Vaccini in arrivo, forse, entro fine anno ma, distribuzione possibile e diffusa da inizio 2021 e non ovunque e non per tutti. Problemi di produzione industriale, problemi sanitari di chi ce li inietta e dove farlo, e problemi di soldi per chi se li potrà comprare prima, e quale prezzo. I dati disponibili rivelano un sistema profondamente ingiusto e disuguale, che mira a proteggere monopoli e profitti delle case farmaceutiche piuttosto che garantire a tutti, tempestivamente, lo strumento principale per debellare la pandemia.
Un esempio riguarda il vaccino sviluppato da Moderna: «l’azienda ha potuto contare su 2,48 miliardi di dollari di fondi pubblici e, nonostante ciò, i suoi vertici hanno dichiarato di voler massimizzare i profitti derivanti dalla vendita qualora il vaccino si dimostrasse efficace», denuncia l’Ong Oxfam. «A fronte di una capacità produttiva di solo 475 milioni di dosi, sufficiente per appena il 6% della popolazione mondiale, l’azienda ha già venduto le opzioni per tutta la sua fornitura a Paesi ricchi, a prezzi che oscillano tra 12 e 16 dollari per dose negli Stati Uniti, arrivando a circa 35 dollari per gli altri paesi».
«Italia, Francia, Germania e Olanda si sono già assicurate quasi 1 dose di vaccino per abitante, il Bangladesh 1 ogni 9». Il governo inglese ha già prenotato circa trecento milioni di dosi dei vari vaccini, che corrispondono a circa cinque dosi per ogni abitante. Le trattative in corso per la fornitura del vaccino sottolineano le disuguaglianze tra paesi ricchi e paesi poveri. E la diseguale disponibilità delle case farmaceutiche a mettere il vaccino a disposizione dei paesi a basso reddito. «Moderna al momento si è impegnata solo verso nazioni ricche, AstraZeneca ha promesso il 66% delle dosi a paesi in via di sviluppo».
L’alleanza Peoplès Vaccine e Oxfam lanciano un appello ai Paesi del G20 perché sia garantito l’accesso al vaccino a tutti in ogni parte del mondo, «in modo gratuito e sulla base di una distribuzione equa delle dosi, in funzione delle necessità e dei bisogni di salute pubblica». Pochi a crederci ma importante è insistere. «Alla strozzatura della produzione si aggiungono le politiche commerciali aggressive delle aziende farmaceutiche». L’arma dei brevetti farmaceutici. «Grazie ai brevetti, le case farmaceutiche acquisiscono il monopolio sulla loro produzione e possono aumentare i prezzi al riparo dalla concorrenza. I governi prolungheranno la crisi sia sul piano delle tragedie umane che dei danni economici se permettono alle società farmaceutiche di proteggere monopoli e profitti» denuncia Oxfam.
Non solo le organizzazioni umanitarie come Oxfam denunciano le iniquità della distribuzione di un futuro vaccino. La questione interessa gli stessi scienziati. «Le ricadute sanitarie saranno molto diverse a seconda di quali Paesi o quali categorie di persone avranno priorità nell’accesso alla vaccinazione», sottolinea Andrea Capocci. E l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha creato un consorzio per distribuire due miliardi di dosi di vaccino entro il 2021. E intende distribuire i vaccini ai Paesi in proporzione alla loro popolazione. In secondo luogo, privilegiando gli operatori sanitari, la popolazione ultrasessantacinquenne e le persone con altre patologie a rischio.