«La situazione in alcuni Paesi dell’Unione è peggiore che a marzo, siamo preoccupati, se vogliamo evitare un nuovo lockdown generalizzato i governi devono prendere misure». Stella Kyriakides, titolare della Salute nel governo Ue. Nessun messaggio pessimistico, «ma invitiamo con urgenza i governi ad applicare le misure raccomandate a luglio se vogliono evitare di trovarsi costretti a decretare nuove chiusure totali». «In estate l’alleggerimento delle misure ha portato a nuovi contagi che ora in alcuni Paesi stanno dilagando poiché c’è un rilassamento nelle misure basilari contro il virus».
«Anche noi italiani amiamo la libertà, ma abbiamo a cuore anche la serietà».
Tra i Paesi dove la situazione è ormai critica troviamo la Spagna, che nelle ultime 24 ore ha superato quota 11mila contagi da Covid-19 per un totale di oltre 693mila contagiati e 31mila decessi. Ad alto rischio anche Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Malta Ungheria e Romania. Si tratta di Paesi, spiega il report, in cui i tassi di contagio sono elevati o in aumento nel caso della popolazione anziana e, di conseguenza, “l’aumento dei decessi è già stato osservato o potrebbe essere osservato presto”.
Follia UEFA Bayern Monaco-Siviglia
A Budapest ieri sera, supercoppa UEFA tra Bayern Monaco e Siviglia con oltre 20mila spettatori nella Ferenc Puskas Arena. Sulla decisione di riaccogliere i tifosi allo stadio, pur nel limite del 20% della capienza, riprovazione in tutta Europa, con la Germania che ai suoi tifosi andati in Ungheria a vedere la partita, impone tampone o stare in quarantena per 14 giorni al ritorno a casa.
Tra i Paesi in cui il rischio è considerato moderato per la popolazione in generale, ma molto alto per le categorie vulnerabili figurano Austria e Danimarca, Estonia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Regno Unito.
«Questo gruppo – si legge nel report – include quei paesi in cui sono stati segnalati tassi di contagio elevati e in aumento a causa dell’alto numero di test effettuati e di una trasmissione diffusa principalmente tra i giovani». Sono comunque Paesi in cui il rischio è ancora considerato moderato per via della bassa percentuale di casi gravi e di un tasso di decessi inferiori a 10 su un milione di abitanti.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha incluso l’Italia tra i Paesi in cui la situazione è ancora sotto controllo, che sembra reggere molto meglio di altri Paesi l’urto della seconda ondata. Insieme a noi, nel gruppo delle Nazioni a basso rischio ci sono Belgio, Cipro, Finlandia, Germania, Grecia, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Polonia e Svezia.
«A causa della bassa percentuale di casi in persone anziane, e l’attuale bassa percentuale di casi gravi e bassi tassi di notifica di morte, l’impatto della la malattia è valutato come bassa. In questo momento, esiste un rischio complessivo basso di Covid-19 per la popolazione in generale e per il sistema sanitario», aggiunge l’agenzia europea.

Continuano a salire i pazienti positivi anche in Italia. Un incremento di 1.786 casi (+146 rispetto a ieri) nelle 24 ore su un nuovo record di tamponi effettuati: 108.019. Il totale dei contagiati (comprese vittime e guariti), sale a 304.323. Più vittime: dalle 20 di ieri alle 23 di oggi per un totale di 35.781. In nessuna regione zero casi. «È ancora dura. I prossimi mesi non saranno facili e servirà l’impegno di tutti», scrive il ministro della Salute Speranza dopo il vertice con i colleghi di Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Olanda. «Nonostante il giudizio positivo del centro europeo che ha collocato oggi l’Italia tra i paesi a basso rischio, credo che dobbiamo tenere i piedi per terra e continuare ad investire sulla linea della prudenza».