Più di 19mila contagi, 1000 in terapia intensiva ma a Napoli ‘no-lockdow’ in piazza

L’Istituto Superiore di Sanità: rischio di criticità importanti a breve, servono restrizioni della mobilità e delle attività non essenziali. Corteo a Napoli, manifestanti no-lockdown bersagliano il palazzo delle Regione anche con petardi. Fumogeni e bombe carta contro forze ordine

La paura fa 90 e la rabbia mal diretta fa il resto

Scene di guerriglia urbana in via Santa Lucia, davanti al palazzo della Regione Campania. I manifestanti scesi in piazza contro le restrizioni anti Covid, tutti per fortuna con il volto coperto dalle mascherine, sono riusciti a superare lo sbarramento delle forze dell’ordine e in centinaia hanno lanciato petardi e incendiato cassonetti davanti al palazzo mentre le forze dell’ordine hanno lanciato alcuni lacrimogeni. Bottiglie di vetro contro gli agenti.
I manifestanti, autoconvocatisi sui social, non è noto quanto protesta spontanea o spintanea, hanno mostrato uno striscione con la scritta «Tu ci chiudi, tu ci paghi». «A salute è a prima cosa ma senza soldi non si cantano messe», recita un altro grande striscione, in napoletano. Poi, in vietatissimo corteo per le strade del centro.

Ora le cose drammaticamente serie

«L’epidemia è in rapido peggioramento. Sono necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità», avverte Istituto Superiore di Sanità.

Contagi, terapie intensive e vittime, tutto in aumento

L’evidenza di casi rapidamente in aumento, con Rt nazionale di 1,5 (la soglia da non superare era 1, quando un infetto contagia mediamente un’altra persona), situazione «complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni italiane». Il fattore Rt, va aggiunto, si calcola sui casi sintomatici. Ma i maggiori diffusori di virus sono ormai gli asintomatici.

Oltre 19mila contagiati, 91 morti

Sono 19.143 i nuovi contagi. Ieri erano stati 16.079. L’aumento dei nuovi positivi nelle 24 ore è di 3.064, dati del Ministero della Salute. Singole regioni, picco in Lombardia (+4.916), 2.280 in Campania, 2.032 in Piemonte, mentre sono 56 i nuovi casi in Molise, la regione meno contagiata. Ed è record anche in Sardegna, con 385 nuovi casi. Complessivamente gli attualmente positivi sono 186.002, con un incremento di 16.700 in 24 ore, dei quali 174.404 sono in isolamento domiciliare (+15.788). L’aumento dei dimessi e i guariti è di 2.352 pazienti che portano il totale a 261.808.

Terapie intensive record

Superata la soglia dei mille ricoveri per Covid nelle terapie intensive: ci sono nelle rianimazioni 1.049 pazienti, 57 in più (di cui 28 in Lombardia), mentre i ricoverati ordinari sono saliti a 10.549, 855 in più. Dal Commissario straordinario per l’emergenza emerge che su 6.628 posti di terapia intensiva oggi attivi in Italia il 15% è occupato da pazienti Covid, percentuale che scende all’11% se vengono anche conteggiati gli ulteriori 1.660 posti letto attivabili con i ventilatori già distribuiti alle Regioni.

Regioni, da lunedì coprifuoco in Piemonte

Scatta anche in Piemonte il coprifuoco notturno per contenere il diffondersi dell’emergenza Covid. Il presidente della Regione, Alberto Cirio, in accordo con il ministro della Salute Roberto Speranza, ha deciso di introdurre da lunedì dalle 23 alle 5 del mattino il divieto di spostamento. Il Piemonte ha visto oggi un incremento record di contagi: 2.032, con 5 nuovi ricoveri in Terapia intensiva e 136 in reparto Covid.

Campania, De Luca: ‘chiudere tutto per un mese’

«Oggi dobbiamo fare l’ultimo tentativo per bloccare l’esplosione del contagio. Dobbiamo chiudere tutto per un mese, per 40 giorni per frenare l’esplosione del contagio. Poi si vedrà. Senza decisioni drastiche non possiamo più reggere, domani non sarebbe più possibile». Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in una diretta social, prima della manifestazione di protesta di cui vi abbiamo detto sopra. «Io credo che oggi dobbiamo decidere, non abbiamo più davanti tempo da perdere. Oggi siamo ancora in tempo, abbiamo una situazione pesante ma non alla tragedia. Però siamo a un passo dalla tragedia. Io non voglio trovarmi di fronte qui da noi i camion che portano centinaia di bare di deceduti».

Lombardia: ‘O riduciamo la gente che va a scuola o quella che va al lavoro’

«Nell’ora di punta c’è un grande affollamento nelle metropolitane e sui bus. Quindi dobbiamo cercare di ridurre questo affollamento e le ipotesi sono che o riduciamo la gente che va al lavoro o riduciamo la gente che va a scuola». Così il governatore della Lombardia. «sono sempre stato a favore della scuola in presenza e contrario alla scuola a distanza, ma in una situazione di necessità bisogna fare delle scelte anche dolorose. Oltretutto il provvedimento è temporaneo, abbiamo 13 -14 giorni di tempo durante i quali cercare di studiare una modalità di diluizione dell’orario di ingresso degli studenti con l’organizzazione del trasporto pubblico locale che potremmo utilizzare per evitare la didattica a distanza».

Lazio: test rapidi gratis da 300 medici di famiglia

Possibilità di eseguire gratuitamente dalla prossima settimana test rapidi antigenici negli studi di circa 300 medici di famiglia. La decisione della Regione Lazio cha cui hanno aderito più di 300 medici di medicina generale e circa 40 Unità di Cure Primarie. Sarà un servizio gratuito per i cittadini e i kit ai medici verranno forniti dal Sistema sanitario regionale. I medici che hanno aderito sottoscriveranno il profilo di sicurezza. Tamponi rapidi antigenici anche dalla rete delle Farmacie del Lazio. In corso approfondimenti tecnici per consentire il servizio in piena sicurezza e la trasmissione dei flussi informativi nelle banche dati delle Asl.  

Per ora le Regioni. Conte: pronti a intervenire

Obiettivo, salvare l’equilibrio tra salute ed economia, ma non è facile e il governo non esclude nei prossimi giorni una nuova stretta. Oggi nuova nuova conferenza Stato-Regioni in cui si affronterà il tema delle ordinanze, dopo che il governo ha già discusso con i governatori del tracciamento dei positivi e della necessità di semplificare le procedure. Il ministero per gli Affari regionali ha annunciato un bando per duemila operatori per potenziare le attività di tracciamento, dal ministero della salute una convenzione con i medici di famiglia per i tamponi rapidi (come nel Lazio), e presto si potranno fare anche in farmacia.

Tags: Covid Napoli
Condividi:
Altri Articoli