Francia coprifuoco e covid follia
Francia coprifuoco e covid follia, negli ospedali i medici positivi costretti a lavorare

Nell’intervista a reti unificate di ieri, il presidente Macron ha annunciato per sabato prossimo, un coprifuoco dalle 21 alle 6 nella regione di Parigi e in otto città metropolitane francesi, da Rouen a Marsiglia sino a Lille e Lione. Se solo ieri si sono registrati 22mila contagi è la tenuta degli ospedali a preoccupare. Eppure, denuncia il sindacato CGT, nel policlinico di Nantes, medici e paramedici risultati positivi sono costretti a restare a lavoro. Perquisiti gli uffici e il domicilio del ministro della sanità, Veran.

Covid follia alla francese

L’intervista concessa ieri in diretta da Emmanuel Macron a France 2 e TF1 aveva tutta l’aria di dover confermare una voce, quella dell’applicazione del coprifuoco, che si rincorreva ormai da giorni, complici l’aumento dei contagi da Covid-19 e, soprattutto, la sofferenza sempre più marcata dei reparti di terapia intensiva. Così è stato. Nella regione di Parigi e in altre otto città metropolitane (tutte praticamente rientranti nella metà orientale del paese), a partire da sabato e per almeno 4 settimane non si potrà, salvo deroghe, uscire dalle 21 alle 6. In conseguenza di ciò tutti i locali dovranno chiudere entro le 9 di sera. Da domani, venerdì, scatterà nuovamente lo stato di emergenza sanitaria (non più in vigore dall’inizio del luglio scorso) su tutto il territorio nazionale.

Virus a macchio d’olio

La ragione di questa nuova stretta, ha spiegato Macron, è legata al fatto che, a differenza dell’ondata di marzo, la diffusione del virus appare oggi capillare  in tutto il paese, con numeri particolarmente preoccupanti nelle zone urbane. “Questa volta non abbiamo letti di riserva”, ha detto secco il presidente, con riferimento alla possibilità di spostare i malati dalle zone più sotto pressione a quelle dove il contagio era sotto controllo, che in questo periodo, a differenza della primavera scorsa, risulterebbe impraticabile. In questo momento, tra il 30% e il 50% dei posti nei reparti di terapia intensiva delle grandi città francesi, sarebbe occupato da malati covid.

Terapie intensive promesse mancate

E’ quindi sulla preparazione delle terapie intensive all’attuale seconda ondata che si concentrano le tensioni più forti, che potrebbero portare a una debacle più grave di quella precedente per il governo e per Macron. Già dieci giorni fa, da queste pagine, era stata rilanciata la voce dei medici francesi che denunciavano le promesse mancate dell’esecutivo su un aumento dei posti in terapia intensiva. Il governo, nei mesi scorsi, aveva promesso di portare i letti  in rianimazione da 5mila a 12mila. Per i sanitari francesi, nulla in questo senso è stato fatto. Le parole di Macron sulla mancanza di “letti di riserva” suonano come un ammissione di colpa e rendono molto credibile l’allarme lanciato dei medici.

Negligenze ministeriali e peggio

Nelle ore in cui si scrive, è in corso una perquisizione negli uffici e nelle abitazioni del ministro della sanità, Olivier Veran, e del direttore generale del ministero, Jerome Salomon. L’azione ordinata dalla magistratura rientrerebbe in un’inchiesta, avviata il 3 luglio scorso, per accertare eventuali negligenze dei due (e di altri ex-esponenti dell’esecutivo) nel combattere la diffusione delle pandemia, con specifico riferimento alla mancanza di dotazioni per i sanitari in prima linea. Alcuni medici, riunitisi in collettivo, già l’estate scorsa avevano presentato denuncia contro ignoti, per vari reati legati ai rischi cui erano stati esposti.

Sciopero del personale sanitario

E mentre per oggi, la CGT (la CGIL francese, volendo semplificare) ha indetto uno sciopero del personale sanitario, è dall’ospedale di Nantes che arriva una gravissima notizia, diffusa proprio dallo storico sindacato francese. Nel policlinico universitario della città sulla Loira, alcuni medici e paramedici risultati positivi al covid sono costretti a continuare a lavorare in reparto a causa della mancanza di sostituito. La direzione del nosocomio ha ammesso la pratica, ma ha voluto stemperare l’impatto potenzialmente devastante della notizia, sostenendo che si tratti di casi abbastanza rari e che, viste le precauzioni utilizzate, i pazienti a contatto con i medici positivi non sono stati  messi in pericolo.

Coprifuoco movida e ristorazione

Se si è deciso con il coprifuoco di sacrificare il settore di bar, ristoranti e più in generale la socialità dei francesi, mentre la scuola, il comparto produttivo e  le condizioni di utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici non sono stati mai messi in discussione dal presidente, appare chiaro che è sulla capacità di reazione e tenuta del servizio sanitario che si gioca la partita. Molti elementi lasciano pensare che Macron e il suo governo potrebbero non essere in grado di vincerla.

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