Contractors anche nella guerra dei droni killer
Droni killer presto nelle mani anche di Contractors

Nelle scorse settimane droni turchi ed israeliani acquistati dagli azeri hanno cancellato l’esercito armeno nel Nagorno Karabakh. Come un videogioco di guerra ma con morti veri. ‘Piloti’ dei droni d’attacco, per ora i governi, ma adesso società private -contractors o mercenari, se preferite- si fanno avanti.
Soprattutto negli di Stati Uniti e Regno Unito dove, sostiene Pietro Orizio, non riescono a far fronte alla mancanza di piloti da monitor.
VNSA, Violent Non-State Actors, Attori non-statuali violenti. E il direttore dell’Fbi avverte della minaccia droni armati in uso al terrorismo
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L’uso di droni d’attacco da parte degli Stati Uniti, iniziato dalla CIA nell’ottobre 2001, dal 2013 è stato esteso anche al Pentagono. Dal 2004 ad oggi tra Pakistan, Afghanistan, Yemen e Somalia gli Stati Uniti avrebbero condotto almeno 14.000 attacchi, eliminando tra le 8.800-16.900 persone tra cui 910-2.200 civili.

Piloti da videogico, ma chi comanda l’arma che ammazza?

Sino ad oggi sapevamo di migliaia di analisti ‘privati’ per la valutazione delle registrazioni provenienti dai velivoli senza pilota. Con l’ascesa dello Stato Islamico droni ed aerei spia sono arrivati ad inviare anche più di 1.100 ore di videoregistrazioni al giorno da analizzare, spiega Orizio su Analisi Mondo. Ma l’agosto scorso è emerso che a Camp Simba, Kenya il Pentagono si avvale di società private, non solo per l’analisi ma anche per la raccolta diretta di materiale da utilizzare per condurre attacchi aerei contro i miliziani di al-Shabab in Somalia. Nella base statunitense di Manda Bay droni privati sono in volo per raccogliere dati su aree destinate a subire attacchi o omicidi mirati.

‘Big Safari’, programma Usa da 158 miliardi

A Manda Bay è operativo ‘Big Safari’, programma di speciali sistemi d’arma attivato dall’USAF nel lontano 1952. 158 miliardi dal 2008 con procedure d’appalto ‘brevi’, più opache,«che può elargire contratti a società gestite da ex militari e funzionari dell’intelligence con i giusti collegamenti», spiega chi sa. Valanghe di soldi, come i 4 miliardi alla L3Harris Technologies. La AEVEX Aerospace, secondo il sito Africa Intelligence, si sarebbe aggiudicata anche un contratto per la fornitura di piloti per i droni della base USAF ad Agadez, in Niger.

Londra non solo a colpi di vaccino

Per far volare i suoi droni, Londra è ricorsa all’Aeronautica australiana per ottenere dei piloti “in prestito”, ma anche alla General Atomics, produttrice dei Predator e dei MQ9 Reaper schierati nella base di Ali al-Salem, Kuwait. E da questo giugno, per la prima volta dal 2008, la RAF ha utilizzato droni killer contro ciò che resta dello Stato Islamico in Siria e Iraq. I civili pilotano il drone armato sull’area del bersaglio, poi il comando del grilletto torna ai militari. Per la RAF, al ‘13th Squadron’ alla base di Waddington, Lincolnshire;  negli Stati Uniti, ‘39th Squadron alla base di Creech’, Nevada.

VNSA, Violent Non-State Actors, Attori non-statuali violenti

Sempre più attori VNSA, Violent Non-State Actors. ‘Attori non statali violenti, contro i governi. Il primo tentativo noto di armare un drone da parte loro risale al 1994, quando la setta giapponese Aum Shinrikyo ha tentato di irrorare gas sarin da un drone. Droni da guerra studiati a lungo da Osama bin Laden e al-Qaeda. Attacchi riusciti più noti: 2017 PKK curdo la distruzione di un deposito di munizioni a Semdinli, Turchia. In Siria contro la base area russa di Khmeimim. Gennaio 2019 i ribelli Houthi uccidono con un drone il brigadier generale Saleh Tammah, capo dell’intelligence yemenita. Danni modesti, finora, ma può solo peggiorare.

 L’inizio Usa nelle mani della Cia

L’uso di droni d’attacco da parte degli Stati Uniti, iniziato dalla CIA nell’ottobre 2001, dal 2013 è stato esteso anche al Pentagono. Dal 2004 ad oggi tra Pakistan, Afghanistan, Yemen e Somalia gli Stati Uniti avrebbero condotto almeno 14.000 attacchi, eliminando tra le 8.800-16.900 persone tra cui 910-2.200 civili, precisa Orizio. Trump ha eliminato alcune limitazioni introdotte da Obama con possibilità di colpire anche in Paesi in cui gli USA non sono impegnati militarmente e di non pubblicare il numero di vittime civili. «Un meccanismo già opaco e sregolato che ha incrementato gli attacchi».

L’antiterrorismo ora arma il terrorismo

Sino a ieri la diffusione di droni a uso terroristico -valutazione Usa- si limitava a tre gruppi mediorientali legato all’Iran: Hezbollah, Hamas e ribelli Houthi. Oggi il numero comprende almeno 40 diversi gruppi diffusi in tutti i continenti. «Utilizzati dai VNSA, droni civili, hobbistici o commerciali di facilissima accessibilità». Pietro Orizio affida la la conclusione a voce molto informata: «Il direttore dell’FBI, Christopher Wray ha riferito al Senato Usa del forte interesse delle organizzazioni terroristiche nel loro impiego e, vista la frequenza d’uso all’estero, ci si aspetta che la minaccia possa diventare tangibile anche negli Stati Uniti».

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