Spazio «Indo-Pacifico», libero mercato e promozione dei diritti umani (facendo finta che vadano d’accordo), dicono da Washington senza mai fare il nome della Cina, ma è pura ipocrisia. Peccato che questi Paesi, Australia e Giappone in particolare, hanno profondi legami economici e commerciali con la Cina, così che la forzatura militare promossa da Washington rischia di metterli in una situazione delicata. La potenziale quadruplice alleanza anti-cinese fa parte di un disegno molto più ampio. La guerra commerciale lanciata da Trump, l’approfondimento dei rapporti con Taiwan, la guerra contro Huawei, e altro, anche molto privato, che noi, il mondo, non sa.
Nelle ultime settimane il Quad, lanciato nel 2007 dall’ex primo ministro giapponese Shinzo Abe come ‘dialogo sulla sicurezza’ (‘dialogo’ a flotte schierate, ossimoro politico quasi divertente), definito da alcuni la Nato d’Asia, ma di fatto mai decollato. Ora, quasi di corsa, a rimediare. Perché? Il quadrilatero che su spinta statunitense ma anche indiana si trasforma in una forza di contenimento su due oceani, Indiano e Pacifico, migliaia di miglia marine. «E così il mese prossimo al largo delle coste indiane, nelle esercitazioni navali di Malabar, le marine del Quad, “la quadruplice”, incroceranno per la prima volta tutte insieme: India, Stati Uniti, Giappone e Australia. Non è un caso che succeda ora», annota Repubblica.
A settembre l’India, ai ferri corti con Pechino sul fronte himalayano, Kashmir e dintorni, e il Giappone, con problemi sul fronte coreano, hanno siglato un patto tra eserciti per la fornitura di rifornimenti e servizi. Poi sono stati Giappone e Australia, le cui relazioni con Pechino sono ai minimi storici, a rafforzare la propria cooperazione per la sicurezza, annota Filippo Santelli. Ed ecco che il Quad, non una vera alleanza, progetto rimasto per anni incompiuto per non guastare i rapporti con Pechino, ora, a rapporti quasi rotti da parte di tutti, rischia davvero di diventare la Nato d’Asia mentre sta scricchiolando quella storica d’Europa.