
«È la principale testa di ponte per le migrazioni attraverso il Mediterraneo. Le sue enormi riserve di petrolio e gas sono di grande importanza per l’approvvigionamento energetico europeo. E la Libia è centrale nella lotta al terrorismo. Se i combattenti della IS cercano di raggiungere l’Europa dopo il crollo del califfato, è attraverso la Libia».
Secondo l’ex ministro l’Europa ha sottovalutato gli sviluppi in Libia e in tutta l’area del Mediterraneo. «L’Europa ha sempre considerato il Mediterraneo come un palcoscenico secondario. Questo è ancora più vero dal 1989. L’insieme dei paesi dell’ex blocco orientale sono stati al centro dell’attenzione. I vecchi nemici sono diventati partner, la NATO si è espansa verso est. Ciò che rimaneva era la minaccia della Russia. Ma ora è successo qualcosa che solo pochi anni fa sembrava inimmaginabile. La minaccia proveniente dall’Oriente si è spostata verso il Mediterraneo».
«Le forze militari russe e turche sono in Siria e in Libia. Nel Mediterraneo è in corso il più gigantesco sconvolgimento geopolitico degli ultimi 100 anni. Una presenza militare nel Mediterraneo è stato l’obiettivo della Russia fin dai tempi degli zar. Basi russe permanenti nella Libia orientale e una Turchia che controlla la principale rotta migratoria verso l’UE». «La Libia potrebbe dividersi in una parte orientale sotto l’influenza di Mosca e una parte occidentale sotto l’influenza di Ankara. Sarebbe un drammatico scacco matto per l’Europa».
«Scacco all’Europa, ed è questo che Russia e Turchia, tra tutte le loro ostilità, hanno in comune. E l’Europa deve reagire rapidamente».
«Nessun paese europeo può fare qualcosa lì da solo. Non l’Italia, non la Francia, non la Germania». Nella lunga intervista –sintesi da Stern (https://www.stern.de/politik/ausland/marco-minniti—was-in-libyen-passiert–ist-entscheidend-fuer-europas-sicherheit–9418148.html)- si è parlato anche della questione migranti tornata al centro del dibattito politici non solo in Italia.
«Ricordiamoci: non è stata una crisi economica a rendere forte il populismo di destra in tutta Europa. È stata una migrazione incontrollata. Oggi la Turchia controlla due rotte migratorie verso l’Europa: attraverso i Balcani e attraverso il Mediterraneo. Questo mi preoccupa».