Israele richiude per Covid, primo al mondo per nuovi contagi-Si dimette il ministro ultraortodosso

Il governo israeliano ha deciso un lockdown di tre settimane a partire da venerdì, con la possibilità che sia esteso oltre. A pochi giorni dal Capodanno ebraico e dal Kippur, il governo prende una decisione osteggiata dai partiti religiosi al governo e da chi teme le ricadute economiche. Il Paese è primo al mondo per numero di nuovi contagi per milione di abitanti, ma terzo per tamponi effettuati ed è in fondo alle classifiche per mortalità.

Coronavirus e instabilità virale

Il governo israeliano ha deciso un lockdown di tre settimane a partire da venerdì, con la possibilità che sia esteso oltre. Provvedimento reso necessario dall’allarme sanitario. «In pochi giorni siamo passati da 30 a 80 città rosse». Sarà impedito qualsiasi genere di assembramento. Le preghiere per il Capodanno ebraico, il 18 settembre, e per il successivo digiuno del Kippur si svolgeranno in forma molto ridotta. Proprio la concomitanza delle festività ebraiche, in cui in Israele la attività economica rallenta comunque, dovrebbe secondo Netanyahu aiutare il mercato a superare la crisi. Decisione contestata all’interno stesso del governo: si dimette il ministro Yakov Litzman, esponente di uno degli influenti partiti religiosi che formano la coalizione di governo.

Ebrei ultraortodossi, riti pericolosi ed economia

Litzman è contrario al lockdown perché impedirebbe le preghiere nel periodo delle festività più solenni del calendario ebraico, Rosh Hashanà (il Capodanno), il digiuno del Kippur e Sukkot (la festa della Capanne), un periodo di circa tre settimane che inizia venerdì 18 settembre. Il lockdown generale arriva proprio in coincidenza di quel periodo, caratterizzato da grandi assembramenti durante i pasti tradizionali e le funzioni religiose, ma anche nei luoghi di intrattenimento, in quanto si tratta di un periodo di ferie.
Il ministero del Tesoro, che insieme a quelli della Scienza, Turismo, Economica e Welfare guida la fronda interna, stima che un nuovo lockdown implica perdite di 1,2 miliardi di euro a settimana e lascerebbe nuovamente a casa altri 300.000 lavoratori.

Israele il più colpito al mondo

La contestata decisione di un nuovo lockdown arriva dopo che i contagi la scorsa settimana hanno superato i 4.000 giornalieri, precisa Sharon Nizza su Repubblica. «Israele risulta il primo Paese al mondo per numero di nuovi contagi per milione di abitanti, ma anche terzo per tamponi effettuati (oltre 30 mila al giorno in un Paese di 9 milioni di abitanti) e in fondo alle classifiche per la mortalità». Parte dei direttori di ospedali sostengono che, se non si chiudesse ora, le terapie intensive arriverebbero a saturazione nel giro di un mese.

Il virus politico

Grande confusione e sospetti che le decisioni siano motivate anche da considerazioni politiche, «per non alterare gli equilibri di governo». E nonostante le rincorsa di Netanyahu alla campagna elettorale di Trump e ai riconoscimenti arabi, la fiducia della popolazione nell’operato dell’esecutivo si dimezza in 5 mesi. Il 45% di oggi rispetto all’85% di aprile. E c’è già che sente odore di ennesime elezioni anticipate anche sulla scia delle proteste settimanale che ormai da medi inseguono in contestatissimo premier in attesa di giudizio.

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