervistati ritiene che con «l’emergenza Covid-19 la corruzione in Italia si sta diffondendo ancora di più». Percentuale che cresce tra gli elettori della Lega (88%) e Forza Italia (79%).
Ultima parte del dossier “Corruzione in Sanità” con il Segretariato Italiano Studenti in Medicina-APS. Un problema grave per il 71,8% di loro, ma il 10% del campione crede la corruzione sia accettabile quando non crea danno o quando favorisce una realizzazione. E si arriva al 49% di chi ritiene un motivo valido l’ottenimento di un posto di lavoro.

Dalla crisi pandemia un spinta positiva. «Bisogna fare della crisi una sorta di positivo “agente provocatore”, perché, come dice Papa Francesco, “peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla”», la considerazione finale di Don Ciotti.

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