Allarme Europa, più contagi che a marzo-Vaccino: «Metà dosi prenotate da pochi Paesi ricchi»

Coronavirus, escalation di contagi in Europa: più adesso che a marzo. In Gran Bretagna limitazioni per 10 milioni di persone. In Francia 10mila nuovi casi. Da stasera lockdown totale in Israele. Vaccino che verrà, un ristretto gruppo di Paesi ricchi, il 13% della popolazione mondiale, ha già acquistato oltre la metà della futura fornitura dei principali vaccini attualmente in fase di sviluppo. Allarme lanciato da Oxfam in occasione del G20 sullo stato della pandemia. Anche nel caso estremamente improbabile che tutti i vaccini in via di sperimentazione si rivelino efficaci, più del 60% della popolazione mondiale non avrà accesso a nessun vaccino almeno fino al 2022.

Oms: allarme Europa, più casi che a marzo

«E’ una situazione molto grave quella che si sta verificando in Europa, dove i nuovi casi settimanali di coronavirus hanno superato quelli segnalati quando la pandemia ha colpito per la prima volta a marzo». L’allarme da Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Oms. «Oltre metà dei Paesi europei – ha sottolineato nel corso di un briefing online – hanno registrato aumenti di oltre il 10% nelle ultime due settimane e in sette Paesi l’incremento è stato pari a più del doppio».

I vaccini e il virus dei profitti

Vaccini in arrivo, forse, entro fine anno ma, distribuzione possibile e diffusa da inizio 2021 e non ovunque e non per tutti. Problemi di produzione industriale, problemi sanitari di chi ce li inietta e dove farlo, e problemi di soldi per chi se li potrà comprare prima, e quale prezzo. I dati disponibili rivelano un sistema profondamente ingiusto e disuguale, che mira a proteggere monopoli e profitti delle case farmaceutiche piuttosto che garantire a tutti, tempestivamente, lo strumento principale per debellare la pandemia.

Avvoltoi col camice

Un esempio riguarda il vaccino sviluppato da Moderna: «l’azienda ha potuto contare su 2,48 miliardi di dollari di fondi pubblici e, nonostante ciò, i suoi vertici hanno dichiarato di voler massimizzare i profitti derivanti dalla vendita qualora il vaccino si dimostrasse efficace», denuncia l’Ong Oxfam. «A fronte di una capacità produttiva di solo 475 milioni di dosi, sufficiente per appena il 6% della popolazione mondiale, l’azienda ha già venduto le opzioni per tutta la sua fornitura a Paesi ricchi, a prezzi che oscillano tra 12 e 16 dollari per dose negli Stati Uniti, arrivando a circa 35 dollari per gli altri paesi».

Euro vaccini per Euro moneta

«Italia, Francia, Germania e Olanda si sono già assicurate quasi 1 dose di vaccino per abitante, il Bangladesh 1 ogni 9». Il governo inglese ha già prenotato circa trecento milioni di dosi dei vari vaccini, che corrispondono a circa cinque dosi per ogni abitante. Le trattative in corso per la fornitura del vaccino sottolineano le disuguaglianze tra paesi ricchi e paesi poveri. E la diseguale disponibilità delle case farmaceutiche a mettere il vaccino a disposizione dei paesi a basso reddito. «Moderna al momento si è impegnata solo verso nazioni ricche, AstraZeneca ha promesso il 66% delle dosi a paesi in via di sviluppo».

Denuncia Oxfam

L’alleanza Peoplès Vaccine e Oxfam lanciano un appello ai Paesi del G20 perché sia garantito l’accesso al vaccino a tutti in ogni parte del mondo, «in modo gratuito e sulla base di una distribuzione equa delle dosi, in funzione delle necessità e dei bisogni di salute pubblica». Pochi a crederci ma importante è insistere. «Alla strozzatura della produzione si aggiungono le politiche commerciali aggressive delle aziende farmaceutiche». L’arma dei brevetti farmaceutici. «Grazie ai brevetti, le case farmaceutiche acquisiscono il monopolio sulla loro produzione e possono aumentare i prezzi al riparo dalla concorrenza. I governi prolungheranno la crisi sia sul piano delle tragedie umane che dei danni economici se permettono alle società farmaceutiche di proteggere monopoli e profitti» denuncia Oxfam.

Scienza e coscienza

Non solo le organizzazioni umanitarie come Oxfam denunciano le iniquità della distribuzione di un futuro vaccino. La questione interessa gli stessi scienziati. «Le ricadute sanitarie saranno molto diverse a seconda di quali Paesi o quali categorie di persone avranno priorità nell’accesso alla vaccinazione», sottolinea Andrea Capocci. E l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha creato un consorzio per distribuire due miliardi di dosi di vaccino entro il 2021. E intende distribuire i vaccini ai Paesi in proporzione alla loro popolazione. In secondo luogo, privilegiando gli operatori sanitari, la popolazione ultrasessantacinquenne e le persone con altre patologie a rischio.

Vaccino democratico vaccino selettivo

Secondo simulazioni e studi, questo sistema permetterebbe di risparmiare il 61% delle vittime di Covid, contro il 33% se il vaccino fosse riservato ai paesi ricchi. Ma, osserva qualcuno, il criterio dell’età finirebbe per privilegiare gli stati più ricchi, mediamente più anziani.

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