
Chiusura alle 18 anche la domenica. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone non conviventi. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi ma «limitatamente ai propri clienti». Rimangono aperti anche gli autogrill, oltre a bar e ristoranti negli ospedali e negli aeroporti.
Didattica a distanza al 75% alle superiori. Resta invece invariata la didattica al primo ciclo, dalle materne alle medie, che sarà totalmente in presenza. Modulati orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche con l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani. Ingresso mai prima delle 9, come già oggi.
Stop a palestre, piscine e impianti sciistici. Chiusi centri culturali, centri sociali e ricreativi. Sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Vietate sagre, fiere ed eventi simili. Consentito, invece, l’accesso di bambini e ragazzi a «luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative.
Niente più film e concerti, interdetti anche gli stadi. Vengono sospesi anche i concerti e tutti gli spettacoli, al chiuso e all’aperto. Ribadito lo stop all’attività in discoteche e sale da ballo, che peraltro è in vigore da metà agosto. L’altra novità è che gli stadi e i palazzetti torneranno ad essere senza pubblico,
Spostamenti liberi tra le Regioni. Si è discusso molto della possibilità di ripristinare il divieto di spostamento tra le regioni, salvo motivi di studio o di lavoro. Lo stop è saltato nel testo finale del decreto. È stato eliminato il riferimento ai movimenti fuori dal Comune, e salvo la raccomandazione a muoversi poco.
Arriva lo stop ai concorsi pubblici e privati, salvo quelli già banditi, che siano in regola o si adeguino al protocollo organizzativo del Comitato tecnico-scientifico. Tra questi dovrebbe rientrare il test per assumere nuovi docenti, cominciato pochi giorni fa tra polemiche e proseguire fino alla metà di novembre.
Ancora un’ulteriore freno alla movida. Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.
Restano aperti i musei ma con regole ben precise, «tali da evitare assembramenti di persone e consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro. Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome».
L’accesso di parenti e visitatori nelle strutture di lungo degenza, residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, «è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, responsabile delle misure necessarie a prevenire trasmissioni di infezione».
I ristori arriveranno direttamente su conto corrente tramite bonifico emesso dall’Agenzia delle entrate: contributi a fondo perduto, credito d’imposta per gli affitti di ottobre e novembre, cancellazione della seconda rata Imu, la conferma della Cig-Covid. Tornano anche gli indennizzi una tantum da 600 euro per lavoratori saltuari e stagionali dello sport, dello spettacolo, del turismo. Ci sarà – annuncia Conte – una nuova mensilità del Reddito d’emergenza. Indennizzi specifici sono previsti per la filiera agroalimentare danneggiata dalla chiusura alle 18 di bar e ristoranti.
«Se io fossi dall’altra parte – dice il premier – proverei rabbia. Dico solo di aspettare le misure che stiamo predisponendo, sono un ristoro cospicuo, adeguato. Ci sono gruppi antagonisti e “professionisti” che cercano di alimentare scontri. Bisogna stare attenti alle infiltrazioni, non dobbiamo offrire spazi ai professionisti del disordine».
«Pensiamo che l’Agenzia delle Entrate possa erogare questi contributi già entro metà novembre, forse persino entro l’11 novembre, perché ci sarà lo stesso meccanismo già autorizzato per il vecchio fondo perduto. Quindi tutti quelli che hanno già fatto domanda per questi contributi lo riceveranno in automatico». Lo ha detto il ministro dell’economia Roberto Gualtieri che sottolinea, «Daremo un indennizzo superiore questa volta di quello ricevuto la volta scorsa. Perché sappiamo che anche i mesi scorsi sono stati mesi difficili e quindi sarà una quota un po’ superiore a quella dell’altra volta».
Le aziende interessate dai ristori, «sono più di 300 mila, forse 350 mila, tutte le aziende ed esercizi pubblici che sono oggetto delle restrizioni introdotte dal Decreto», ha detto Gualtieri al Tg1. «Questi indennizzi che sono solo una parte delle misure – ha aggiunto – Poi avremo per tre mesi il credito di imposta sugli affitti, l’eliminazione della rata Imu e poi naturalmente la cig per i lavoratori e l’indennità di 1000 euro per i collaboratori».
«Per quelli che non hanno fatto domanda o con fatturato superiore ai 5 milioni di euro che inseriamo ci sarà una domanda da fare e quindi ci sarà qualche settimana in più per avere l’erogazione che comunque sarà entro l’anno», ribadisce il ministro Gualtieri. «Per chi aveva già fatto domanda in precedenza invece, ha spiegato, sarà facile ricevere questi soldi, perché verranno erogati automaticamente».