Ungheria e Polonia e gli aiuti Covid bloccati, sovranismi allo scoperto
Ungheria Polonia e gli aiuti Covid bloccati, sovranismi e Ue alla resa dei conti

Il fronte che blocca la disponibilità dei 750 miliardi dell’Ue insiste. Polonia e Ungheria solo per ordine alfabetico: Polonia più disponibile, mentre l’irriducibile Orban fa il duro e addirittura richiama all’ordine sovranista Varsavia: «Con noi ha firmato un’intesa». La Slovenia spintonata a destra dal suo premier, applaude ma non va oltre. L’Unione europea, di fronte al ricatto e al vincolo dell’unanimità usato come arma, è pronta a decidere a 25. Cosa accade, cosa potrebbe accedere, le conseguenza per i sovranisti ribelli e per l’Unione.

Un ricatto disonorevole per tutti

Il gioco d’azzardo di Varsavia e Budapest, ormai sole, senza gli altri del ‘gruppo di Visegrad’ e l’alleato Slovania, ma solo a parole, nella Slovenia, verso la resa dei conti: l’antico «o la va o la spacca». Resta da stabilire cosa si spacca e chi paga pegno. Orban l’irriducibile che ora sa di rischiare anche l’espulsione dall’ ombrello politico del partito popolare europeo, ora strattona Varsavia per pararsi le spalle. Il vice-primo ministro polacco, Jaroslaw Gowin, che fa la parte del moderato nel governo Kaczyński-Morawiecki, concede qualcosa sullo Stato di diritto garantito da chi a come. Un artificio pseudo giuridico per mantenere di fatto la magistratura sotto il controllo dell’esecutivo e altri autoritarismi, senza penalizzazioni sui fondi europei.

L’unanimità ricatto, come aggirarla

Si chiama ‘cooperazione rafforzata’,  accordi tra Stati membri per portarsi avanti nell’integrazione senza dover attendere l’unanimità di tutti i 27 dell’Unione.  Esempio l’euro: sono 19 su 27 i Paesi che hanno deciso di dotarsi di una moneta comune, la cosiddetta Eurozona. Sino a ieri possibile maggior velocità a crescere. Da domani potrebbe essere il primo intervento contro il frenate a perdere. Perdete tanto e tutti. Nuovo bilancio Ue bloccato, con tagli ai fondi agricoli e regionali che colpiranno tutti i Paesi, compresi Polonia e Ungheria che sono tra i principali beneficiari. Per Varsavia e Budapest, inoltre, i fondi in arrivo finirebbero praticamente per azzerarsi perché vincolati alla clausola dello Stato di diritto, da quelle parti un po’ zoppicante.

‘Cooperazione rafforzata’ a 25

Se Orban e Kaczyński insistono, all’Unione europea non resta che questa soluzione comunque complessa e mai  percorsa prima. Dar vita a una cooperazione rafforzata specifica sul Recovery found. La creazione di una specie si pozzo di solidarietà tra stati. Uno ‘ Special purpose vehicle (Spv)’, lo chiamano i tecnici, ma noi ci fermiamo qui. Comunque, complicazioni e tempi lunghi e un contro da saldare che per Ungheria e Polonia in particolare potrebbe diventare molto salato. Ricordando tutti che sul fronte sovranista è saltato il campione planetario Trump, e questo–rapporto strategico con la Russia e storica paura dell’orso confinante- , dovrebbe indurre anche parte più orientale dell’Unione che tanto ha avuti e poco ha dato, a una politica di maggiore disponibilità.

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