
L’indice di trasmissibilità Rt che regione avrebbe già superato la soglia di 1.5 registrato la scorsa settimana, e questo dato è uno degli elementi cardine che delinea la situazione attuale dell’epidemia da coronavirus e che proietta presumibilmente l’Italia verso lo ‘scenario 4’.
Con valori di Rt regionali «prevalentemente e significativamente maggiori di 1,5», ci troveremmo di fronte ad un elevato numero di casi e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali al massimo entro un mese e mezzo. In questa situane avremo una «Trasmissione comunitaria diffusa».
Con una situazione di rischio alto prolungata nel tempo le misure consigliate sono quelle di un blocco su scala Provinciale o Regionale in base alla situazione epidemiologica e la limitazione della mobilità individuale per almeno 3 settimane, in pratica un nuovo lockdown.
In totale i casi in Italia sono 616.595, le vittime 38.122. Tra le regioni con il maggior numero di nuovi positivi trovati svetta la Lombardia con 7.339, quindi la Campania con 3.103, il Piemonte con 2.585, il Veneto con 2.109, il Lazio con 1.995.
201 mila i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, il nuovo record, 2.500 più di ieri.
Balzo dei pazienti in terapia intensiva: 115 in più nelle ultime 24 ore, per un totale di 1.651 persone in rianimazione. Nei reparti ordinari ci sono ora 15.964 pazienti, con un incremento di 983 unità. Gli attualmente positivi sono arrivati a 299.191, ben 22.734 più di ieri. Di questi, 281.576 sono le persone in isolamento domiciliare.
Nel vertice tra le Regioni, il ministro per gli Affari regionali Boccia e il commissario per l’emergenza Covid Arcuri, è stato detto che possono essere disponibili «immediatamente e in tempo reale oltre 10.300 posti in terapia intensiva in tutta Italia». Nella conferenza stampa, Arcuri ha affermato che non ci sono reali problemi di affollamento nelle terapie intensive, «ma abbiamo un grave problema di affollamento degli ospedali».
«Contando che ogni positivo ha in media dieci contatti stretti se i dati dovessero rimanere questi, nel giro di poco più di 20 giorni dovremmo tracciare e testare tutti gli italiani», è l’allarme vero. Annunciata l’intenzione di aumentare «ad almeno 200mila la capacità quotidiana di tamponi e da lunedì faremo almeno altri 100mila test molecolari rapidi antigenici, quindi sarà possibile uno screening di 300mila italiani».
Ieri al senato il premier ha difeso il suo ultimo decreto spiegando che è «progressivo e misurato alla situazione, che si trova nella fase 3 delle 4 delineate dal Comitato tecnico-scientifico», ma il virus galoppa verso il confine della fase 4, la più grave. La raggiungerà tra oggi e i prossimi due o tre giorni. Conte sa già che saranno necessarie, salvo miracolo, nuove restrizioni. E ora, sulla partita ‘lockdown si lockdown no’, che pure tutti temono come inevitabile, per la piccola politica. Sapendo che per il presidente della repubblica e per il buon senso, lanciarsi in una crisi di governo in piena crisi Covid sarebbe pura follia.