
Una patrimoniale sulle grandi fortune per fronteggiare le conseguenze della pandemia sulla disastrata economica argentina Per far fronte al Covid, l’Argentina applicherà una patrimoniale su chi possiede più di 2 milioni di euro. L’aliquota da pagare parte dal 2% per arrivare all’8% per chi possiede beni per più di venti milioni. Imprenditori sul piede di guerra contro la tassa approvata dalla Camera dei Deputati a Buenos Aires. Per l’opposizione al presidente peronista Alberto Fernandez la tassa speciale sulle grandi fortune approvata dalla Camera dei deputati a Buenos Aires viene denunciata’ come ‘confisca di beni’ da parte di un governo disperatamente alla ricerca di fondi per le casse pubbliche.
Il governo Fernandez punta a riscuotere circa tre miliardi di euro con un prelievo una tantum dagli argentini milionari, circa 12mila in tutto il Paese. Un prelievo minimo del due per cento sui patrimoni dichiarati tra i 200 e i 300 milioni di pesos (2-3 milioni di euro) che aumenta fino al 3,5 per cento su patrimoni tra i 1,5 e tre miliardi di pesos (15-30 milioni di euro circa). Per le persone che dichiarano beni all’estero è prevista una maggiorazione dell’aliquota del 50% a meno che non decidano di rimpatriare almeno il 30% dei beni espatriati.
La legge stabilisce che il 20% venga destinato all’acquisto di attrezzature mediche e ospedaliere, il 20% al finanziamento di piccole e medie imprese, il 20% a borse di studio, il 15% allo sviluppo di quartieri popolari e il restante 25% al finanziamento di progetti di esplorazione e sviluppo del gas. Il promotore è il deputato Maximo Kirchner, figlio degli ex presidenti Nestor e Cristina Kirchner, l’attuale vicepresidente.
L’Argentina ha registrato quasi 1,5 milioni di infezioni e 40mila morti dall’inizio della pandemia. Duramente colpita dalla seconda ondata, è diventato il quinto Paese al mondo a segnalare un milione di casi confermati a ottobre, con una popolazione di circa 45 milioni di abitanti.