1, «Oggi proponiamo una soluzione europea per ricostruire la fiducia tra Stati membri e per ripristinare la fiducia dei cittadini nella nostra capacità di gestire come Unione». Così la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sul nuovo Patto su asilo e migrazione».
2, «Dopo molte consultazioni con tutte le parti, la nostra proposta per un nuovo Patto sulla migrazione e asilo è ora sul tavolo. Presentiamo un’architettura completamente nuova, un nuovo inizio». Così il vicepresidente della Commissione Ue, Margheritis Schinas, su Twitter.
3, «La migrazione è sempre stata e sempre sarà parte delle nostre società. Quello che proponiamo oggi è una politica a lungo termine sulla migrazione che possa tradurre i valori europei in una gestione pratica. Questo significherà una migrazione europea chiara e giusta», la commissaria agli Affari interni, Ylva Johansson.
4, «Il meccanismo di solidarietà, con i ricollocamenti ed i rimpatri sponsorizzati, scatterà in modo automatico per i migranti che vengono salvati in mare». «Non ci saranno più soluzioni ad hoc ad ogni sbarco, ma indicazioni precise e prefissate, sulla base della valutazione della Commissione».
5, Per il migrante che entra illegalmente due strade: richiesta di asilo o ‘procedura di frontiera’. Ad eventuale richiesta d’asilo bocciata, ogni Stato ha 12 settimane per attuare la procedura veloce di rimpatrio. ‘Procedura di frontiera’ ai migranti per note ragioni economiche come marocchini o tunisini.
Bruxelles inoltre prevede un rafforzamento delle frontiere esterne, con la Ue che gestirà direttamente l’identificazione dei migranti entro 5 giorni dal loro ingresso in Europa e la domanda di asilo, da processare entro 12 settimane. «Attualmente l’Ue ha accordi di riammissione con 24 Paesi, alcuni funzionano, altri meno. Rafforzeremo i negoziati su questo», riconosce la commissarie svedese Ylva Johansson. «L’Europa condizionerà tutte le partnership economiche e la cooperazione con i paesi di origine al fatto che questi aprano al ritorno dei loro cittadini emigrati senza titoli nel Vecchio Continente». Inoltre saranno aperti corridoi per la migrazione legale in modo da contrastare il traffico di esseri umani.
Il pacchetto lanciato oggi prevede “un sistema obbligatorio” secondo il quale le persone salvate in mare dovranno essere redistribuite tra tutti i partner europei. C’è però una via d’uscita per i paesi contrari alla solidarietà: se qualche governo non vorrà prendersi carico dei migranti, sarà obbligato a gestire il rimpatrio di coloro che non avranno diritto per restare nel continente.
Ora la proposta deve essere approvata dalle 27 capitali, con l’Unione spaccata tra i paesi mediterranei e coloro che li sostengono nella richiesta di solidarietà e il blocco dell’Europa centro-orientale contrario alla cooperazione composto dai Visegrad, baltici e Austria. Esempio recentissimo la storica ma sofferta decisione di luglio sul Recovery Fund. E anche questa volta Angela Merkel impegnata a spingere le trattative verso un successo.
Sui futuri negoziati, il vicepresidente della Commissione, Margarits Schinas, «il nuovo Patto sui migranti è un compromesso tra le diverse sensibilità degli stati membri, una soluzione che rispetta le linee rosse dei governi, un punto di caduta appetibile per tutti».