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Allarme dei medici: ‘più lockdown’. Oggi Liguria e Campania cambiano colore

«Lockdown totale, in tutto il Paese». Lo chiede la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, alla luce dei dati, soprattutto quelli sui ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive. «Con la media attuale, in un mese arriveremmo ad ulteriori 10mila decessi».
I dati ora fanno davvero paura, si va verso una nuova cabina di regia lunedì mattina. Data per certa, al momento, la retrocessione ad arancione di Campania, Liguria e Provincia di Bolzano, mentre in bilico ci sarebbero Toscana, Veneto e Lazio

Allarme federazione medici

«Lockdown totale, in tutto il Paese». A chiederlo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici. «O blocchiamo il virus o sarà lui a bloccarci perché i segnali ci dicono che il sistema non tiene ed anche le regioni ora gialle presto si troveranno nelle stesse condizioni delle aree più colpite». «Con la media attuale, in un mese arriveremmo ad ulteriori 10mila decessi», le dichiarazioni all’Ansa.
«In certe aree metropolitane il lockdown va fatto subito. Io avrei fatto Napoli zona rossa due settimane fa», ha affermato Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. «Situazione drammatica, a volte tragica, in continuo peggioramento». Eppure esisteva un piano già il 6 aprile che doveva essere recepito dalla regioni: «Alcune lo hanno fatto, altre no», ha affermato Ricciardi.

Oggi nuovi colori di allarme e restrizioni

Una giornata per serrare le fila fra autorità sanitarie e Regioni, per emanare subito dopo un’ordinanza che riclassifichi le aree. Viene data per certa, al momento, la retrocessione ad arancione di Campania, Liguria e Provincia di Bolzano, mentre in bilico ci sarebbero Toscana, Veneto e Lazio. Peggioramenti della classificazione potranno avvenire sulla base di nuove indicazioni proposte dal Comitato tecnico scientifico in base all’incrocio dei 21 parametri individuati, che tengono conto della tenuta del sistema sanitario a livello locale.
La “stretta” potrà riguardare anche singole province, non si esclude, ad esempio, che in Campania si possa andare a una diversa classificazione fra area metropolitana di Napoli e resto della Regione.

Tensioni sui dati regionali.

L’Alto Adige sceglie di entrare in zona rossa prima ancora che i tecnici del governo le impongano di cambiare colore. Al Sud le cose non vanno meglio. Il sindaco di Palermo Leoluca: «In Sicilia si va verso una strage annunciata. Se è vero che nei pronto soccorso manca l’ossigeno e che nei reparti ospedalieri si è cominciato a scegliere quali pazienti provare a salvare e quali no, si prefigurano scenari da medicina di guerra». Altrettanto forte la preoccupazione del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: «Proclamare la Campania zona rossa è una decisione inevitabile, anzi tardiva».
Dati in ritardo e spesso incompleti. Proteste e sospetti non si fermano e il ministro della Salute avverte i governatori: «Sarebbe un reato grave dare dei dati falsi».

Liguria: tamponi positivi vicini al 20%. Genova epicentro

Ieri in Liguria si sono registrati 886 nuovi positivi a fronte di 4.856 tamponi, venerdì erano 1092 su 5630 tamponi e giovedì 1127 su 5772 tamponi con una percentuale intorno al 19,5 per cento. Quando Genova era in fase più acuta, Imperia e La Spezia, con soli due o tre tamponi positivi al giorno, hanno abbassato gli indici regionali. «Un gioco di compensazioni che può aver favorito i dati finali. Non sempre un algoritmo fotografa la realtà», scrive Erika Della Casa sul Corriere della Sera.
«Perfino il sindaco di Genova Marco Bucci si aspettava una Liguria in fascia arancione, così essere stati collocati in fascia gialla, a rischio moderato, ha sollevato gli animi – soprattutto degli operatori economici – ma ha innescato le polemiche». La Procura ha aperto un fascicolo per verificare la corrispondenza dei dati inviati dalla Regione a Roma. «I dati trasmessi sono precisi e accurati», ha dichiarato ieri il presidente della Regione Giovanni Toti.

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